Da tutta Italia i diari e le storie di vita vissuta

Scritto da Pippo Russo |    Maggio 2018    |    Pag. 9

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Neri Marcorè in visita al Piccolo Museo del diario

Neri Marcorè in visita al Piccolo Museo del diario - Foto L. Burroni ADN

Pieve Santo Stefano (AR)

Volete il vero romanzo? Allora cercate la biografia. Specie se essa è autobiografia, il racconto di se stessi fatto senza alcuna mediazione e in forma intima. Il senso più profondo del raccontare una storia si trova lì, nel vissuto quotidiano che pare cosa minima e invece contiene il respiro profondo degli eventi. Ogni esistenza è una ricchissima sceneggiatura, e purtroppo non ce ne rendiamo conto abbastanza.

Parte da qui l'idea del Piccolo Museo del diario, nel Palazzo Pretorio di Pieve Santo Stefano, provincia di Arezzo. Il museo nasce da un'intuizione del giornalista Saverio Tutino, che in gioventù è stato partigiano e dopo la conclusione della seconda guerra mondiale ha lavorato come corrispondente per diverse testate da Parigi, dalla Cina e da Cuba. Un uomo che ha vissuto e poi raccontato i grandi eventi della storia, ma non ha mai perso l'attenzione per le vicende minime delle vite personali. Scomparso nel 2011, Tutino ha dedicato l'ultimo scorcio della propria vita al tema della memoria, declinato nella formula dell'autobiografia. Per questo ha dapprima fondato nel 1998, ad Anghiari, la Libera Università dell'autobiografia. E successivamente ha dato vita alla Fondazione archivio diaristico nazionale, che ha istituito un premio annuale per celebrare le migliori autobiografie. Purtroppo Tutino non è arrivato a vedere inaugurare il Piccolo Museo del diario, nato due anni dopo la sua scomparsa ma pervaso della sua presenza. La scelta di Pieve Santo Stefano come luogo per istituire un museo dedicato alle memorie personali non è casuale. Si tratta infatti di una cittadina che nell'agosto del 1944 venne saccheggiata e distrutta dalla barbarie nazista. Da un giorno all'altro si trovò depredata dei punti di riferimenti simbolici e del corredo di memorie minime. Sicché è stata un'operazione molto affascinante, in termini simbolici, quella di eleggere come luogo di raccolta delle memorie personali un territorio che si è visto derubato della propria memoria collettiva. E ancor più suggestivo è entrare in un edificio come il Palazzo Pretorio, che comunica tutta l'austerità del passato, per poi ritrovarsi sbalzati dentro un'esperienza sensoriale che tiene sospesi fra tradizione e iper-modernità. Perché all'interno del piccolo museo vengono esibiti materiali diaristici che possono anche essere molto antichi, ma al tempo stesso sono trattati ricorrendo alle più avanzate tecniche multimediali. E dunque la parola scritta, vergata su carta antica e fogli sovente di fortuna, prende voce e forma dando vita a un racconto che avvince.

I materiali biografici multimediali sono divisi per stanze e spazi tematici. In ciascuna stanza visono diversi supporti tecnologici, e ciascuna soluzione desta stupore. In una stanza sono cassetti e sportelli da aprire, in un'altra le stringhe luminose su un tavolo da sfiorare, e in un'altra ancora sono schede elettroniche da inserire in una feritoia per dar loro voce. E fa particolare effetto la stanza dedicata a Vincenzo Rabito, l'autore semi-analfabeta del testo autobiografico Terra matta che, pubblicato postumo qualche anno fa da Einaudi, e diventato immediatamente un caso editoriale. La vastità del materiale autobiografico a disposizione fa sì che i contenuti multimediali disponibili ai visitatori del museo vengano continuamente sostituiti. Il che è motivo per tornare in un luogo così evocativo e capace di far scoprire la bellezza delle cose quotidiane.

Piccolo Museo del Diario – Piazza Plinio Pellegrini, 1 (Palazzo Pretorio), Pieve S. Stefano (AR). Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.30-12.30 e 15-18; sabato, domenica e festivi 15-18. Biglietti: intero 3 euro, ridotto 2 euro.

Info: www.piccolomuseodeldiario.it

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