A Sansepolcro il romanziere inglese scoprì Piero della Francesca, facendolo diventare famoso

Scritto da Silvia Silvestri |    Aprile 2006    |    Pag.

Pittrice Ha da sempre associato la sua professione alla ricerca della storia toscana. Attenta ricercatrice della tradizione, a cui si ispira principalmente nelle sue opere pittoriche, essa scrive diffusamente di quegli elementi di curiosità storica di cui è ricchissimo quello che è definito "il giardino d'Italia", la Toscana.

«E quando finalmente uno arriva a Sansepolcro, cosa c'è da vedere? Una piccola città circondata da mura, situata in un'ampia valle tra le colline; alcuni bei palazzi rinascimentali con graziosi balconi in ferro battuto; una chiesa non molto interessante e, infine, il migliore dipinto del mondo».

È il 1924 e Aldous Huxley ha appena terminato il suo viaggio in Italia.
Rientrato in Inghilterra, scrive dell'affresco che lo ha folgorato nel Museo Civico di Sansepolcro: si tratta della Resurrezione di Piero della Francesca. Certo, ammette, "il migliore dipinto" è forse un'espressione ridicola, è forse fra' Angelico un artista migliore di Rubens? In ogni caso Piero della Francesca possiede agli occhi di Aldous Huxley tutte quelle qualità di carattere che lui ammira, e degli intenti puramente estetici che sono a lui comprensibili. Nella sua pittura è maestoso senza essere eccessivo o teatrale, e per questa qualità gli ricorda l'Alberti e le sue architetture. Piero della Francesca è ovunque intellettuale, anche nelle scene di battaglia delle "Storie della vera Croce", che Huxley aveva visto ad Arezzo nel coro della chiesa di San Francesco.

Il miglior dipinto
Sembra che per Huxley
i dipinti di Della Francesca siano l'unico motivo che giustifichino una visita a Sansepolcro ed Arezzo; a quest'ultima poi rimprovera non tanto di essere una città noiosa ma di essere così irriconoscente da non avere nemmeno un monumento in onore del divino Aretino all'interno delle proprie mura. In effetti erano pochi i viaggiatori dell'epoca che si spingevano fuori dal tradizionale percorso che coinvolgeva i grandi centri d'arte.
L'uscita della raccolta "Along the Road", che includeva questo saggio nel 1925, portò nuova fama a questa e alle altre opere di Piero della Francesca, almeno nel mondo anglosassone; tanto che durante la seconda guerra mondiale l'australiano Anthony Clarke, comandante di una batteria di artiglieria alleata, fermò il cannoneggiamento della città ricordandosi dalle parole di Huxley che lì era custodito "Il migliore dipinto del mondo". Potere dell'arte.

Qualche anno dopo, nel 1929, Huxley è a Forte dei Marmi, dove ospita D.H. Lawrence, lo scrittore inglese largamente conosciuto come autore de "L'amante di Lady Chatterley", romanzo che aveva scritto pochi anni prima durante un lungo soggiorno a Firenze.
Huxley, colpito dall'aspetto romantico di quei luoghi, scrive: «Vivere su quella costa, tra il mare e la montagna in mezzo a calme profonde ed improvvise violente tempeste, è come vivere dentro una poesia di Shelley. Si cammina attraverso una bellezza fantasmagorica e trasparente».



BIOGRAFIA
L'utopia del Mondo nuovo

Aldous Leonard Huxley nasce in Inghilterra nel 1894, nipote del famoso biologo Thomas Henry Huxley, uno dei più grandi sostenitori delle teorie di Darwin.

Ancora adolescente fu colpito da una malattia che lo portò quasi alla cecità, per questo motivo non fu reclutato per la prima guerra mondiale e poté così terminare gli studi e iniziare l'insegnamento ad Eton; fra i suoi allievi c'era anche George Orwell, il famoso autore del libro 1984, in cui è evidente l'influenza degli insegnamenti di Huxley. Successivamente lavora come recensore per la rivista Westminster Gazzette, dove conosce lo scrittore D.H.Lawrence; entrambi appassionati dell'Italia, si ritroveranno insieme in vari soggiorni, specialmente in Toscana. Huxley ci dimora dal 1923 al 1930, escludendo i due anni che trascorse in India.

Huxley è ricordato specialmente per i romanzi "distopici", ovvero utopici al negativo, sugli aspetti disumanizzanti del progresso scientifico, tra cui il più importante, Il mondo nuovo.

Huxley vivrà per molti anni in America, dove era andato per curare la sua vista ancora molto precaria. Qui scrive il romanzo L'isola e lavora per Hollywood, adattando per lo schermo Jane Eyre e Orgoglio e Pregiudizio. Morirà in California nel 1963.
Fonti: Aldous Huxley, "The Best Picture" da Along the Road, 1925



Museo Civico di Sansepolcro
Via Aggiunti 65, tel. 0575732218

Orario: tutti i giorni, 9,30-13 e 14,30-18

Biglietti: intero € 6,20 ridotti € 3,00