Un bellissimo spazio verde dedicato alla regina dei fiori vicino al Piazzale Michelangelo

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2012    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

(Foto di C. Ciotti)

A parere di molti, uno dei più bei giardini della Toscana, regno dei fiori più amati - le rose - ospitato in uno spazio d'eccezione, con splendide vedute su Firenze: è il Giardino delle Rose, opera di Giuseppe Poggi che lo progettò nell'ambito dei lavori per la costruzione del viale dei Colli e del piazzale Michelangelo. Realizzato nel 1865, su incarico del Comune, in previsione dello spostamento della capitale d'Italia a Firenze, il giardino copre un'area di circa un ettaro, lungo il pendio della collina di San Miniato ed è racchiuso tra l'attuale viale Poggi, via di San Salvatore e via dei Bastioni. Fu costruito ispirandosi a esempi francesi, e Attilio Pucci lo spartì in terrazzamenti, utilizzando la particolare posizione e i muri di sostegno già presenti per impiantarvi una collezione di rose.


Massimo splendore
Nel 1895, il giardino fu aperto al pubblico in occasione della "Festa delle Arti e dei Fiori" - una manifestazione allora organizzata dalla Società di belle arti e dalla Società italiana di orticoltura - nel mese di maggio. La custodia del giardino e delle piante fu affidata al giardiniere Carlo Landini, a quei tempi considerato un vero specialista del settore. L'impegno e la passione che egli dedicò al suo lavoro, gli valsero, in occasione dell'esposizione del 1879, un premio e un elogio speciale, per aver presentato ben cento gruppi di cento diversi rosai e quaranta varietà di rose, da lui ottenute per seme. Furono quelli gli anni di maggior splendore per il giardino: in un elenco del 1902 risultano 1020 varietà di rose in piena terra per un totale di 3943 esemplari, oltre a centinaia di vasi e margotte. Il giardino però, nei decenni successivi, oltre ad area destinata alla coltivazione delle rose, fu anche vivaio per piante a uso del Comune e magazzino per riporre attrezzature destinate alla manutenzione della zona del piazzale Michelangelo. Non era ancora, quindi, un giardino pubblico: si usava aprirlo soltanto nel mese di maggio - il periodo del massimo splendore delle rose - esclusivamente per la gioia degli appassionati che, conoscendolo, accorrevano appositamente per una visita.


La rinascita
All'inizio degli anni 2000, l'amministrazione comunale iniziò a valutare l'ipotesi di una riqualificazione dell'area per consentirne l'accesso al pubblico, durante tutto l'anno. Incontriamo Gianluigi Mazzei, attuale responsabile del Giardino delle Rose, per farci raccontare la storia di questa rinascita: «Quando si ipotizzò la riapertura del giardino, fu necessario progettare interventi di varia natura per renderlo fruibile al pubblico. I lavori si sono svolti in diversi lotti, restaurando le strutture murarie e i vialetti; progettando - in collaborazione con la Soprintendenza - un innovativo impianto d'illuminazione, con luci raso terra, che convive con gli originali candelabri in ghisa dell'‘800, debitamente recuperati, e risistemando l'impianto d'irrigazione automatico, indispensabile per la vita delle nostre rose». Sono stati inoltre compiuti lavori di messa in sicurezza di tutta l'area, poiché si tratta di una zona con un forte dislivello, e sono stati creati percorsi protetti da balaustre e ringhiere per passeggiare nel giardino in tutta tranquillità. «Nel medesimo tempo in cui si compivano questi interventi sulla struttura del giardino - spiega Mazzei -, abbiamo proceduto, di pari passo, alla riqualificazione e alla riorganizzazione di tutta la nostra collezione di rose. Un lavoro certosino, ma di fondamentale importanza: è stato svolto da Mauro Muscas, nostro fidato collaboratore, che con competenza e passione ha razionalizzato la collezione di rose, rendendola più ricca e facilmente godibile ai visitatori, anche attraverso la realizzazione del catalogo illustrato di tutte le specie qui presenti». Si può richiedere una copia gratuita di questo bel volume, curato da Muscas, presso gli uffici del giardino in viale Poggi, 2. Il visitatore può così compiere una passeggiata di notevole interesse, seguendo i percorsi dei diversi settori e ritrovando elencate tutte le caratteristiche delle specie che s'incontrano lungo il cammino.


La collezione attuale
Oggi, la collezione del Giardino delle Rose conta circa trecento diverse varietà, coltivate quasi tutte in piena terra: si trovano specie antiche, quali la Rosa mundi del 1560 dai grandi fiori semidoppi, molto profumati, la Foetida bicolor, del 1590, originaria della Turchia. Molte anche le rose botaniche presenti in collezione, tra cui la laevigata - il cui cespuglio può raggiungere un'altezza di dieci metri -, la Rosa verde e la spinosissima. Si ammirano gruppi di profumate rose inglesi, vigorose ed eleganti, dal portamento a cespuglio o sarmentose. Molti anche gli ibridi di tea, la cosiddetta rosa moderna, col caratteristico stelo unico su cui sboccia la corolla (nel giardino si trova la prima tea, ibridata nel 1867 da Guillot, che porta il nome di france). Oltre ai grandi cespugli di rose dai mille colori, spiccano varietà rampicanti e tappezzanti, alcune coltivate anche in vaso. In ultimo, segnaliamo numerose piante di agrumi: passato maggio, mese in cui le regine dei fiori danno il meglio di se stesse, gli aranci e i limoni donano un bel tocco di colore al paesaggio di questo giardino speciale, tutto da scoprire, che si affaccia su Firenze.

Il Giardino delle Rose è aperto tutto l'anno, dalle ore 9 fino al tramonto. Ingresso gratuito.
Ingresso principale: viale Poggi, 2; altri ingressi: terrazza sottostante piazzale Michelangelo; scalinata della via Crucis; via dei Bastioni.
Info: 0552342426

L'intervistato (nella foto in basso) è Gianluigi Mazzei

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