Scenografico e barocco è una delle maggiori attrazioni turistiche di Firenze

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2010    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Situato sull'omonima collina, alle spalle di palazzo Pitti, dimora dei granduchi di Toscana e in seguito dei Lorena e dei Savoia, il giardino di Boboli è uno degli esempi più grandiosi e importanti di giardino all'italiana.

La storia conferma che sono molti gli artisti che qui hanno prestato la loro opera, rendendo questo luogo un vero museo all'aria aperta: tantissime le presenze scultoree, le grotte, le grandi fontane e gli edifici che testimoniano un grande amore per la bellezza e per l'arte.

 

Novità e progetti

Boboli gode di fama internazionale, i visitatori di Firenze non tralasciano mai di fare una passeggiata nello splendido giardino: sono circa ottocentomila le persone che ogni anno vi si recano.

Parliamo con l'attuale direttore del complesso monumentale - che comprende, oltre a Boboli, anche la Galleria palatina e gli Appartamenti reali -, dottor Alessandro Cecchi, delle ultime novità e dei progetti che si attueranno a Boboli nel prossimo futuro.

«Posso dire con un certo orgoglio - esordisce Cecchi - che negli ultimi anni, grazie anche a finanziamenti più consistenti, all'interno di Boboli molte cose sono cambiate e l'aspetto e la fruibilità del giardino sono migliorate; siamo riusciti a risolvere il problema dell'autonomia idrica del giardino, battendo un pozzo che ci permette, oggi, di rifornire i depositi della parte alta; questa è una novità di vitale importanza in un contesto come il nostro: possiamo dire di aver sconfitto la siccità all'interno di Boboli. Siamo in grado, per esempio, di garantire la bellezza del manto erboso del prato dell'Anfiteatro, in ogni stagione».

La creazione del pozzo ha permesso, inoltre, di ridurre i costi (altissimi) della dipendenza dall'acquedotto comunale, com'era in passato.

«Un nuovo sistema di segnaletica - spiega Cecchi - è stato introdotto di recente, per permettere ai visitatori di orientarsi con più facilità all'interno dei trentatré ettari di superficie; inoltre è offerta, a ciascuno gratuitamente, una piantina del giardino in lingua italiana e inglese».

 

Sicurezza e relax

Tra i recenti investimenti non si sono trascurati quelli relativi alla sicurezza. «Una nuova rete di telecamere a circuito chiuso, di ultima generazione - prosegue il direttore - è stata installata per intensificare e migliorare i controlli su tutta la superficie del giardino. In questo modo si avrà la possibilità di integrare la sorveglianza del personale di zona in un'unica sala di regia, assicurando così un servizio più attento e capillare».

A proposito di conservazione e recupero, finalmente è stato programmato un piano, con scadenze triennali, per assicurare la manutenzione degli interventi di restauro eseguiti negli ultimi tempi su molte statue del giardino; inoltre, anche le case del Prato dei Castagni sono state recentemente ripristinate.

«Abbiamo creato sia una nuova batteria di toilette, sia un punto di ristoro con distributori automatici di bevande e snack, oltre alla sistemazione di alcuni locali a uso del personale di servizio».

Alle ultime battute anche il progetto per la realizzazione di una vera e propria caffetteria di Boboli: sarà all'interno della prestigiosa Kaffeehaus settecentesca. Così si doterà il giardino di un punto d'eccellenza per il relax e la contemplazione del panorama su una delle più belle città del mondo.

Storia
L'orto dei Pitti
Le evoluzioni del giardino nel tempo

La fama di Boboli inizia coi Medici, la potente famiglia fiorentina che tanto ha influito sulla cultura della città. Fu Eleonora da Toledo, moglie di Cosimo I, ad acquistare nel 1549 i terreni dell'"orto dei Pitti" e il grande palazzo, costruito a metà del 1400 (su progetto del Brunelleschi) per conto della famiglia di Luca Pitti, ricco mercante fiorentino.

Da subito, le attenzioni di Eleonora furono rivolte alla collina di Boboli: voleva ricavarne un giardino-fattoria con piante ornamentali (molte, ancora oggi presenti), vigne e frutteti, innanzitutto per il sostentamento della corte, ma con un occhio rivolto anche all'aspetto più prettamente commerciale. L'incarico fu affidato a Niccolò Pericoli - meglio noto con il soprannome di Tribolo - architetto, scultore e grande mente creativa, che già aveva lavorato alla realizzazione dei magnifici giardini delle ville medicee di Castello e della Petraia.

