Giornalista, conduttore, Silvio Gigli fu ideatore di tante trasmissioni popolari

Scritto da Gabriele Parenti |    Novembre 2010    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).


Giulietta Masina e Silvio Gigli

 

"Lei ha una bella cravatta color singhiozzo di pesce". Questa battuta divenuta proverbiale, rivela che Silvio Gigli, di cui ricorre il centenario della nascita, (Siena 1910-Roma 1988) non fu solo l'inventore del quiz radiofonico ma seppe dargli uno stile ricco di arguzia toscana, di bonaria ironia. Silvio Gigli seppe valorizzare al massimo il mezzo radiofonico attraverso l'uso appropriato dei vocaboli, le sapienti pause, il timbro della voce, il tono vivace e cordiale, le battute briose e mai banali.

E ce n'era bisogno perché il conduttore senese lanciò Botta Risposta, nell'ottobre 1944 dai microfoni di Radio Firenze quando c'era ancora la guerra sulla Linea Gotica. Con il suo inconfondibile timbro di voce, con la sua verve ("e adesso una domandina facile facile") seppe fare di Botta e Risposta un vero fenomeno di massa con una popolarità analoga a quella che avrebbe avuto in TV Mike Bongiorno con Lascia o Raddoppia? Nel 1987 avrebbe ricordato con legittimo orgoglio che il suo quiz era stato esportato anche in America per la rete Nbc.

Da notare che a Botta e risposta non si vincevano premi in denaro ma prodotti alimentari, oggetti di uso quotidiano come le lamette da barba. E ogni volta c'era una sorpresa. Come la puntata che vide la partecipazione di una giovanissima principessa Margaret d'Inghilterra, che vinse... un pacco di lamette da barba!

 


Corrado Mantoni, Giorgio Gaber e Silvio Gigli

 

Geniale intrattenitore

Ma l'attività di giornalista, di conduttore, di regista di Silvio Gigli fu molto vasta e intensa: in qualità di coordinatore dei programmi di Radio Firenze realizzò già alla fine del 1944 un palinsesto di quindici ore al giorno.

Fosco D'Amelio e Rosaria Parretti, autori di un recente saggio (Firenze Radio Swing) in forma di romanzo che racconta l'epoca in cui Firenze "divenne capitale italiana del jazz e culla di un'indimenticabile esperienza radiofonica", sottolineano che a Firenze in quel periodo "è nata, anzi risorta, la radio, favorendo la nascita della nuova emittente nazionale che oggi conosciamo con il nome di RAI, e con la radio fioriscono le orchestre dal sound prorompente e innovativo".

L'infaticabile attività di Silvio Gigli continuò negli anni del dopoguerra con Briscola (1949) e con lo spettacolo itinerante Giringiro. Ma la sua geniale fantasia d'intrattenitore non poteva dimenticare che si era in tempi difficili; dette vita, allora, a Sorella Radio, un programma dedicato agli ammalati, ai carcerati, alle persone sofferenti, che è stata una delle trasmissioni più longeve della radio. Questa formula confidenziale aveva avuto un antecedente storico fin dal 1949 con Radio Igea (1939) dedicato ai malati ricoverati negli ospedali.

Negli anni successivi, Gigli condusse Punto interrogativo (1952), La famiglia dell'anno (1956), Il Paese della discordia (1959) e dette vita ad un nuovo e fortunato genere con La Radio per le scuole. Continuò fino al 1988 a realizzare un numero sterminato di programmi (oltre 150) sempre originali e sempre di grande ascolto. Il suo ultimo lavoro radiofonico fu, appunto, una sorta di riepilogo con la trasmissione di Radio Uno 150 volte Gigli in tredici puntate.

 


Alberto Rabagliati e Silvio Gigli

 

Scopritore di talenti e cruscante

Aveva iniziato giovanissimo come giornalista: a 17 anni era già cronista per il quotidiano fiorentino La Nazione, poi per Il Telegrafo di Livorno. Quindi la radio, la sua grande passione; vi profuse ingegno, fantasia e fu scopritore di talenti. Già ai tempi dell'EIAR, con L'ora del dilettante, con il quale scopre fra gli altri Salvatore Accardo e Corrado. E creò l'indimenticabile macchietta di "Mario Pio", resa celebre da Alberto Sordi.

Si interessò di musica, con la Piccola storia della canzone italiana e con la Storia della commedia musicale; aprì la strada a molti talenti come Domenico Modugno e Delia Scala, Gianni Morandi, Iva Zanicchi, Orietta Berti, Loretta Goggi. Né dimenticò il cinema: nel 1956 interpretò sé stesso nel film Botta e risposta di Mario Soldati con Nino Taranto, Isa Barzizza, Louis Armstrong, Renato Rascel, Katherine Dunham. Fu protagonista di indimenticabili camei ne La tratta delle bianche di Comencini e in Fiorenzo il terzo uomo di Stefano Canzio. Una sola volta "tradì" la radio per la televisione all'inizio degli anni ‘80, con una serie di trasmissioni per l'emittente fiorentina Canale 48.

Uomo di profonda cultura e raffinato letterato, Gigli è stato autore di opere narrative nelle quali la creatività si univa al gusto della lingua italiana. Nel 1965, settimo centenario della nascita di Dante, fu nominato Accademico della Crusca.


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