Il lillà. Consigli utili per coltivarlo

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Il lillà, conosciuto anche come serenella - è una pianta rustica, perenne, a foglia caduca, che fiorisce in primavera con grandi pannocchie a forma piramidale, formate da tantissimi piccoli fiorellini, dal profumo inconfondibile: i colori variano dal bianco al rosa, dal lilla al porpora. Un tempo questa specie era nota con il nome di "pipa azzurra", dato che con i suoi steli cavi si producevano, appunto, pipe. La pianta di lillà trova posto anche nell'erbario, infatti il fiore contiene alcune sostanze medicamentose e la medicina popolare lo utilizza per preparare un olio essenziale, adatto ad alleviare dolori reumatici ed articolari, mentre le foglie - dal sapore amaro - si usano per infusi digestivi; la corteccia è utile per decotti con effetto febbrifugo.

Si contano una trentina di specie di lillà, tuttavia solo alcune hanno un interesse decorativo. In giardino pianteremo un lillà Syringa vulgaris: ha un portamento arbustivo (diventa poi un piccolo albero) ed è coltivato diffusamente in parchi e giardini sia isolato che a formare alte siepi o boschetti fioriti. Predilige una posizione soleggiata e terreni acidi o semi-acidi, ben fertilizzati con concimazioni regolari a base di sostanze organiche: in primavera si può eseguire una pacciamatura con letame maturo che garantirà un buon apporto per tutta la stagione. Necessita anche di annaffiature abbondanti da maggio a luglio; per il resto dell'anno l'apporto d'acqua varia secondo il clima. Una prima potatura va eseguita subito dopo la fioritura primaverile, tagliando le infiorescenze ormai secche; in luglio si tagliano invece i polloni, il più possibile vicino alle radici, e ad ottobre si ripulisce la pianta dai rami vecchi o deboli. Quando il lillà è molto vecchio o troppo alto si poterà, invece, in inverno, a circa un metro dal suolo: in questo caso la nostra pianta rifiorirà dopo un paio di anni, con rinnovato vigore.