È già entrata nel vivo la campagna di solidarietà per il Natale 2005. Dal 2 al 24 dicembre i presìdi nei punti vendita Coop

Il Cuore si sceglie 2
Il teatro del Saschall è pieno,
non c'è un posto libero né in platea né in galleria. C'è tanta gente, i rappresentanti delle associazioni che collaborano con Unicoop Firenze al progetto, ma soprattutto tantissimi volontari delle sezioni soci. Molti sono venuti con la famiglia, con gli amici: ottocento persone per tenere a battesimo il quinto anno della campagna "Il cuore si scioglie", che si è aperta - come ormai è tradizione - con una grande festa della solidarietà.

Qui Saschall: le testimonianze
Il primo a salire sul palco è Luciano Rossetti, direttore del settore Soci e consumatori di Unicoop Firenze: a lui il compito di spiegare i nuovi progetti. Il suo intervento è preceduto da un saluto, in video, di Nelson Mandela, che fa gli auguri per la nuova campagna e ringrazia per il sostegno alla lotta contro l'Aids in Sudafrica, un contributo reso possibile proprio dal Cuore.
È il presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, a raccontare lo spirito che anima l'iniziativa: «La povertà non è di destra o di sinistra. Noi tutti siamo chiamati a cooperare per aiutare chi soffre lavorando fianco a fianco, cattolici e laici, per cambiare noi stessi e il nostro modo di vivere», dice Campaini, volutamente "stuzzicato" dal giornalista Rai Walter Daviddi, che modera gli interventi, sulla collaborazione con il mondo del volontariato cattolico. Anche Sandra Capuzzi, presidente della sezione soci Coop di Pisa, e Paolo Beni, presidente nazionale dell'Arci, sottolineano con forza questo aspetto totalmente inedito fino a cinque anni fa: «La forza del progetto è proprio questo nuovo modello di cooperazione, che dialoga con tutti».
Gli interventi sono punteggiati dai filmati che raccontano dei progetti già realizzati. Accanto ai video le testimonianze dirette di chi vive e lotta quotidianamente per aiutare tanti bambini ad avere un futuro migliore: le parole di suor Sabine, dell'orfanotrofio di Loumbila (Burkina Faso) e dei filippini Isidro e Sofia arrivano dritte dritte al cuore di tutti i presenti.
Renato Burigana, giornalista e portavoce della curia fiorentina, legge il messaggio dell'arcivescovo Ennio Antonelli: «Questa campagna non è fatta solo di parole ma è un impegno concreto portato avanti in nome di una solidarietà fattiva, capace di individuare bisogni reali che la buona volontà può risolvere».
C'è tempo ancora per un'altra testimonianza, quella di un prete molto amato dai fiorentini: don Renzo Rossi, 80 anni e una vita spesa ad aiutare la povera gente di Salvador Bahia, in Brasile. È un Campaini emozionato e commosso a consegnare a don Rossi una targa per la sua grande opera umanitaria. «Ero un ragazzo quando don Renzo era sacerdote a Montelupo Fiorentino», dice Campaini, chiudendo il pomeriggio di interventi per lasciare posto alla musica e alle canzoni di Fiorella Mannoia.
E' sera, la gente esce soddisfatta dal Saschall. È stata una bella giornata, e non è che l'inizio. La campagna sta per entrare nel vivo, e anche i testimonial famosi si sono già messi in moto.

Qui Palamandela: i testimonial
Il primo ad arrivare è Cesare Prandelli. Per lui è un lunedì tranquillo, la sua Fiorentina il giorno prima ha consolidato il terzo posto in classifica con un bel 2 a0 in trasferta, contro l'Ascoli. Il mister è uno dei tanti personaggi toscani che hanno accettato di animare con il loro volto e la loro presenza la campagna di solidarietà "Il cuore si scioglie". Il primo appuntamento è al Palamandela di Firenze, dove è stato allestito un piccolo set fotografico per riunire in un'unica, gigantesca foto tutti i testimonial della campagna che animerà i supermercati Coop dal 2 al 24 dicembre. Poco dopo arriva Christian Riganò, attaccante dell'Empoli. Indossa la maglia del Cuore, scherza con il fotografo che gli dice di indietreggiare. «Sulla riga, no?», ride, mentre fa finta di mettersi in posa per uno dei tanti calendari di fine anno. «Perché sei qui?», gli chiedo, e subito il discorso si fa serio. «Per regalare un sorriso ai bambini meno fortunati, a quelli che hanno davvero pochi motivi per sorridere. Per aiutarli ad andare a scuola, per dir loro: "Ehi, guardate, il mondo può essere migliore di così"».
La sfilata continua, ad essere immortalato è il livornese Paolo Migone, attore cabarettista consacrato da Zelig. «Basta con l'ansia di comprare la macchina nuova, la villa al mare, i regali di Natale, che poi tanto non sappiamo dove metterli - dice, mentre si dipinge l'occhio sinistro con quel cerchio nero che l'ha reso famoso in tv -. Per una volta, facciamo qualcosa di diverso: e vedrete che sarà un bellissimo Natale...». La pensa così anche Andrea Muzzi, attore - l'abbiamo visto tante volte a teatro a fianco di Alessandro Benvenuti - e padre di due bambini. «Si può scegliere tra la testa e il cuore - dice -. Il cervello è importante, è la razionalità: ma il miglior consiglio che la testa ci può dare è seguire il cuore».
Ormai è mezzogiorno, l'ora comincia ad essere "abbordabile" anche per dei nottambuli come sono generalmente gli artisti. Nel giro di una manciata di minuti varcano quasi tutti la soglia del Palamandela: la Bandabardò e i Negrita al gran completo, Paolo Hendel, Carlo Conti, Sergio Staino, il conduttore radiofonico Gianfranco Monti, Daniela Morozzi - l'attrice fiorentina che dà il volto a Vittoria in "Distretto di polizia" -, Andrea Agresti, dall'Ufficio reclami di RTV38 a inviato delle Iene.

