Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Marzo 2016    |    Pag. 30

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Foto M. D'Amato

Lettere dei soci

Il dito e la mano

Leggo sul sito la rubrica Lettere e vi trovo spesso testi di persone che vi dicono “perché comprate da tizio, perché non acquistate da caio, perché non promuovete la coltivazione dei pomodori italiani, perché vendete il kiwi israeliano, perché non controllate chi cuce i palloni, perché non verificate i coloranti dei jeans”…

Un sacco di gente che vi scarica addosso polemiche, talvolta basate su informazioni parziali o argomenti alla moda, spesso di provenienza della “mitica rete web”, magari di dubbio fondamento.

Vediamo la parte buona: la gente vi chiede e vi critica, perché sa che a certi valori ci state dietro sul serio. Quello che mi dà fastidio è quando chiedono “troppo” e magari s’indignano perché “non fate questo o quello”.

Del resto si sa: alle persone non basta mai il dito, vogliono il braccio e anche la gamba. E se la prendono con chi gli dà relazione, mentre con chi non gli dà spago, mollano!

Intanto, da consumatore abbastanza informato, vedo che spesso le situazioni non sono bianco o nero, e se il singolo consumatore fa come gli pare, una ditta grande come voi forse vede meglio le questioni nel loro insieme.

Esempio: è chiaro che in un anno di crisi produttiva agricola per la siccità, siano arrivati molti prodotti esteri. Poi, a me pare, e non per piaggeria, che in pochi facciano tutto quello che fate voi rispetto alle questioni “etiche”, sia a livello di selezione dei fornitori, che di valutazione della salubrità dei prodotti.

E questa vostra attenzione, per il vostro volume di vendite, di fatto “contagia e costringe” anche la concorrenza, per cui i benefici vanno anche oltre la vostra clientela. Spero non siate troppo amareggiati dalle polemiche eccessive e ingiuste: si sa che sul giornale finisce l’operazione sbagliata, mentre le migliaia ben fatte non fanno storia.

O. F. - Montevarchi (Ar)

Condividiamo molto di quello che dice il lettore.

Però, è anche vero che le segnalazioni, accompagnate spesso da critiche pesanti, sono un ritorno importante per valutare il nostro lavoro.

Insomma è importante leggere oltre le righe, immedesimandoci con chi ci scrive, tenendo sempre presente che la nostra è una cooperativa e i soci sono ciò che fa la differenza con le altre catene della grande distribuzione organizzata.

Svalutazioni e bilanci

Leggendo il bilancio sul sito, alla voce rettifiche attività finanziarie, viene specificato che trattasi anche di minor valutazione delle partecipazioni. 

Potrei avere maggiori dettagli: sono state cedute società, qualcuna ha fallito o è in perdita o cosa altro?

Inoltre vorrei sapere se è stato rispettato l’invito del Presidente del consiglio a pubblicare il bilancio sul web.

L. F. – Pontedera (PI)

La voce rettifiche attività finanziarie comprende la svalutazione prudentemente effettuata della partecipazione in “Doc*Roma”, la società che gestisce i punti vendita a Roma. La società è relativamente giovane e risente dell’avvio dell’attività in un mercato, quello romano, molto complesso.

In attesa del futuro sviluppo della società, abbiamo comunque voluto prudentemente allineare il valore della partecipazione al suo valore di recupero potenziale a oggi.

La legge sulla trasparenza e la partecipazione nelle cooperative entra in vigore dal primo gennaio di quest’anno, quindi saremmo “obbligati” a pubblicare il bilancio consuntivo del 2016 sul nostro sito nel 2017.

Ma dato che condividiamo lo spirito della legge, pubblicheremo già quest’anno (pensiamo a giugno) quello del 2015.

Penne e dintorni

Alla Coop e mi sono avvicinata ai giacconi imbottiti di penne d’oca e con piacere ho letto il cartellino dove si dice che quegli oggetti venivano fatti con il rispetto delle oche.

Marca Lonsdale provenienti dalla Cina con relativa pelliccetta al collo, e molto disonestamente non si faceva capire che tipo di pelliccia era, visto che nessuna etichetta menzionava quel tipo di pelo.

