Come il cotone la nuova camicia è lavorata con alti standard di qualità e di sicurezza per chi la produce

"Il cuore si scioglie..." dà i suoi frutti non solo per i bambini con l'adozione e il sostegno a distanza. L'iniziativa promossa dall'Unicoop Firenze, insieme ad Arci e Centri missionari della Toscana, ha permesso anche di realizzare progetti di commercio equo e solidale e quindi di porre le basi per uno sviluppo diverso di alcune zone del sud del mondo.
foto: Foto di Claudia Spissu / Il filo d'India 4
In India, nel villaggio di Madaplathuruth (3.000 famiglie nella regione del Kerala), dove da anni operano, nella House of Fraternity, le suore francescane di Santa Elisabetta, si è cominciato con un progetto che ha permesso nel 2001 di trasformare 100 baracche fatte con le foglie di cocco in case di mattoni e di promuovere la formazione scolastica e il diritto alla salute dei bambini attraverso l'adozione a distanza. In seguito poi, su sollecitazione delle suore, è stato richiesto un impegno anche su uno dei problemi sociali dell'India: la dote che la donna deve avere per potersi sposare. Le donne, infatti, per unirsi in matrimonio devono portare in dote una consistente cifra in denaro.
Le famiglie più povere incontrano numerose difficoltà per raggiungere questa somma e le ragazze sono costrette a lavori molto pesanti, rischiosi e mal pagati.

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Grazie ancora all'impegno delle suore, e di Unicoop Firenze,
è nata la produzione di camicie, lavorate artigianalmente (secondo i principi di solidarietà e rispetto delle lavoratrici), poste in vendita da tre anni negli Ipercoop della Toscana. Con l'aiuto di un imprenditore fiorentino e uno indiano sono state inizialmente prodotte 15.000 camicie. Il 5% del ricavato della vendita è versato ad un fondo che le suore hanno istituito per finanziare la dote alle famiglie povere.
Unicoop Firenze ha poi finanziato, con un contributo di 70.000 euro, la costruzione di una fabbrica per la produzione di camicie, su un terreno di proprietà delle suore. La fabbrica è stata inaugurata nel 2004 e, dopo un anno di rodaggio, l'attività vera e propria è iniziata nel 2005. Oggi le camicie sono prodotte da oltre 85 donne e la capacità produttiva è di circa 60 mila camicie all'anno.

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Cotone e ambiente

Per fare camicie ci vuole la stoffa, in questo caso il cotone. E qui sorgono altri problemi, etici e ambientali.
Per la coltivazione del cotone, che occupa circa il 2,5% della superficie agricola mondiale, viene utilizzato il 25% del totale degli insetticidi e l'11% di tutti i pesticidi. Secondo una stima dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa 2 milioni di persone sono vittime ogni anno nel mondo di avvelenamenti da agenti agro-chimici, di cui 40 mila mortali, e circa un terzo di questi incidenti si verifica nel settore della coltivazione del cotone. Sempre in questo mercato c'è da segnalare l'entrata del cotone modificato geneticamente, che è stato commercializzato per la prima volta in America nel 1996 e oggi è diffuso in tutto il mondo. Negli Usa ha raggiunto nel 2002 il 71% dei circa 6,4 milioni di ettari coltivati complessivamente a cotone, in Cina il cotone ogm ha raggiunto 1,5 milioni di ettari (2001) pari al 35% dell'intera area a cotone. L'India rappresenta la più grande area mondiale di produzione del cotone (circa 9,7 milioni di ettari), ma è solamente terza come produzione dietro ad Usa e Cina. Qui il cotone transgenico è stato introdotto nel 2002 dopo anni di trattative, raggiungendo i 310 mila ettari nel 2004.
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E vogliamo parlare dei diritti dei lavoratori in questo settore? Non sono solo esposti a pericoli per la loro salute. Lavoro a cottimo, nessuna regolamentazione degli orari, lavoro minorile, nessuna protezione contro il licenziamento in caso di gravidanza o malattia, e molestie sessuali per molte donne che lavorano nell'industria dell'abbigliamento, sono pratica comune. La situazione è particolarmente grave nelle fabbriche delle cosiddette "zone di lavorazione delle esportazioni" (Export Processing Zones, EPZ). Per attrarre investitori stranieri e capitale, i governi concedono un trattamento locale particolarmente favorevole. In queste zone c'è la quasi totale assenza di controllo da parte dello Stato e i lavoratori sono alla mercè dei proprietari.

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Pulito e solidale

La scelta di Coop di operare con regole del commercio di solidarietà e rispetto dei lavoratori anche per la produzione del cotone è quindi particolarmente significativa in questo mercato. Il cotone scelto per realizzare la camicia ha la stessa provenienza di quello per fare la polo Solidal. Proviene da coltivazioni biologiche e rispetta successivi severi parametri eco-tossicologici che garantiscono l'assenza di residui di sostanze nocive.
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Nasce da un progetto (bioRe), a cui partecipa Coop, che garantisce ai contadini indiani numerosi vantaggi in termini di formazione sui sistemi biologici, di agevolazioni sui finanziamenti, di incentivi con contributi per l'acquisto di attrezzature e sementi, consentendo loro di condurre una vita più dignitosa e tranquilla. Per la realizzazione delle polo e delle camicie, Coop collabora solo con aziende che rispettano le norme etiche SA8000 che significano contratti regolari, orari di lavoro a norma di legge, stipendi garantiti, ambienti sicuri, niente lavoro minorile.





PREMI ETICI
Premiati per la polo

di Rossana De Caro

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Dopo avere ottenuto l'EthicAward 2002, promosso dalla rivista Gdo Week, per l'impegno profuso nel progetto di commercio equo e solidale denominato "Per la solidarietà", Coop si è ripetuta nel 2005, grazie al progetto Polo Solidal. A Coop Italia è andato infatti il Premio per la responsabilità sociale e di impresa, per la categoria "Comunità internazionale", promosso da Gdo Week e Kpmg Advisory. Il riconoscimento è stato conseguito grazie al Progetto "Polo Solidal", "per la forte attenzione alla sostenibilità in uno dei settori produttivi a maggior criticità, e per aver portato la responsabilità sociale anche nel business aziendale".

Anche quest'anno la polo sarà sugli scaffali in promozione, a maggio. La polo piquet a mezza manica, disponibile in cinque taglie e otto colori, è in cotone, morbido e delicato sulla pelle, indicato anche per le pelli sensibili perché proviene da coltivazioni biologiche.


La camicia
Tessuto
: 100% cotone, Superoxford e popeline
Collo: button down scavo dietro
Polso: stondato, 2 misure
Taglie: M - L - XL - XXL
Varianti: tinta unita (bianco e celeste), quadro (celeste, blu, rosso)

Le Polo Solidal Coop e altri prodotti a marchio saranno in vendita al "Festival del fitness" in programma dal 24 al 28 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze. I soci hanno diritto al 50% di sconto sul prezzo del biglietto, presentando la carta socio

Fotografie di Claudia Spissu