Scritto da Debora Pellegrinotti |    Ottobre 2001    |    Pag.

Napoleone
Il museo della carta
la scelse nel 1810 per far stampare le partecipazioni del suo matrimonio con Maria Luisa d'Austria. Fu proprio l'antica cartiera "Le Carte" di Pietrabuona, nel comune di Pescia, ad avere l'onore di annunciare al mondo le nozze del grande imperatore. E ancora oggi è possibile vedere le "forme" con l'effige di Napoleone e di Maria Luisa. Una scelta che testimonia quanto grande fosse il prestigio e la notorietà di questa antichissima cartiera della Svizzera pesciatina, punta di diamante di una produzione tipica della stretta vallata che si snoda lungo il fiume Pescia. Oggi la cartiera è stata trasformata in museo, un luogo in cui non è difficile respirare il fascino della storia e ammirare macchinari molto antichi usati per la lavorazione della carta. Una fabbrica—museo che va ad integrare la struttura museale, davvero all'avanguardia, che già da qualche anno è stata creata negli ex locali della scuola elementare di Pietrabuona e che è ormai un punto di riferimento a livello internazionale per quello che riguarda la storia della lavorazione della carta. La cartiera, immersa nel verde del pittoresco paese di Pietrabuona, rappresenta un bell'esempio di archeologia industriale ed è stata vincolata dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Firenze per il suo interesse museale e archeologico.
Gli splendidi macchinari in legno per la produzione della carta "a mano" e della filigrana, perfettamente conservati all'interno dell'edificio realizzato in ordinaria muratura di pietra alla fine del Settecento, hanno dato vita ad un museo veramente suggestivo. All'epoca la lavorazione della carta rappresentava una delle attività più importanti, proprio perché il prodotto era considerato pregiato. Basta osservare il museo per capire che i metodi con cui veniva lavorata la carta appartengono ad un passato travolto dallo sviluppo frenetico delle nuove tecnologie. Un elemento fondamentale per la nascita delle cartiere era la presenza dell'acqua: la zona fra Pescia e Pietrabuona ben si prestava a questo genere di lavorazione — l'acqua infatti non mancava — come dimostrano le ventotto cartiere, tutte antichissime, dodici delle quali sono ancora attive. Alcune invece sono in fase di recupero mentre altre, per fortuna poche, sono in stato di abbandono. La cartiera "Le carte" è sicuramente fra quelle che si è meglio conservata al passare dei secoli. Di proprietà della famiglia Mangani, sorge su un edificio di impianto quattrocentesco e si sviluppa su quattro piani, tutti adibiti alle diverse fasi della lavorazione della carta. Al terreno si trovano ancora tutti i macchinari, al secondo e al terzo piano i magazzini, alcuni locali per la pesatura della carta e le abitazioni delle maestranze. All'ultimo piano, infine, si trova il cosiddetto spanditoio, dove venivano messi ad asciugare i fogli di carta. Si trattava di un percorso lungo e laborioso, che si concludeva con produzioni di alta qualità. La prima fase consisteva nella lavorazione degli stracci che venivano collocati nel marcitoio, selezionati e poi pestati dai magli per almeno dodici ore. Nella fase successiva entravano in gioco i cosiddetti lavorenti, che avevano il compito di pescare nel pesto con uno staccio la pasta necessaria alla produzione di un foglio. Dopodiché il foglio doveva essere sgocciolato, pressato ed infine steso ad asciugare nello spanditoio, dove ancora oggi è possibile ammirare un'importante raccolta di forme in ottone del secolo scorso, ciascuna delle quali preparata appositamente per uno speciale tipo di carta filigrana. Oggi - grazie all'impegno dell'associazione "Centro di documentazione sulla lavorazione della carta", in cui si è distinta l'opera di Giuliano Carrara - si stanno rimettendo in funzione tutti questi splendidi macchinari, ripulendo le antiche condutture e riattivando le vasche in pietra serena. Presidente dell'Associazione è l'ingegner Ferruccio Belluomini, già proprietario di un'importante cartiera della zona: «Siamo impegnati a valorizzare il grande patrimonio storico e architettonico di queste vecchie fabbriche — afferma Belluomini — che in fondo sono una parte davvero rilevante della nostra storia e della nostra identità».
Nel museo sono previste visite guidate, accompagnate dalle spiegazioni dei maestri cartai.

Per informazioni telefonare allo 0572492241