Si nutre di carcasse impedendo l'espandersi delle malattie. Rischia l'estinzione

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Il grifone (Gyps fulvus), dal greco gryps, afferrare, è nell'immaginario una figura mitologica che ha origini antiche nel tempo. Tracce ne sono state rinvenute nella cultura egizia e mesopotamica. Erodoto sosteneva che fossero i custodi di grandi tesori sulle coste settentrionali del Mar Nero. Ripreso anche dalla simbologia cristiana ha rappresentato per Dante le due nature di Cristo, quella divina e quella umana. Infatti, è spesso raffigurato per metà felino e per metà uccello, alludendo esplicitamente al cielo e alla terra, elementi base del cosmo.

 

Lo spazzino della natura

Tanto presente nella tracce del passato quanto sconosciuto ai giorni nostri, il grifone altro non è che un enorme avvoltoio (arriva a un'apertura alare di 3 metri) che nel recente immaginario occidentale è associato a sventure e cattivi presagi, tanto da essere stato, nell'ultimo secolo, sistematicamente perseguitato fino all'estinzione, in alcune aree d'Europa.

Questa cattiva fama deriva dal fatto che il grifone, così come gli altri avvoltoi è un necrofago, si nutre cioè esclusivamente di carcasse. Un'abitudine alimentare, invece, molto importante perché impedisce l'espandersi di malattie. Questi "spazzini della natura", come vengono definiti, hanno un ruolo fondamentale nelle attività tradizionali legate alla pastorizia e all'allevamento, contribuendo così a mantenere un equilibrio ecologico.

Socievole e altruista

Fulvio Genero, uno studioso apprezzato e riconosciuto a livello internazionale, da molti anni si dedica alla loro conservazione presso la riserva naturale del lago di Cornino.

«Un tempo questi giganti dell'aria erano presenti nel nostro paese in gran parte delle aree montuose, poi sono stati perseguitati ingiustamente, accusati di attaccare persone e bestiame. In Sicilia sono scomparsi a causa dei bocconi avvelenati destinati alle volpi. Bisogna rivalutare la reputazione di questi animali, non solo utilissimi, ma anche estremamente affascinanti», ci spiega lo zoologo.

La loro biologia li rende adatti ad affrontare lunghi digiuni e a volare per centinaia di chilometri a quote elevate, sfruttando le correnti termiche ascensionali, consumando pochissima energia. Sono creature socievoli e altruiste; in prossimità del cibo, per primo si nutre chi ha più fame, non il più forte, come spesso accade con altre specie animali. Formano coppie stabili per tutta la vita; la femmina depone un solo uovo all'anno; il pulcino viene allevato amorevolmente da entrambi i genitori.

Il centro del lago di Cornino

«L'unica colonia sopravvissuta - sottolinea Fulvio Genero - si trova nella Sardegna nord occidentale, mentre altri gruppi sono legati a progetti di reintroduzione effettuati negli ultimi vent'anni, in Friuli, Abruzzo, Sicilia e Calabria».

In alcuni paesi, come Spagna e Francia, dove si è compreso che è meglio salvaguardare la natura piuttosto che distruggerla, la presenza dei grifoni è spesso legata al turismo. In Italia c'è ancora molta strada da fare, ma una speranza è data proprio dal centro dove lavora Genero: la riserva naturale del lago di Cornino in Friuli, istituita nel 1996 e che comprende i comuni di Forgaria e Trasaghis. Il vice sindaco di Forgaria, Enrico Frucco, nonostante i feroci tagli nelle amministrazioni pubbliche, continua a sostenere le attività del centro finalizzate alla valorizzazione delle risorse faunistiche, floristiche e naturalistiche della zona, in particolar modo rivolte alle scuole.

Al centro i visitatori possono osservare grandi voliere dove sono ospitati alcuni grifoni e un capovaccaio, un piccolo avvoltoio un tempo comune nel centro e nel sud Italia e ora quasi estinto. Ci sono anche gufi reali, corvi imperiali, allocchi, allocchi degli Urali e un terrario con le vipere dal corno. Tutti gli animali ospitati sono vittime di incidenti e per questa ragione non possono essere rilasciati in natura, perché non sarebbero più in grado di sopravvivere. Al centro, invece, hanno un ruolo fondamentale legato alla divulgazione.

All'interno di una struttura molto accogliente si trovano percorsi didattici che avvicinano i visitatori agli ambienti più caratteristici della zona: il lago di Cornino, il fiume Tagliamento e le aree prealpine.

Grazie all'amministrazione di Forgaria in Friuli che, con un impegno importante e controcorrente, difende il proprio territorio e contribuisce a preservarne la cultura e la magia.

Per visite e informazioni:

0427808526 www.lagodicornino.it

Riserva naturale del Lago di Cornino
Località Somp Cornino
33030 Forgaria nel Friuli (UD)

Orario 9-18 sabato, domenica e tutti i giorni festivi.

 


L'intervistato

  • Fulvio Genero, biologo (Foto di S. Amodio).

Fotografie di Fulvio Genero


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