Incontro con Giovanni Ticci, fumettista senese

Scritto da Stefano Giraldi |    Ottobre 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Il nipote di Tex
Senese, della contrada del Nicchio,
65 anni, di professione disegnatore di fumetti western e in particolare di Tex Willer , il più popolare eroe del fumetto italiano. Giovanni Ticci, questo il suo nome, ha illustrato fino ad oggi 7004 tavole del ranger più amato d'Italia, creato da Gianluigi Bonelli (testi) e Aurelio Galeppini (disegno grafico), e pubblicato per la prima volta quasi sessant' anni fa: era il 30 settembre 1948.

Quando ha iniziato a disegnare fumetti?
Avevo 16 anni, all'epoca studiavo ragioneria. Andai a trovare mio zio a Milano, fu lui a presentarmi Roy D' Amy , l'autore de "Il Sergente York". Volle vedere i miei schizzi, all'epoca io mi divertivo a disegnare, e mi prese nella sua bottega.

Poi cosa accadde?
Con lui imparai il mestiere, passai al disegno d'avventura arrivando, qualche anno dopo, alle avventure spaziali. Ma ero lento e un po' distratto: a volte ci ripenso con tenerezza.

Al western come c'è arrivato? E a disegnare Tex Willer ?
Mi è sempre piaciuto disegnare storie ambientate all'aperto: montagne, foreste, praterie, per me il western rappresenta una vera passione. Nel 1967 sono entrato a far parte dello staff della Sergio Bonelli Editore e da allora disegnare Tex è stato ed è un lavoro che mi ha dato momenti di grande entusiasmo, e non solo professionale. Devo a Tex il privilegio di essere conosciuto.

Un'ultima domanda: se per un evento straordinario, in un universo parallelo, dovesse incontrare Tex Willer in carne e ossa, cosa gli chiederebbe?
Di fare una cavalcata fianco a fianco con lui.