A Sollicciano con gli aperitivi galeotti

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Aprile 2015    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Aperitivi galeotti
Sollicciano, Il giardino degli incontri - Foto di R. Gatteschi

Non si esagera nell’affermare che le ormai decennali “Cene galeotte”, organizzate con regolarità nel carcere di Volterra, si sono guadagnate una notorietà internazionale. Ne ha parlato la stampa di mezza Europa, e risulta che siano state prese a modello anche in altre istituzioni carcerarie. Perché non c’è dubbio, è una bella idea quella di coinvolgere alcuni detenuti nel preparare, presentare e offrire del cibo a persone disposte a entrare in un carcere e pagare del denaro per assaporare quei manicaretti confezionati proprio da “mani galeotte”.

E la prova che l’iniziativa ha avuto – e ha tuttora – un travolgente successo è data dal fatto che all’interno della Casa di reclusione di Volterra si è dato vita a un corso della Scuola alberghiera, a indirizzo enogastronomico, al quale possono partecipare non solo i detenuti che hanno scoperto di avere una certa predisposizione per i fornelli, ma anche alcuni studenti esterni.

Del resto, è sufficiente qualche dato per confermare quanto questa iniziativa sia stata accolta con favore: nei suoi dieci anni di vita, hanno partecipato alle cene oltre diecimila persone, sono stati raccolti circa centomila euro da destinare a opere benefiche e sono una ventina i carcerati che, nel corso del tempo, hanno trovato un regolare posto di lavoro nei vari ristoranti del volterrano.

Questo progetto nacque nel 2006 nella mente della allora direttrice del carcere di Volterra, la dottoressa Maria Grazia Giampiccolo; e adesso che è stata nominata anche responsabile dell’Istituto penitenziario di Sollicciano, si è portata con sé una iniziativa analoga: non più di cena si tratta, ma di aperitivo.

Maria Grazia Giampiccolo, direttrice del Penitenziario di Sollicciano, Firenze

Per quattro pomeriggi, una volta al mese a partire dal 23 di aprile, quell’area del carcere chiamata “Il giardino degli incontri”, una costruzione progettata dall’architetto Giovanni Michelucci – che ricorda in maniera sorprendente le fantasiose strutture dello spagnolo Antoni Gaudì y Gasset – ospiterà le ottanta persone che ne faranno richiesta per gustare il buffet freddo e caldo preparato da circa 10/15 carcerati, coordinati ogni volta da uno chef di prestigio che offrirà abilità e competenza in maniera gratuita e volontaria.

Per la cronaca i nomi dei quattro cuochi che si alterneranno sono Paolo Gori (Burde), Simone Cipriani (Al Santo Graal), Marco Stabile (Ora d’aria) ed Enrico Panero (Da Vinci Eataly).

Ma non di solo cibo beneficeranno coloro che per la cifra di venti euro (il ricavato dell’iniziativa è destinato a contribuire al restauro del Battistero di Firenze) parteciperanno agli aperitivi di Sollicciano: fra un piatto e l’altro si potrà anche ascoltare della buona musica dal vivo, eseguita da ragazzi ospiti del carcere e iscritti al laboratorio musicale. A loro si alterneranno altri che partecipano ai corsi di teatro e che si esibiranno in brevi recital o nella lettura di poesie e brani di prosa.

Per quanto riguarda la logistica e l’organizzazione di ogni evento, la cura è affidata a un ormai collaudato staff di Unicoop Firenze che provvederà ad assumere con regolare contratto i detenuti che parteciperanno all’iniziativa e si farà carico di fornire le bevande e il cibo necessari.

Guarda il video del primo aperitivo galeotto nel carcere di Sollicciano

Cene galeotte - L’iniziativa nel carcere di Volterra. Dalla trasmissione Informacoop – 20.06.14 – durata 6’ 47’’