Viaggio alla scoperta dell’Istituto buddhista nelle campagne pisane

Scritto da Gianni Carpini |    Settembre 2017    |    Pag. 9

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Istituto Lama Tzong Khapa

Istituto Lama Tzong Khapa

Pomaia (Pi)

Da queste parti lo chiamano semplicemente castello, per la torretta merlata che svetta sulla facciata dell’edificio principale, una villa padronale di fine Ottocento. Sebbene il panorama sia dominato dalla tipica campagna toscana, tutto intorno si respira aria di Tibet: monaci con abiti color porpora e giallo zafferano, ruote delle preghiere, stupa (ossia maestosi reliquiari) e statue del Buddha, tra cui quella alta otto metri che arriva dal set del film Kundun firmato da Martin Scorsese. Pomaia, frazione del Comune di Santa Luce, millesettecento anime a quaranta chilometri da Pisa, ospita una delle “case” del Dalai Lama: l’Istituto Lama Tzong Khapa è uno tra i più importanti centri buddhisti tibetani in Europa, aperto alle visite del pubblico, richiama ogni anno diecimila persone da mezzo mondo e fa parte di una rete internazionale di centosessanta realtà.


Le tappe del Dalai Lama

Proprio da questo casale è stata organizzata nei minimi dettagli la nuova visita del Dalai Lama, che torna in Toscana dopo tre anni. A differenza dell’ultima volta, Tenzin Gyatso, massima autorità spirituale del buddhismo tibetano, però non passerà da Pomaia: «Limitiamo gli spostamenti anche per l’età di Sua Santità», spiegano i volontari. Il cammino del Dalai Lama toccherà Firenze e poi Pisa: nella prima, al Mandela Forum, inaugurerà il 19 settembre il “Festival delle religioni”, promosso dall’associazione Luogo d’incontro, per far dialogare diversi credi. Sotto la Torre Pendente, il Dalai Lama parteciperà a un incontro pubblico in piazza dei Cavalieri (20 settembre ore 9.30), per parlare di istruzione e rivoluzione digitale, e al simposio "The Mindscience of Reality" (20 e 21 settembre), ospitato nel Palazzo dei Congressi di Pisa e dedicato allo studio della mente, insieme a esperti di neuroscienze, fisica quantistica e filosofia. Un evento organizzato proprio dall’Istituto Lama Tzong Khapa e dall’Università di Pisa.


Visitare il Tibet (in Toscana)

A Pomaia il Tibet è arrivato quarant’anni fa: nel 1977 i primi monaci buddhisti scelsero la grande villa, allora fatiscente, circondata da ettari di boschi e uliveti, per creare un luogo di spiritualità. Con il passare del tempo l’edificio è stato restaurato, tutto intorno è cresciuto un piccolo villaggio che può ospitare fino a centoquaranta persone, l’ex cappella di famiglia è stata trasformata in un gompa (tempio), nel cortile esterno sono sorte quarantotto ruote delle preghiere, cilindri con impresse scritte in sanscrito, che i credenti sfiorano con le mani per farle girare. Qui ci sono monache e monaci, fedeli che seguono programmi di studio lunghi anche sette anni, laici e semplici visitatori. Questo colle alto - in senso spirituale - come il “Tetto del mondo” (il Tibet, ndr) è aperto a tutti e ogni domenica pomeriggio, a partire dalle 15, i volontari organizzano “tour” per scoprire l’istituto, con un’offerta libera. È possibile entrare, ma con qualche accortezza: tono pacato per non disturbare chi è in meditazione, cellulare spento e anche le sigarette non sono ben accette.

«L’istituto è una realtà importante dal punto di vista sociale e culturale per la nostra comunità – fa notare Patrizio Loprete, assessore alla Cultura del Comune di Santa Luce –. Ogni anno sul nostro territorio arrivano persone da tutto il mondo, dal Giappone al Sud America. Viviamo in un luogo dove si parlano lingue diverse: questa è una ricchezza». Ora il sogno dell’istituto è far nascere un monastero buddhista recuperando una cava dismessa nelle campagne di Pomaia. Il progetto esiste già ed è stato ideato da una squadra di architetti tra cui figura Gino Zavanella, “padre” dello Juventus Stadium.


Dentro il centro

Istituto Lama Tzong Khapa, via Poggiberna, 15 Pomaia (Pi)

Visite guidate alla domenica pomeriggio

Per informazioni: tel 050685654, www.iltk.org


L’intervistato

Patrizio Loprete

assessore alla Cultura del Comune di Santa Luce


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