Con l'arrivo del digitale terrestre bisognerà dotarsi di un apparecchio che permette di decifrare il nuovo segnale. Consigli per l'acquisto

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Piaccia o no, toccherà a tutti. Parliamo del digitale terrestre, quel sistema di trasmissione televisiva che, a detta di tanti, dovrebbe migliorarci le serate alla tele.
Veniamo all'argomento. La Tv digitale terrestre (Dvb-T: terrestrial digital video broadcasting) usa un nuovo sistema per la diffusione del segnale televisivo attraverso la normale antenna televisiva.

Ai diffidenti di novità tecnologiche tutto ciò può rimanere indifferente. Ma i vantaggi, in effetti, non saranno pochi: un più ampio numero di canali, una maggior definizione dell'immagine e una migliore qualità dell'audio; inoltre, potremo interagire con il programma che stiamo guardando, rispondendo a quiz o esprimendo giudizi direttamente con il telecomando, e potremo ricevere trasmissioni in doppio e multiplo audio, quindi, per esempio, in diverse lingue.

Infine, l'inquinamento elettromagnetico sarà inferiore, grazie a una inferiore potenza di trasmissione. Tutto questo dotandosi di un apparecchio chiamato decoder che, peraltro, tanti già possiedono. Si tratta di un dispositivo che, collegato alla presa dell'antenna e al televisore mediante un cavo scart, permette di ricevere il segnale digitale e di usare le nuove applicazioni associate ai programmi e ai canali televisivi. È dotato di un telecomando con quattro pulsanti colorati in più che consentono l'accesso ai servizi interattivi.


Tipologie

Ci sono due tipi di decoder: uno, chiamato zapper, per ricevere solo i canali in chiaro (quelli che si vedono al momento in cui si collega il decoder); mentre quelli non in chiaro, a pagamento, risultano presenti ma oscurati. L'altro, una vera sciccheria, oltre ai canali in chiaro, permette di ricevere quelli a pagamento per mezzo di una tessera prepagata; in più si può accedere a servizi aggiuntivi, dall'intrattenimento all'informazione. La prima tipologia di decoder costa dai 20 ai 50 euro, l'altra dai 70 ai 120; anche di questi tempi è una spesa abbordabile.

Il fatto è che tutta la faccenda sa un po' di imposizione. D'altra parte ci sono regole dettate dalla comunità europea, secondo cui l'Italia entro il 2012 dovrà convertirsi al digitale terrestre.

 

Con le nuove tv

Volendo comprare una nuova televisione, non importa acquistare un decoder separato: tutti i nuovi apparecchi hanno in dotazione il decoder zapper; comunque la vendita di Tv senza decoder digitale terrestre è addirittura vietata. Il decoder interattivo, invece, per ora è integrato solo in pochi modelli dal costo elevato. Se proprio non ne possiamo fare a meno, dobbiamo collegarne uno esterno o acquistare la cam, una sorta di tessera da inserire dentro la Tv, per potere usare le tessere prepagate.

A sperimentare queste novità, nel 2003 cominciò la Sardegna, tallonata a ruota dalla Valle d'Aosta; dal 27 ottobre 2008, per i sardi è stato completato il passaggio al digitale con cessazione del vecchio sistema.

Dal 16 giugno dell'anno scorso, in Piemonte e a Roma, Rai2 e Rete4 sono visibili solo con il digitale. Dal 16 novembre la città eterna è la prima grande capitale europea a trasmettere unicamente in digitale. È seguita la Campania; e poi, via via, tutte le altre regioni. Alla Toscana toccherà nel primo semestre del 2012; nel secondo alle ultime: Sicilia e Calabria.


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