Rinnovato il contratto integrativo aziendale. La parola al sociologo

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2012    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Centralità del lavoro a tempo pieno, diritto al riposo, partecipazione: sono i tre concetti-chiave dell'accordo fra Unicoop Firenze e sindacati sul rinnovo del contratto integrativo aziendale. Abbiamo chiesto a Pippo Russo, sociologo e giornalista, di commentarlo.

Punto fondamentale dell'accordo è la centralità del lavoro con un forte impegno nei confronti dell'occupazione, attraverso il mantenimento dell'orario di lavoro settimanale a 36 ore e il lavoro a tempo pieno, con la trasformazione da part time a tempo pieno di 250 contratti.

 

La Toscana dell'utopia possibile?

«Preferisco parlare di una Toscana della civiltà del lavoro. Una terra dove l'attività lavorativa possa continuare (o tornare a essere) un mezzo per l'autorealizzazione della persona anziché il giogo della sua alienazione. Il fatto che accordi come questo vengano visti come un'eccezione dà la misura dell'arretramento compiuto in materia di diritti negli ultimi anni. Ma dice pure che la china diretta verso il peggioramento dei diritti e delle condizioni di lavoro non è irreversibile. Prendiamolo come un buon segnale, una lezione da diffondere».

Buona occupazione ma anche diritto al riposo e alla festa: salvaguardate almeno sette festività (e tra queste 25 aprile e 1° maggio), e prosecuzione dell'impegno della cooperativa a contenere la spinta verso le aperture domenicali.

«La salvaguardia dei riti sociali, che si esprime anche attraverso il rispetto delle feste laiche e religiose, è un valore al quale bisogna riservare la massima attenzione. La smania di modernizzazione porta con sé un malinteso convincimento che tutto sia manipolabile, e riconducibile a variabile dipendente rispetto a una coazione a produrre. Ma questo atteggiamento è miope, persino antisociale. Una società che perde i suoi riti, e che per di più lo fa per mezzo di decisioni amministrative, è una società condannata a perdere identità».

 

Partecipazione alla vita della cooperativa (con il confronto su diversi temi come formazione, pari opportunità e sicurezza sul lavoro) e agli utili (aumento del salario variabile con la destinazione ai lavoratori del 25% degli utili netti della cooperativa, con una quota che sarà uguale per tutti).

 

Un po' di Germania in Toscana?

«Per fortuna la Toscana ha saputo sviluppare nel corso del tempo un modello socio-economico originale abbastanza da non necessitare d'essere paragonato ad altri. Forse i toscani sono talmente "socializzati" a questa realtà da aver perso la capacità di percepirla. L'accordo in questione dimostra una volta di più che questa terra ha una capacità di sperimentare formule condivise, che sa ‘tenersi insieme'. Lo fa mostrando anche una notevole capacità di innovare le formule. E questo è segno di vitalità».

 

L'INTERVISTATO

Chi è?

Pippo Russo, nato ad Agrigento nel 1965, insegna sociologia all'Università degli studi di Firenze e all'Università degli studi Roma IV - Foro Italico. Saggista e giornalista, scrive per "l'Unità", il "Messaggero", "Pubblico", "la Repubblica", edizioni di Firenze e di Palermo.

In passato ha collaborato col "Corriere della Sera", "Il Riformista", "Il Fatto Quotidiano" e col "Manifesto", dove ha ideato e curato Pallonate, una rubrica di satira in cui vengono analizzate le performance dei giornalisti sportivi italiani. Mantiene una collaborazione anche con la rivista "Il Mulino". Ha scritto tre romanzi (Il mio nome è Nedo Ludi e Memo, editi da Baldini Castoldi Dalai, e La memoria dei pesci edito da Cult) e una serie di saggi (Siculospirina, raccolta delle puntate della rubrica Sicilianismi, Flaccovio Editore).

 

Fotografie di Daniela Tartaglia, eccetto quella di Pippo Russo.


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