Domenica 14 settembre la tradizionale sfida tra balestrieri biturgensi ed eugubini

Scritto da Edi Ferrari |    Settembre 2008    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Vestiti di broccati vivaci i balestrieri
nella piazza della città toscana
senza tamburi vittoriosi
tentano la sorte di colpire un centro
con una freccia medioevale.
I ragazzi tendono con forza la corda della balestra
e lanciano le armi con ansia di amanti.
Rapidi ripetono il sortilegio. (…).

Con questi versi il poeta Salvatore Quasimodo ha celebrato il Palio della Balestra di Sansepolcro, competizione nella quale i balestrieri biturgensi (da Biturgia, antico nome della città) affrontano gli amici-rivali di sempre di Gubbio, sfida che si ripete ogni seconda domenica di settembre.

Andata e ritorno
Un Palio che forse è meno conosciuto di altre manifestazioni, ma che ha storia e tradizioni da vendere.
«Non siamo stati molto bravi a promuoverci – spiega il presidente della Società Balestrieri Sansepolcro, Federico Romolini – eppure questo Palio ha una storia straordinaria. Il quotidiano “Il Sole 24 ore” lo ha incluso fra le manifestazioni che dovrebbero essere riconosciute dall’Unesco. E quindici anni fa abbiamo registrato il marchio proprio per proteggerci dalle tante, troppe imitazioni: ci copiano non solo nel nome, ma addirittura nelle regole del gioco». E infatti ogni volta che si scrive Palio della Balestra bisognerebbe affiancargli il simbolo ®, che sta per marchio registrato.
Competizioni con la balestra “grossa” si svolgevano in molte città d’Italia, durante il Medioevo e il primo Rinascimento, per incoraggiare l’addestramento al tiro dei cittadini, così da avere sempre disponibile una riserva militare per la difesa della città. La gara fra Sansepolcro e Gubbio è documentata fin dal 1594, ma fonti storiche confermano che questa disputa avveniva anche prima, e da allora si celebra il Palio della Balestra a Sansepolcro (la gara di andata a Gubbio si tiene l’ultima domenica di maggio).

Occhio al bersaglio
Era un’arma micidiale (la balestra ha una potenza pari ad un peso di 500 chili, e le frecce viaggiano a 200 chilometri l’ora), e papa Innocenzo II ne vietò l’utilizzo tra gli eserciti cristiani proprio per la sua violenza. Ma fu l’invenzione delle armi da fuoco a decretarne la fine dell’uso sui campi di battaglia, e anche le gare terminarono: tranne, appunto, che a Sansepolcro e a Gubbio.
Nella gara le due squadre (un centinaio di persone in totale) si affrontano nella sfida di scagliare le frecce e colpire il “corniolo” (cioè il bersaglio) a 36 metri di distanza: vince la squadra, e la città, che riesce a centrare con un maggior numero di frecce il bersaglio.
Ma il Palio della Balestra di Sansepolcro non è solo questo. Ci sono le tante iniziative a contorno, la presentazione del drappo, la lettura del bando di sfida a Gubbio, il corteo con i magnifici costumi rinascimentali (non d’epoca, ma fedele riproduzione dagli affreschi di Piero della Francesca, biturgense doc, realizzati dalla romana Sartoria Tirelli, più volte premio Oscar proprio per i costumi); e la passione per una sfida che si tramanda di padre in figlio, con generazioni e generazioni di balestrieri che portano lo stesso cognome.
In centinaia d’anni di competizione tra biturgensi ed eugubini, chi ha vinto di più? Ride Romolini: «Beh, diciamo pari e patta». Piccola lezione per molti “sportivi”.

Palio della balestra

L’appuntamento è per il 14 settembre. L’ingresso al Palio costa 10 €, per i soci Coop sconto del 30%. Info: www.balestrierisansepolcro.it