L'attività del Centro di scienze naturali di Galceti. 40 mila visitatori l'anno

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2004    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Il gabbiano affezionato
«Banco di aringhe a sinistra!
- annunciò il gabbiano di vedetta, e lo stormo del Faro della Sabbia Rossa accolse la notizia con strida di sollievo...».
Comincia così il capolavoro di Sepulveda "Storia di una gabbianella", ma noi di un'altra vicenda vogliamo parlarvi, altrettanto emozionante e, per certi versi, straordinaria.
Venti anni fa circa - mese più mese meno... - sulla spiaggia di Viareggio venne raccolto un gabbiano che aveva un'ala ferita e portato al Centro di scienze naturali di Galceti. Qui fu curato e a primavera, quando le sue condizioni lo permisero, riprese libero la via del cielo.

Passarono pochi mesi ed in autunno ecco la prima sorpresa: l'uccello nuovamente ferito (e che fosse lui non c'erano dubbi, dato che gli era stato applicato un anello di riconoscimento) scelse di sottoporsi di sua spontanea volontà alle cure del Centro, terminando il suo incerto e faticoso volo proprio nel parco di Galceti.
Ma non è tutto, ecco il secondo colpo di scena... quello che lo stesso scrittore cileno non avrebbe neanche osato pensare, né tanto meno scrivere: nella primavera successiva il gabbiano (da tutti ormai nominato Jonathan, in onore del più celebre suo simile, nato dalla fantasia di Richard Bach) si ripresenta al Centro... Questa volta, per sua fortuna, non più malridotto, anzi felicemente innamorato e insieme alla sua fedele compagna. I due nidificarono nel parco e dalle quattro uova che deposero nacquero tre bei pulcini. La realtà supera la fantasia!

«E' senz'altro una storia che ci riempie d'orgoglio - confessa il direttore del Centro, Gilberto Tozzi - ma non ci sentiamo delle mosche bianche e sebbene molti dei nostri "ospiti" siano qui per colpa dell'uomo, è anche vero (e gli oltre quarantamila visitatori che abbiamo ogni anno lo stanno a dimostrare) che tanto è l'amore e l'affetto che suscitano questi nostri amici animali. Specialmente da parte dei più piccoli che, in numero massiccio, prendono parte ai tanti corsi di educazione ambientale che allestiamo in collaborazione con le scuole... e poi il sabato tornano portandosi dietro i propri genitori. C'è davvero da credere che in futuro avremo sempre meno cacciatori di lucertole!».
Forse. Ma per quanto riguarda il presente di pallini e pallettoni, nell'aria, ne girano parecchi. «E' indubbio - ammette Tozzi -, molti sono gli animali con ferite d'arma da fuoco ai quali rivolgiamo le nostre cure, ma spesso l'uomo fa del male anche inconsciamente con una detenzione, per esempio, non corretta. Infliggendo in questo caso danni fisici ma anche psicologici».

Prima di tenere in casa un animale bisognerebbe documentarsi e lo stesso rivenditore dovrebbe fornire una serie d'informazioni che all'atto pratico si dimostrano assolutamente necessarie.
«Prendiamo il caso - continua Tozzi - degli animali esotici; io sono nettamente contrario alla loro detenzione... eppure, dopo quello delle armi e della droga, il loro è il commercio più sviluppato, con un fatturato di circa 15.000 miliardi delle vecchie lire all'anno. Senza esperienza tecnico-scientifica si creano dei disastri all'ambiente inimmaginabili; come sta accadendo, purtroppo, con le tartarughe della Florida. Da piccole hanno le dimensioni di una moneta da 1¤ ma poi crescendo raggiungono anche un diametro di 30 cm . La gente le compra, le tiene per un po' e poi le abbandona, credendo di fare anche una cosa giusta... Ma non sa che queste, decisamente più aggressive, stanno rendendo la vita difficilissima alla nostra tartaruga palustre».

Fin dall'inizio dell'attività negli anni '60 il Centro si è occupato del recupero, della cura e del successivo riadattamento della fauna alla vita selvatica, diventando così un sicuro punto di riferimento sia per i cittadini che per gli organi istituzionali.
Ogni anno arrivano in media oltre 3.500 animali e adesso in questa sorta di "paradiso terreste", a pochi passi da Prato, si possono trovare (in quella che, per sedici ettari, è definibile una vera e propria oasi naturalistica) specie delle più disparate: dal cervo nobile al caimano dagli occhiali, dal varano all'oca cignoide, dal boa al gufo comune.
Molti di questi (osservabili dai percorsi pedonali che si trovano all'interno del bosco) sono in libertà, altri in recinti e voliere perché in cura, in riadattamento, oppure perché purtroppo non possono più essere liberati in quanto non riadattabili all'ambiente naturale.
Ed ecco dove la fantasia dello scrittore ha la meglio sulla realtà: infatti se nel libro di Sepulveda basta la volontà della gabbianella a rendere fattibile l'impresa di impossessarsi delle vie del cielo facendo dire al gatto Zorba - "Sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante: che vola solo chi osa farlo" - nella realtà le cose spesso sono assai diverse, come ci spiega ancora il direttore Gilberto Tozzi: «Ci sono animali che una volta conosciuto l'uomo non riescono più a riconquistare il proprio stato di indipendenza. Uno di questi è il cervo: i nostri tentativi di restituirlo al suo naturale habitat falliscono nove volte su dieci. Le cose vanno meglio con il capriolo ma anche per lui non è più come prima. Infatti, se durante il suo stato selvatico la distanza di avvicinamento tra l'uomo e l'animale era di 100/150 metri, dopo il reinserimento questa si riduce ad appena 50 metri».

CENTRO DI SCIENZE NATURALE DI GALCETI
Dove, come, quando

Il Centro di scienze naturali di Galceti - via di Galceti 74, tel. 0574460503 - è visitabile tutti i giorni feriali (con la sola esclusione del lunedì e del martedì) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 (ingresso 2,00 €), mentre nei giorni festivi l'ingresso è dalle 15 alle 18 (3,00 €).
Lo si raggiunge in automobile: dall'autostrada A11 Firenze-Mare uscendo a Prato Est (per chi viene da Firenze) e a Prato Ovest (per chi viene dal mare) e seguendo le indicazioni per Vaiano - Vernio.
Per ulteriori informazioni consultare il sito www.csn.prato.it

I libri citati

Luis Sepulveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone