Come funzionano le schede telefoniche prepagate

Scritto da Giancarlo Fioretti |    Maggio 1998    |    Pag.

Giornalista

Il mondo in linea
La nostalgia corre sul filo del telefono, alimentando un giro d'affari davvero impressionante. Ne è prova il grande business delle telecomunicazioni, che vede protagoniste la Telecom e numerose compagnie telefoniche straniere. Ad alimentarlo il massiccio fenomeno dell'immigrazione, che ha portato in Italia moltissimi stranieri, provenienti da ogni angolo del mondo.
Quindici anni fa i primi immigrati dovevano centellinare le chiamate al loro Paese. Troppo alte le tariffe telefoniche per le loro ristrette possibilità economiche. L'aumentare del flusso migratorio e l'abbandono del principio di monopolio nelle telecomunicazioni hanno però aperto la strada all'intraprendenza di molte compagnie telefoniche straniere, che hanno invaso edicole e tabaccherie con le loro schede prepagate. Ma cosa sono in definitiva queste schede?
Innanzi tutto, giova ricordare che hanno ben poco di simile alle nostre schede da 5 o 10 mila lire. Le schede internazionali prepagate non vanno inserite in nessun apparecchio pubblico o cellulare che dir si voglia. Si tratta semplicemente di una scheda in plastica o carta recante scritto un codice, di norma celato da una patina argentata simile a quella dei biglietti delle lotterie istantanee. Una volta tolta la patina, che garantisce l'integrità della scheda al momento dell'acquisto, il codice diventa visibile e quindi accessibile a tutti, per cui bisogna fare molta attenzione a non smarrire la scheda. Quei numeri sono la chiave di accesso alla linea satellitare, che consente di comunicare con ogni paese del mondo. Le schede che più comunemente si trovano in commercio permettono di avere dieci o venti minuti di conversazione, e hanno un prezzo oscillante tra le 20 mila lire, per le più piccole, e le 40 mila per le più grandi. Il tutto dipende dalla marca della scheda, ma più spesso è il singolo rivenditore a determinare il costo effettivo del genere trattato.
Capita infatti spesso che una scheda emessa dalla stessa compagnia e della stessa durata temporale costi 19 mila lire in una rivendita, 20 mila in un'altra e 22 mila in un'altra ancora. Stesso discorso va logicamente esteso anche alle schede contenenti più minuti. In questo caso il prezzo va dalle 38 alle 44 mila lire. L'acquirente deve quindi essere particolarmente accorto, se non vuole lasciarsi sfilare di tasca del denaro in più. Il consiglio è quello di evitare di servirsi esclusivamente in una sola rivendita, per lo meno nei primi tempi. Per trovare il prodotto al prezzo migliore è inoltre consigliabile confrontare le varie schede prima di servirsi esclusivamente di una.
Ogni compagnia ha le sue regole. Alcune, in caso d'intervento di un operatore, fanno automaticamente diminuire di un minuto o due la durata della scheda, altre no. A scanso di equivoci è sempre opportuno richiedere il dépliant informativo che il rivenditore è tenuto a consegnare. Una volta digitato il numero verde di accesso, le istruzioni per proseguire sono date o da un disco magnetico o da un operatore, che risponde in qualsiasi lingua vogliamo. Una volta comunicato il proprio codice è possibile comporre il prefisso internazionale, quello del distretto telefonico e il numero dell'abbonato che desideriamo chiamare.
I minuti a noi riservati possono essere utilizzati in più soluzioni. Ogni paese ha delle 'unità di scatto' variabili. Vale a dire che con una scheda da circa 20 mila lire è possibile parlare dieci minuti telefonando in Brasile, cinque scarsi se il destinatario della nostra chiamata si trova in Burundi. Anche in questo caso è bene consultare il prospetto informativo sulla durata delle conversazioni in ogni paese del mondo.
Le compagnie telefoniche che operano in Italia sono prevalentemente statunitensi. La più grande, la Mci, ha sede a New York. Stessa origine newyorkese per la Twc (Trans World Comunications), mentre la Go-Card ha sede legale nella soleggiata Miami, in Florida.
Queste compagnie consentono anche alla nostrana Telecom di partecipare al business, in quanto il numero verde di accesso è appunto un numero Telecom. Quest'ultima, però, ha varato negli ultimi tempi la sua risposta commerciale a queste schede prepagate. Si tratta della 'Call it omnia', una carta di credito telefonica valida per chiamate dall'Italia verso l'estero o per chiamate dall'estero verso l'Italia. Questa carta permette un buon risparmio sulle chiamate, ma la sua caratteristica di essere appunto una carta di credito telefonica non sempre ne favorisce la diffusione presso tutti gli strati della popolazione residente in Italia. Molto meglio la Telecom ha fatto, alcuni mesi fa, riducendo il costo delle tariffe internazionali. Questa nuova politica dei prezzi, ampiamente pubblicizzata, è stata in buona parte recepita. Ma ancora, per chi deve telefonare all'estero, è grande il 'terrore' di comporre un prefisso internazionale.
L'esigenza di comunicare trova infine nei 'Centri di telefonia internazionale' un'ulteriore valvola di sfogo. Molto diffusi nei grandi centri urbani (Roma, Torino, Genova...), questi centri hanno fatto la loro comparsa anche a Firenze. Spesso sono gestiti da stranieri (africani in maggioranza) ma anche molti italiani hanno fiutato l'affare. Presso questi centri (frequentati in maggioranza da cittadini asiatici, africani o latino-americani) vengono utilizzate linee satellitari straniere, le stesse di quelle compagnie che producono le schede prepagate. Il giro d'affari che ruota intorno alle telecomunicazioni è immenso: spetta al consumatore trovare la via d'accesso più conveniente per comunicare con il mondo esterno.