In ricordo di Tullio De Mauro

Scritto da Antonio Comerci |    Febbraio 2017    |    Pag. 30

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Tullio De Mauro

Tullio De Mauro “girotondino” nel 2002

Tullio De Mauro

Sono tanti, di tutte le età, con grado d'istruzione molto vario. Uno su tre non ha altra lettura che questo giornale: sono i lettori dell'Informatore. Certamente non sanno che se trovano questo giornale di facile lettura e di semplice comprensione, il merito è di Tullio De Mauro, primo professore di linguistica italiana negli anni'60, deceduto a Roma lo scorso 5 gennaio. E non sanno, i nostri lettori, che questa perdita riguarda tutti noi.

Da principio fu un libretto rosso degli Editori Riuniti, “L'uso delle parole”, che faceva parte della collana Libri di Base, diretta dallo stesso De Mauro, autore di questo libro dall'intento pratico e divulgativo: guidare all'uso delle parole per farsi capire dal maggior numero di persone. Per essere ancora più utile e pratico in appendice c'era il “Vocabolario di base”, cioè le tremila parole italiane comprese da tutti quelli che sanno leggere e hanno un'istruzione elementare. Ha avuto da allora molte edizioni e se ci s’impegna forse si trova anche in libreria. Ho ancora quel libretto originale, del 1980, che presto ai collaboratori interessati.

La nostra Associazione nazionale cooperative consumatori ebbe la geniale intuizione, in quegli anni, di chiedere a De Mauro e al suo staff un'indagine sul linguaggio usato nei giornali di cooperativa, che allora erano 7 o 8, compreso il nostro Informatore. Un disastro! Linguaggi diversi da pagina a pagina, complicati, spesso piatti e scolastici. Gli articoli economici troppo tecnici, quelli sociali in politichese, i testi commerciali nel gergo degli addetti ai lavori.

La lezione di Tullio De Mauro al seminario per gli addetti ai giornali di cooperativa – nell'autunno del 1982 – fu salutare per tutti noi.

Non è mai stato solo un professore, ma un militante della divulgazione, uno che le idee e la scienza del linguaggio la portava fra le persone, fra tutti quelli che la volevano ascoltare. Ha detto di lui Alberto Asor Rosa, storico della letteratura, amico e collega: “con lui il Paese imparò a leggere e scrivere”. Non abbiamo l'autorevolezza per dare più peso al giudizio del professor Asor Rosa, ma possiamo testimoniare che a noi Tullio de Mauro ha insegnato a scrivere e a leggere le cose che scriviamo. 


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