Esperienze delle cooperative di archeologi

Il futuro fra i ruderi

di Gianluca Paolucci

Il palazzo di Erode a Macheronte, la città-monumento di Petra in Giordania, e la fiorentinissima Piazza della Signoria hanno qualcosa - o meglio, qualcuno - in comune. Sono gli archeologi italiani della cooperativa Archeologia, una delle tre cooperative fiorentine (aderenti alla Legacoop), che si occupano di scavi archeologici. Le altre sono Archeoprogetti e Coidra, più piccole e più giovani di Archeologia ma ugualmente molto attive.

Ogni tanto capita di salire agli onori della cronaca, come è successo nei mesi scorsi alla Coidra per il ritrovamento dei due scheletri in Piazza Signoria, una scoperta importante sia per la datazione dei reperti che per la completezza degli arredi funerari. Ma gran parte del lavoro avviene nell'ombra e richiede tanta preparazione culturale, professionalità e fatica fisica, perché un archeologo deve anche saper scavare, a volte con la pala ma più spesso con il cucchiaino. Una passione che nasce sui banchi di scuola e per la quale bisogna seguire un percorso formativo rigidamente classico: dopo il liceo la laurea in lettere antiche ad indirizzo archeologico o i corsi di laurea in archeologia, che ci sono in alcune università italiane come Viterbo.

Ma perché fondare una cooperativa di archeologi? «Prima di tutto per avere un lavoro, un'attività da gestire in proprio - spiega Fabio Faggella, di Archeologia -. Per un gruppo di giovani neo laureati e con pochi soldi la strada della cooperativa è la più facile da percorrere. La natura solidaristica e la mancanza di una gerarchia rigida, inoltre, facilitano lo scambio di esperienze, molto importante nel nostro settore. Già da tempo abbiamo infatti avviato degli stage interni che hanno proprio questa funzione di confronto e scambio professionale tra i soci».

Le cooperative di archeologi sono una realtà molto particolare nel panorama della cooperazione: l'età media dei soci è molto bassa, circa 35 anni, la scolarità è elevata, così come la presenza femminile. Nate all'inizio degli anni ë80, inizialmente si sono impegnate soprattutto nel campo della didattica.

«Abbiamo cominciato con i corsi di civiltà antica per i bambini delle scuole - conferma Faggella -. Poi ci siamo occupati di scavi e di ricerca archeologica in senso stretto, per ampliare infine la nostra attività con la formazione, il restauro e l'allestimento museale». Con l'aumento delle professionalità sono arrivati anche incarichi importanti, in Italia e all'estero, e oggi 'Archeologia' dà lavoro a cinquanta persone.

E se parlando di archeologia il pensiero corre subito a ruderi e misteri da risolvere, le prospettive del settore stanno invece nella ricerca di un maggiore - e migliore - rapporto con l'ambiente. E' il caso del parco archeologico che la cooperativa sta realizzando a Vulci, nei pressi di Montalto di Castro. Oppure del lavoro che la 'Archeoprogetti', la più giovane delle Coop di archeologi, sta portando avanti a Poggio La Croce, nei pressi di Radda in Chianti. Accanto agli scavi che stanno riportando alla luce una serie di insediamenti - che vanno dall'età del Bronzo all'epoca etrusca - sono state realizzate delle iniziative per rendere fruibile questo spazio anche ai 'non addetti ai lavori': i ragazzi delle scuole, che partecipano agli scavi durante i campi estivi, e gli adulti, che vi organizzano manifestazioni finalizzate ad una maggiore conoscenza delle proprie radici e di un nuovo rapporto con l'ambiente.

Per saperne di più
Cooperativa Archeoprogetti, via Fabbiolle 1, Impruneta (Fi), tel. 055/2313662; cooperativa Archeologia, via Luigi La Vista 5, Firenze, tel. 055576944; cooperativa Coidra, via della Loggetta 5, Firenze, tel. 055/6503323.