Il 13 marzo ritorna il mercato in piazza del Campo. Festeggiamenti per la Costituzione in volgare più vecchia della storia

Scritto da Francesca Magnelli |    Marzo 2010    |    Pag.

Siena riscopre la sua anima trecentesca: per un giorno in piazza del Campo rivive il mercato, proprio com'era 700 anni fa. Il 13 marzo, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, la piazza accoglierà quello che un tempo era il grande evento del sabato.

Sui banchi tutte le eccellenze dell'artigianato e dei prodotti tipici senesi, dai ricciarelli ai pici; ai lati della piazza - per chi vorrà saperne di più - una serie di grandi pannelli con la descrizione minuziosa del mercato trecentesco e delle figure che lo animavano: come le "fogliaiole", da cui si comprava frutta e verdura, o le "treccole", non sempre viste di buon 'occhio dal popolo.

«Erano le regine del mercato, delle vere e proprie commercianti che rivendevano generi alimentari di ogni tipo: frutta, verdura, polli, uova - spiega lo storico Marco Tuliani -. Svolgevano un ruolo importante: in una società come quella senese del ‘300 l'approvvigionamento alimentare era di vitale importanza. Ma nei momenti di crisi non si facevano scrupolo di alzare i prezzi e di speculare sulla pelle della povera gente. Il mercato settimanale ospitava i loro diretti concorrenti, gli agricoltori, che scendevano in città solamente il sabato con i loro prodotti a prezzi decisamente più bassi». Filiera corta e calmiere del mercato, due concetti che i consumatori moderni conoscono bene.

Al centro della piazza c'era la trabaca, lo spazio coperto del mercato, una grande tenda che proteggeva dal sole e dalla pioggia.

«All'epoca Siena era una città di 40.000 abitanti, una delle più grandi d'Europa, e il mercato del Campo era il suo cuore pulsante», continua Tuliani. Un legame indissolubile e senza interruzioni fino alla metà del secolo scorso: una decisione, quella di trasferire il mercato, presa dalla Sovrintendenza per proteggere uno dei luoghi più belli del mondo, quando i contadini cominciarono ad arrivare a bordo di auto e furgoni. Nel novembre 2009, dopo più di cinquant'anni, il mercato è tornato, ed è stato un successo: per i senesi giovani, che non lo avevano mai visto, per i senesi di qualche generazione fa, che hanno rivissuto emozioni dimenticate, e per i tanti turisti, felici di poter fare la spesa all'ombra della Torre del Mangia, curiosando tra i "descarelli".

Niente costumi medievali, una scelta ben precisa quella dell'amministrazione comunale, che ha voluto distinguersi dalle tante rievocazioni storiche che vengono proposte continuamente in tutti i borghi della Toscana. «Gli spazi assegnati sono gli stessi di allora, li abbiamo ricostruiti attraverso un'accurata ricerca negli archivi - dice Tuliani - ma ai banchi ci saranno coltivatori e artigiani veri, non figuranti».

Artisti di strada e giocolieri divertiranno i più piccoli, oggi come allora. Visite guidate sveleranno angoli suggestivi e meno conosciuti del centro storico, mentre i ristoranti proporranno piatti ispirati ai banchetti medievali.

 

La legge per tutti

La ricostruzione del mercato è l'evento principe de "La città del sì", il festival voluto dal Comune per festeggiare i 700 anni del Costituto, la raccolta delle leggi che regolavano la vita della Repubblica senese, tradotto in lingua volgare nel 1309. Fu deciso, come testimoniano i documenti dell'epoca, "di fare scrivere, a l'expese del Comune di Siena, uno statuto del Comune, di nuovo in volgare di lettera grossa, bene leggibile et bene formata, in buone carte pecorine ... el quale statuto sia et stare debia legato ne la Biccherna". Era in pratica la prima Costituzione al mondo ad essere scritta non in latino ma nella lingua di tutti i giorni, "acciocché le povare persone et altre persone che non sanno grammatica, et li altri, e quali vorranno, possano esso vedere ... et avere a loro volontà". Un esempio di democrazia senza precedenti, che testimonia quanto fossero moderni i senesi di 700 anni fa.

L'eccezionale documento - due grandi manoscritti vergati con bei capoversi e belle miniature - è custodito nell'Archivio di stato di Siena. Ma il Comune ha avuto l'autorizzazione a esporlo nuovamente al pubblico. Fino a maggio tutti potranno ammirarlo all'interno del Palazzo pubblico; allora era legato a una pesante catena di ferro perché nessuno potesse manometterlo o rubarlo, oggi è sotto una teca di vetro allestita nella Sala dei Nove, proprio sotto gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, con le famose allegorie sugli Effetti del buono e del cattivo governo in città e in campagna, che l'artista realizzò tra il 1337 e il 1339. Il ciclo è una delle prime opere totalmente laiche dell'arte di allora. Da un lato c'è l'Allegoria del Cattivo Governo, con gli effetti che può produrre (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà), dall'altro l'Allegoria del Buon Governo con i suoi benefici (città prospere, campagne coltivate, ricchezza, gioia). Chiarissimo il messaggio: solo un'amministrazione giusta e corretta può fare felice un popolo. Una curiosità: nell'affresco compare, ben evidente, un bell'esemplare di cinta: la prima traccia storica dell'esistenza di questa razza, da pochi anni riscoperta.

 

Fino a maggio
Contrade aperte

All'interno delle tante iniziative previste per le celebrazioni dei 700 anni del Costituto segnaliamo "Sì, è Palio". Per la prima volta le 17 contrade aprono ai visitatori i loro musei e i loro oratori, il sabato mattina, dalle 10 alle 13, solo su prenotazione. Questo il programma di marzo: sabato 6 e sabato 27 Lupa, Oca, Selva, Tartuca, Valdimontone; sabato 13 Aquila, Bruco, Civetta, Chiocciola, Drago, Leocorno; sabato 20 Giraffa, Istrice, Nicchio, Onda, Pantera, Torre. Le visite proseguiranno anche ad aprile e maggio.
Info e prenotazioni: tel. 0577292614-5, dal lunedì al venerdì 9.30-12.30

 

Comune di Siena, piazza del Campo 7, Ufficio relazioni con il pubblico, tel. 0577292230/2340; http://lacittadelsi.comune.siena.it

 

Foto: un'immagine di Piazza del Campo con il mercato agli inizi del ‘900, fonte Archivio Foto Colombini.

 


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