Il Tribolo, però, morì subito dopo aver creato i primi disegni e progetti (saranno quindi, in parte, modificati dai suoi successori). Si tratta di altri grandi nomi dell'arte rinascimentale: Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, a cui seguiranno gli architetti Parigi che lavorarono qui a fianco di Bernardo Buontalenti; quest'ultimo, fu anch'egli architetto di grande talento, oltre che straordinario scenografo, sia per i giardini dei granduchi sia per le loro memorabili feste. All'interno di Boboli è la Grotta Grande, il suo lavoro più importante. L'aspetto di Boboli, al termine di quel periodo, è ben documentato nella lunetta di Giusto Utens, del 1599, custodita al Museo di Firenze com'era.

Nel secolo successivo, Boboli riceve gran parte dell'aspetto attuale. Cosimo II inizia a cambiarne l'assetto, creando, ad esempio il Viottolone dei Cipressi e la Vasca dell'Isola: egli muore giovane e sarà il figlio, Ferdinando II, divenuto adulto, a riprendere i lavori iniziati dal genitore. Tra il 1630 e il 1670 si eseguono grandi opere: l'Anfiteatro, in particolare, così come l'ultimazione della Vasca dell'Isola, ne sono un esempio.  Ferdinando ci regalerà un giardino ricco, realizzato con un gusto scenografico teatrale, molto barocco. Egli ha operato un cambiamento radicale.

Nel 1700 la dinastia medicea si estinse e il Granducato passò agli Asburgo-Lorena. Con Pietro Leopoldo, grande sovrano riorganizzatore dello Stato, furono nuovamente intrapresi ingenti lavori di restauro che interessarono le sculture, gli impianti idrici e il patrimonio vegetale. Ma il giardino riceve anche grandi innovazioni architettoniche: su progetto di Zanobi del Rosso, si costruiscono la grande Limonaia, ancora oggi nell'originale colore verde Lorena, e la Kaffeehaus - raro esempio di gusto rococò - che permette di godere uno stupendo panorama sulla città. Con Pietro Leopoldo il giardino venne anche, per la prima volta e con alcune limitazioni, aperto al pubblico.

 

 

Spettacoli e altro

Molte sono le manifestazioni culturali che Boboli accoglie al suo interno. Scenario ideale, il giardino storico del capoluogo fiorentino, per spettacoli o sfilate, concerti, cene o mostre. Sono davvero tanti i momenti durante l'anno per recarsi a Boboli in occasioni speciali. Una di queste è di grande rilevanza e la segnaliamo come uno degli eventi più importanti del 2010: si svolgerà dal mese di giugno per tutta l'estate.

Parliamo della mostra del grande scultore Giacomo Manzù, maestro indiscusso dell'arte contemporanea, le cui opere saranno esposte sia negli spazi del giardino sia all'interno della Galleria di arte moderna di palazzo Pitti, dove si ammireranno le piccole sculture, i bozzetti, i disegni e i pastelli dell'artista bergamasco, scomparso, lo ricordiamo, nel 1991.

 

Orari: da lunedì a domenica 8.15-18.30 a maggio, settembre e ottobre  (8.15-17.30 a ottobre con il cambio da ora legale a ora solare); 8.15-19.30 a giugno, luglio, agosto. L'ultimo ingresso è sempre un'ora prima della chiusura.
Biglietto intero: € 7; ridotto € 3,50

 

Il biglietto di ingresso al giardino dà diritto anche alla visita al Museo degli Argenti e delle Porcellane, alla Galleria del Costume e al Giardino Bardini. Per i cittadini residenti a Firenze, l'ingresso al giardino è invece gratuito, anche se esclude le visite ai musei. Gli accessi per Boboli, fruibili al pubblico, sono ben quattro in diversi punti della città: dal cortile dell'Ammannati in Palazzo Pitti, dal Forte Belvedere, dal piazzale di Porta Romana e da via Romana


L'intervistato è Alessandro Cecchi, Direttore di Giardino di Boboli, Galleria palatina e Appartamenti reali

Fotografie di Federico Magonio


Notizie correlate