Mezz’ora prima ero scappata da un bellissimo negozio alla moda dove avevo rifiutato un giaccone simile con il solito pelliccino al collo, ma con l’etichetta che nominava l’animale a cui era stata strappata. Siccome sulle penne d’oca siete stati precisi, vorrei spiegazioni anche sulla pelliccetta.

V. M. - San Gimignano (SI)

Il collo è in pelliccia sintetica cento per cento, non è menzionato in etichetta perché le parti sotto il 30% possono non essere specificate.

Piemontese e chianina

A proposito di carne chianina, ci è dispiaciuto vedere sostituire questa carne con la piemontese che, pur essendo (almeno sulla carta) di buona qualità, a nostro avviso non può reggere il confronto con la chianina: è una questione di sapore. Al di là del fatto che la carne piemontese è molto di immagine, ha grande occhio, polputa, magra, bisteccone nel filetto immensi.

Forse come Coop, guardando alla sostanza, avreste dovuto proporre ambedue le varietà. Vederla sparire è stato un dispiacere, pertanto vi facciamo tre domande.

Qual è a tutt’oggi la vostra politica di vendita nei confronti degli allevatori? Si trova e si troverà ancora la carne chianina in alcuni punti vendita Coop e se sì quali?

Il sostegno alla produzione, magari toscana, di carne chianina rientrerebbe a pieno titolo nell’iniziativa di “aiuto alla crescita della Toscana da sempre”.

L. B. e P. G. - San Casciano Val di Pesa (FI)

Cogliamo l’occasione per dare qualche informazione interessante sul mercato della carne.

Il prezzo della carne chianina negli ultimi sei mesi è aumentato all’acquisto più del 10%, e quindi siamo stati costretti ad aumentare il prezzo al pubblico, perché non abbiamo margini per tenerlo invariato.

L’aumento è dovuto principalmente alla presenza sul mercato della multinazionale Mc Donalds che ha fatto una linea di hamburger di chianina. Gli allevatori stanno vendendo a loro, a prezzi più alti, piuttosto che venderlo a chi come Unicoop Firenze ha sempre comprato e valorizzato negli anni la carne chianina.

Ci sono sempre più clienti che ci chiedono carne piemontese, ritenendola superiore o perlomeno ugualmente buona alla chianina, con un prezzo più stabile.

Ultimamente riusciamo a vendere solo l’80% della chianina che abbiamo sui banchi. Per vendere quel restante 20 per cento dobbiamo deprezzarlo e venderlo senza marchio.

Per finire, la carne chianina è presente nei punti vendita dove c’è maggiore vendibilità di questo prodotto (per esempio, Novoli, via Cimabue, Sesto Fiorentino).

La nostra scelta non è e non sarà definitiva, ma seguirà l’andamento del mercato e quindi torneremo a sostenere la carne chianina, quando ce ne sarà bisogno.

(Simone Trucioni, responsabile Carni Unicoop Firenze)

Senza santi

Ho visto il nuovo calendario 2016 e ho apprezzato molto la veste grafica e l’argomento. Devo fare però un appunto: perché non avete messo i santi del giorno?

La cosa mi ha infastidito e non sono d’accordo su questa facciata “laica e neutra”. Spero teniate conto di questa osservazione.

G. L. - Siena

Sono quattro anni che facciamo il calendario senza i santi del giorno.  In Toscana, l’onomastico è festeggiato da pochi e solo qualcuno si ricorda di fare gli auguri.

Abbiamo messo nel calendario le cose essenziali, i giorni, le feste, le fasi lunari, per dargli un ruolo di agenda da muro.

Nessuna intenzione laica e neutrale (un socio da Borgo San Lorenzo ci ha accusato addirittura di strizzare l’occhio all’Islam…), ma una scelta pratica che possiamo benissimo rivedere.

Buccia d’arancia

Trovo nei banchi frutta molti agrumi trattati con E904/E914 e imazalil che oltre a dare un aspetto lucido e finto al frutto hanno un odore nauseante. Dove sono finiti gli agrumi dal profumo naturale di arancia, mandarino o limone?

Lasciando perdere i limiti di legge all’uso di questi trattamenti, mi chiedo se è proprio necessario utilizzarli per la conservazione.

Preferisco cercare frutta e verdura direttamente dai piccoli produttori che stanno provando a coltivare frutta e verdura, evitando il più possibile l’uso di pesticidi e antiparassitari o fungicidi o altro.

