La sua missione: difendere le pecore. Fiero e indipendente, ha bisogno di spazi aperti, anche in città

Il gigante buono
Tra i suoi figli illustri
la Toscana può vantare anche un cane: il pastore maremmano-abruzzese. Un gigante buono, di un bianco accecante, nato per difendere le pecore, in modo particolare durante la transumanza.
Maremmano, e quindi toscano: anche se sulla sua origine è da sempre in corso una guerra tra campanili. In Abruzzo, dove si rivendica la paternità della razza, ancora non hanno digerito la decisione dell'Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) di registrarlo ufficialmente con il doppio nome: cane da pastore maremmano-abruzzese.
«E' una vecchia polemica che non ha più ragione di esistere - dice Paolo Damiani, presidente del Cpma, il Circolo del pastore maremmano-abruzzese -. Tra le due tipologie ci sono delle differenze morfologiche molto sfumate, ma la razza è la stessa».

Sicuramente l'Abruzzo, per la sua naturale vocazione alla pastorizia, è patria naturale di questo cane. Con l'appellativo maremmano si è voluto evidenziare che il cane era diffuso anche in Maremma, e comunque in una zona molto più vasta dell'Appennino abruzzese, e al tempo stesso offrire un riconoscimento ai cinofili toscani che per primi si sono interessati a livello amatoriale della razza, diffondendone la conoscenza e realizzando i primi allevamenti.

In mezzo al gregge
In Italia questa razza antichissima - se ne hanno testimonianze fin dall'epoca romana - ha conosciuto tempi migliori. Negli anni '80 nascevano in media 2000-2500 cuccioli di pastore maremmano-abruzzese all'anno, oggi non arrivano a mille.
Un calo che si spiega in parte con la diminuzione della pastorizia e l'abbandono delle aree montane, da sempre habitat naturale di questo cane.
Il cucciolo viene subito inserito nel gregge: gioca con gli agnelli e viene nutrito con latte di pecora. Nasce così un legame unico, indissolubile. Il cane non lascerà mai incustodito il suo gregge, anche se questo vorrà dire non mangiare per una settimana, o rischiare la propria vita.

Il gigante buono
Da cane a padrone

Indipendente, mai sottomesso. Questo è il pastore maremmano-abruzzese. «Per molto tempo, ingiustamente, è stato considerato un cane pericoloso - dice Paolo Damiani -. Sicuramente non è un cane da salotto, e non solo per le sue grandi dimensioni. Anche lontano dalla pastorizia ha mantenuto un senso di difesa innato che lo porta a proteggere il suo territorio. Per questo è un ottimo cane da guardia. Ma sa essere anche affettuoso».
Il maremmano-abruzzese tende ad instaurare un rapporto alla pari con il padrone: obbedisce, ma secondo un suo metro di giudizio e soltanto se lo ritiene "giusto". E' praticamente impossibile fargli fare qualcosa se è convinto che sia pericoloso o inutile (come ad esempio salire su una scala mobile).
«Non è certo un cane adatto a tutti - conclude Paolo Damiani -. Soltanto chi sa apprezzare la sua "diversità" e la fierezza del suo carattere può avvicinarsi al pastore maremmano e avere grandi soddisfazioni da questa splendida razza».

In famiglia
Ha bisogno di spazio, ma può bastare un giardino. Molto resistente alle intemperie - sopporta sia il freddo rigido dell'inverno che la calura estiva - non ama stare in casa. Con i bambini è molto tollerante, con gli altri animali un po' meno, difficile fargli stringere amicizia con un gatto. Piuttosto diffidente con gli estranei, non gradisce le novità. Preferisce gironzolare nel territorio che conosce bene: raramente si perde, e comunque ritrova sempre la strada di casa.
Richiede poche cure, va spazzolato ogni tanto per evitare che il pelo si infeltrisca ma non va mai lavato. Una spruzzata di antiparassitario, quand'è stagione, è consigliabile. In conclusione, è un cane senza troppe esigenze: sa stare da solo, ed è pronto ad accogliere il padrone con lo stesso, grande, entusiasmo, anche dopo lunghe assenze.

Il gigante buono
Cani da circolo

Il Circolo del pastore maremmano-abruzzese (Cpma) è l'unica società italiana specializzata riconosciuta dall'Ente nazionale della cinofilia italiana. Il suo obiettivo è promuovere «ogni più efficiente azione per migliorare, incrementare e valorizzare la razza del pastore maremmano-abruzzese e per potenziarne la selezione e l'allevamento, in armonia con la funzione e con la storia millenaria della razza».
Il circolo del pastore abruzzese fu fondato nel 1950 a L'Aquila. Tre anni dopo nacque a Brescia il Circolo del pastore maremmano: all'epoca maremmano e abruzzese erano ancora due razze distinte. Nel 1958, in seguito alla decisione dell'Enci di unificarle in un'unica denominazione, anche l'associazione diventò una sola. Donna Anna Corsini, della famiglia fiorentina dei conti Corsini, ne è la presidente onoraria.
Attualmente il Circolo è impegnato in un progetto di rivalutazione del ruolo istituzionale del cane, la difesa del gregge. Compito che svolge vigilando attentamente sul lavoro degli allevatori riconosciuti.
«Selezionare soggetti caratterialmente equilibrati, e non soltanto belli esteticamente, è essenziale per il futuro della razza - si legge sul sito internet del circolo, www.cpma.it -. Cani timorosi, o eccessivamente aggressivi, non rispecchiano nella maniera più assoluta il carattere equilibrato ed affidabile del pastore maremmano-abruzzese e recano un gravissimo danno all'immagine della razza».


IL LIBRO
Storie d'amore
Il gigante buono
Diciannove storie d'amore tra uomini e cani, raccontate per immagini. Storie di vita ordinaria, colte dall'obiettivo di Aliai e restituite alla lettura attraverso il filtro della profonda sensibilità dell'artista, che ha dedicato questo libro ad Ursus, suo fedele compagno di vita. Nelle foto rivivono sentimenti, silenzi, gioie e sofferenze condivise tra cani e uomini nel corso della loro vita, anche quella di strada.

Pubblicato da Gli Ori, in collaborazione con Unicoop Firenze e il Gruppo animali e verde di Legambiente, è per tutti coloro che amano gli animali. Non c'è un prezzo, si può fare un'offerta libera (generosa, è per una buona causa!). Quanto raccolto servirà ad acquistare attrezzature veterinarie e medicinali per i piccoli ospiti del canile fiorentino di via del Termine.

Aliai, Cani viaggiatori e amici premurosi. 19 storie d'amore, ed. Gli Ori, via Santa Chiara 38/int. 4, Prato, tel. e fax 057423290

Per richiedere il libro
Sezione soci di Sesto Fiorentino tel. 055446101, settore soci e consumatori Unicoop Firenze tel. 0554780315
Gruppo animali e verde Legambiente, referente Angelo Cappelletti, tel. 055685551
Negli ultimi tempi si è assistito ad un rinnovato interesse per il pastore maremmano-abruzzese. La ragione è da ricercare nella ricomparsa del lupo in molte zone dell'Appennino

Un raduno di cani pastore maremmano-abruzzesi si terrà a Chiuduno (Bergamo) il 13 marzo e ad Ovindoli (Abruzzo) il 25 aprile. Siena ospiterà una manifestazione in autunno, il 31 ottobre.


L'intervistato
Paolo Damiani
Medico, 46 anni, vive e lavora a Siena. Proprietario di cani pastore maremmano-abruzzesi da quasi trent'anni, è giudice Enci proprio per questa razza.