Cuore di Toscana
Il palazzetto si anima: baci, abbracci, pacche sulla spalla. Un vero spettacolo. Si commentano i risultati sportivi, si fissa di rivedersi presto tra una tournée teatrale e un concerto, come un gruppo di amici che si ritrovano dopo tanti anni. «È bello questo grande "cuore" toscano», dice Pau, il cantante dei Negrita, il gruppo musicalmente nato ad Arezzo. Un'aria di festa che nulla toglie all'importanza del progetto, anzi. Perché la solidarietà è una cosa seria, ma non certo triste. Lo sa bene Paolo Hendel, che lancia il suo appello: «Andate alla Coop, vi spiegheranno tutto loro. Dobbiamo aiutare i bambini del sud del mondo, e quando dico sud non intendo Battipaglia, ma parecchio più sotto». Lo incalza Andrea Agresti: «Che c'andate a fare alla Coop, la spesa? Nooooo... A dicembre alla Coop ci si va soprattutto per fare le adozioni a distanza», perché - e adesso è Sergio Staino, il padre di Bobo, a parlare - «alla Coop io gli do retta quando devo comprare il prosciutto, figuriamoci per una cosa importante come questa». Accanto a lui Gianfranco Monti annuisce: «La vita di un bambino non ha prezzo. E non si può far sempre finta di non sapere».
In mezzo a tanti artisti ci sono anche due sportivi, appena arrivati da Pisa: Ilaria Bianco, campionessa di sciabola, e Simone Vanni, medaglia d'oro di scherma alle Olimpiadi di Atene e campione del mondo di fioretto. Si fanno fotografare insieme, mentre, poco più in là, Erriquez della Bandabardò, microfono in mano, registra il suo messaggio per la tv. «Siamo stati abituati a pensare che di certe cose se ne occupano gli Stati, i Governi, invece il destino di questi bambini è anche nelle mani della gente, nelle nostre mani. Non possiamo aspettare che le cose cambino da sole» dice, circondato dagli altri della banda.
«Fate sciogliere il vostro cuore - ammicca Carlo Conti, "sbucando" da sotto una maglietta del Cuore -. E se al supermercato incontrate qualche volontario che vi chiede: "Volete fare un'adozione a distanza?", dovete rispondere "sì, lo voglio"».
Daniela Morozzi cita Giorgio Gaber: «Libertà è partecipazione: ecco, questa è una grande occasione per essere liberi».
Le ultime ad arrivare sono due signore del mondo dello spettacolo toscano. Irene Grandi, che ha già adottato due bambini a distanza, e Anna Meacci: «Fate una piccola cooperativa, nel condominio, nel quartiere - dice la Meacci -. Mettete da parte qualche soldino: uno, due euro, che ci vuole?».
La campagna è appena iniziata, l'atmosfera è bella, gioiosa, si respira un'aria carica di aspettative, di voglia di fare, di esserci. Gente famosa, gente comune, per una volta senza alcuna distinzione: per il Cuore siamo tutti volontari. Da queste parti la solidarietà è decisamente rock.

PER IL CUORE
Ci sono anche loro

Partecipano alla campagna di solidarietà "Il cuore si scioglie" anche Enrico Chiesa e Luigi De Canio, rispettivamente attaccante e allenatore del Siena, Mario Somma, allenatore dell'Empoli, Alessandro Benvenuti, Carlo Monni, Pupo, Marco Masini e Stefano Bollani, milanese di nascita ma toscano d'adozione, uno dei più talentuosi pianisti jazz. Molti di loro, e degli altri testimonial, nel mese di dicembre saranno nei punti vendita Coop per aiutare i volontari ad illustrare i contenuti della campagna.
I progetti quest'anno sono otto, in Camerun, Libano, Perù, Filippine, Palestina, Burkina Faso, Brasile e India

I progetti già realizzati: la pizzeria in Burkina Faso, la fabbrica di camicie in India, le case di accoglienza per i bambini lavoratori del Manthoc in Perù, la collaborazione con gli artigiani di Betlemme