Il maligno tenta San Benedetto, negli affreschi della sacrestia di San Miniato al Monte

Scritto da Stefano Giraldi |    Maggio 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Il diavolo e il santo 2
Sul mons florentinus,
nell'area di una primitiva cappella del IV secolo, ancora esistente ai tempi di Carlo Magno, sorge la basilica di San Miniato al Monte, dedicata al primo martire cristiano di Firenze.
Don Iacopo d'Arezzo, abate di San Miniato al Monte, incaricò Spinello Aretino nel 1387 di affrescare le pareti della grande sala quadrata della sacrestia con le storie della vita di San Benedetto. Inutile dire che Spinello, «tanto inclinato da natura all'essere pittore» (come scrive il Vasari), eseguì in maniera eccellente l'incarico sia nel disegnarla che nel colorirla che, ancora oggi, nel vederla sembra essere stata fatta qualche giorno fa.

Il diavolo e il santo
Ma quello che ci interessa
è che Spinello, nelle storie di San Benedetto, raffigura molto bene il Diavolo, eterno tentatore ed eterno sconfitto.
Il Diavolo pensava che la sua vittoria sarebbe stata ben più gloriosa se fosse riuscito a sconfiggere non deboli creature ma gli eletti della Provvidenza, i Santi dalla fede incrollabile e ben radicata: in questo caso Benedetto, il fondatore della "Regula", un vero e proprio codice di vita che doveva a poco a poco essere adottato dalla tradizione religiosa latina.

Il Diavolo, con bonarietà e semplicità, prende parte con assoluta naturalezza alla vita del Santo e lo tenta in maniera sottile andando a colpire dove l'uomo, obbligato a vivere nel mondo, è più esposto alle insidie di Satana.
Se l'arte è il riflesso di un'epoca e se il Diavolo oggi si è diluito nell'esistenza quotidiana prendendo proporzioni eterogenee e contraddittorie, forse è il caso di andare a rivedere quei capolavori pittorici lasciati dagli artisti del passato, dove il bene e il male sono ben definiti e la coda del Diavolo sappiamo dove trovarla.

Nelle foto: storie della vita di San Benedetto, particolare, San Miniato al Monte, Firenze, Spinello Aretino, 1387