In mostra opere provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo

Scritto da Edi Ferrari |    Luglio 2003    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Il Duccio sconosciuto
E' senza dubbio un evento
la mostra 'Duccio. Alle origini della pittura senese', che si terrà dal 4 ottobre all'11 gennaio 2004. La mostra, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa da un comitato costituito dalle più importanti istituzioni della città: fra gli altri, il Comune di Siena, la Banca e la Fondazione Monte dei Paschi.
Due le sedi: l'antico Spedale di Santa Maria della Scala e il Museo dell'Opera del Duomo. In mostra non solo opere del grande maestro senese, e non solo dipinti, ma anche sculture, codici miniati, oreficerie.

Otto le sezioni in cui è articolata. Nella prima, "Precedenti e contemporanei senesi di Duccio", figurano tavole, manoscritti e biccherne, e rari disegni. Alcune opere, come la tavola con Cristo e la Vergine, sono di solito inaccessibili per gran parte del pubblico.
La seconda, "Cimabue, Duccio e il giovane Giotto", indaga i rapporti fra i tre pittori, rappresentati da un'opera come la Madonna col Bambino. La Madonna di Crevole, capolavoro giovanile di Duccio, apre la terza sezione, "Il percorso di Duccio", dove una quindicina di capolavori, provenienti da Siena e dai più prestigiosi musei stranieri, forniscono un'ampia panoramica dell'opera di Duccio. Fulcro ideale della sezione, e dell'intera mostra, sono la vetrata circolare del Duomo, e la Maestà. Tra gli altri lavori, la Croce dipinta, che pochissimi hanno potuto finora vedere direttamente, e il piccolo e prezioso trittico con Crocifissione, Storie di Maria e Stigmate di San Francesco della collezione di Sua Maestà la Regina Elisabetta II d'Inghilterra.
Tre sezioni sono dedicate ai più diretti seguaci di Duccio: i "Pittori ducceschi di prima generazione", i "Pittori ducceschi di seconda generazione", e i "Pittori ducceschi di terza generazione" (fra i quali Bartolomeo Bulgarini, del quale è esposta la Crocifissione, già nella collezione del principe Gagarin e ora presso il Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo).
Si prosegue con "L'esordio duccesco dei grandi pittori della prima metà del Trecento", sezione dedicata ai protagonisti della più grande stagione della pittura senese: Simone Martini e i fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Di Simone, anche una rara Santa Caterina d'Alessandria di collezione privata.
La mostra ricostruisce un contesto artistico più ampio nella sezione "Le vie del gotico a Siena: orafi e scultori". La scelta delle opere vuole mettere a confronto l'arte di Duccio con quella di alcuni suoi grandi contemporanei: tra i pezzi più significativi, un San Pietro di Giovanni Pisano di collezione privata, per la prima volta accessibile a un vasto pubblico.

Tra le particolarità della mostra c'è, dunque, la presenza di opere provenienti da un lato da musei di tutta Italia e del mondo, e dall'altro da collezioni private e perciò di difficile accesso per il pubblico. Sarà possibile poi approfondire la conoscenza dell'arte senese fra Due e Trecento visitando monumenti che ospitano affreschi di Duccio e dei suoi seguaci, attraverso il suggerimento di alcuni itinerari in città (Cripta del Duomo, Palazzo Pubblico, Chiesa di San Martino, Chiesa di Santa Maria dei Servi) e nel territorio (a Casole d'Elsa, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia).

Per altre informazioni sulla mostra, sulle diverse modalità di visita, orari, itinerari e anche per parcheggi, bus e altro: www.duccio.siena.it