Oltre cento incontri con i ragazzi del Sud del mondo

"Il più bel regalo che ci potete fare? Farci vedere anche da lontano Vargas...", ha chiesto timidamente uno dei ragazzi peruviani del Manthoc (Movimiento de Adolescentes y Niños Trabajadores Hijos de Obreros Cristianos) al termine dell'iniziativa "La compagnia del cuore", che li ha visti protagonisti di incontri in scuole, centri commerciali, circoli e parrocchie della Toscana.

Un tour che è durato due settimane e che ha coinvolto insieme a quelli peruviani, ragazzi provenienti dalle Filippine, Libano, Brasile, Burkina Faso e Kenia, un totale di 110 incontri con oltre 7100 presenze. La "compagnia" è stata l'anteprima della campagna Il Cuore si scioglie che a dicembre si è svolta nei centri commerciali Coop, per la raccolta di fondi e la promozione di adozioni a distanza di bambini del Sud del mondo. Ed è stata il pezzo forte, quello più emozionante di questa edizione de Il Cuore: coetanei di diversissime condizioni che si incontrano, che si scambiano esperienze, che si trasmettono sentimenti di uguaglianza e giustizia. Commovente l'incontro di Donita, Madel, Nicole e Wladimir, ragazzi filippini, con la loro comunità che vive e lavora a Firenze: anche loro aderiscono a Il Cuore e s'impegnano a sostenere gli studi universitari di Nicole.

Torniamo al Manthoc. Sono ragazzi tosti Roiser, Isabela, Wendy, Rosaly, Cecilia, Adela e Nilton, hanno dai 13 ai 16 anni e il piglio di veri e propri sindacalisti dei "niños trabajadores", bambini lavoratori, che si battono per la dignità della loro condizione. Sono ragazzini, quelli di tutta la Compagnia, che hanno tenuto testa a professori e studenti universitari, a loro coetanei italiani e lavoratori della Richard Ginori, per citare solo alcuni degli incontri. Quello  di poter incontrare il capitano della Nazionale peruviana che gioca nella Fiorentina è stata un'opportunità in più.

Desiderio soddisfatto il 2 dicembre allo stadio del Campo di Marte. Hanno raccontato a Vargas la loro storia, i loro obiettivi e la solidarietà che hanno incontrato nei loro coetanei toscani. Il "loro capitano" è rimasto colpito dalla loro maturità e dalla loro determinazione. Erano felici, i ragazzi del Manthoc, di stringere la mano al loro idolo e coronare così un sogno. Per loro un viaggio in Italia pieno di soddisfazione e solidarietà.

 


Foto: Torrini Fotogiornalismo

 


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