Dai banchi frutta e verdura Coop, mi aspetto molti più prodotti di stagione e trattati il meno possibile sia per la coltivazione che la conservazione, indipendentemente da quello che le leggi permettono.

A. R. - Quarrata (PT)

Ci preme sottolineare che poniamo la massima attenzione alla stagionalità dei prodotti e alla loro valorizzazione. Non a caso nei nostri punti vendita lo spazio dedicato agli agrumi è sicuramente rilevante rispetto al comparto frutta, come quello dei cavoli nel comparto verdure.

Per quanto concerne il tema dei trattamenti post raccolta consentiti dalla legge, non riusciamo a garantire la totalità delle referenze non trattate. Riusciamo però a offrire, oltre alla linea biologica, e compatibilmente con l’andamento stagionale della campagna, agrumi non trattati fra i limoni, le arance navel e le clementine affogliate.

(Sandro Massei, responsabile Acquisti ortofrutta)

Nonostante la Crusca

Su l’Informatore di novembre, c’era un articolo di sostegno all’Accademia della Crusca.

Devo dire che ne fui ben felice, e ancora di più lo fui quando nei pacchi Natale per i soci trovai una bella etichetta dove, oltre alle diciture di legge, era scritto un bellissimo aforisma dove, oltre spiegare cosa era ed è La Crusca, la Coop diceva di voler collaborare con essa per trasmettere ai soci e a tutti l’amore per la lingua italiana, senza cedimenti a mode esterofile.

Avvicinandomi al banco della gastronomia vidi il libro ingredienti, ma in copertina non era scritto così, ma Book Ingredienti. Mi cascarono le braccia e rimasi molto deluso: ci dite una cosa e poi ne fate un’altra.

M. M. - Castelfiorentino (FI)

Le abitudini sono difficili da correggere, ci vogliono tempo e pazienza…

Vita da cani

Quasi ogni volta che entro nel vostro supermercato mi capita di notare che viene consentito a cani, talora anche di medie dimensioni, di essere posizionati all’interno dei carrelli della spesa.

In genere vedo che i cani, collocati dai loro padroni in una borsa, sono poi alloggiati dove dovrebbero stare i bambini più piccoli. Da tempo volevo scrivervi, ed oggi mi sono decisa a farlo.

Stasera, infatti, ho visto un cane di taglia medio-grande, alloggiato in una borsa (da cui traboccava abbondantemente, perché era troppo piccola per lui) e posto nel vano porta bimbi di un carrello della spesa, che riusciva ad arrivare, col muso, anche su alcuni cibi esposti. Tutto ciò, mentre il suo proprietario era impegnato a guardarsi in giro.

Sinceramente, non trovo giusto che un cane venga collocato nel posto destinato al trasporto di un bambino. Si sa, infatti, che i bimbi hanno l’abitudine di portare le mani in bocca e quindi, metterli nello stesso posto dove magari qualche minuto prima, in quello stesso carrello, è stato trasportato un cane, non è né igienico, né giusto!

L. P. - Cascina (Pi)

La nostra Cooperativa ha deciso di consentire l’accesso ai cani di piccola taglia solo dentro il trasportino che non può stare però all’interno del carrello. Questo, oltre che per le norme igienico-sanitarie, anche nel rispetto di chi non possiede un cane.

C’è libero accesso invece nelle gallerie commerciali; vale la regola di museruola e guinzaglio per quelli più pericolosi.

Purtroppo non è possibile controllare ogni singolo cliente, ma contiamo soprattutto sul rispetto reciproco e sulla buona educazione di tutti.

Punti e soldi

Ieri ho adoperato mille punti per il pagamento di una spesa effettuata, presso di voi. Per quella diminuzione, non mi è stato conteggiato un bollino della promozione. I punti sono soldi e non un ulteriore sconto.

S. D. - San Casciano Val di Pesa (Fi)

Invece è proprio così: i punti, fiscalmente e per normativa sulle promozioni, non sono soldi, ma consentono uno sconto sulla spesa, per questo non rientrano nel conteggio dei bollini.

Un bollino viene dato ogni venti euro effettivamente spesi, quindi al netto degli sconti.