Insieme a Tex e Diabolik un protagonista del fumetto italiano

Scritto da Bruno Santini |    Ottobre 2011    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Cinquanta anni di vita per un fumetto made in Italy sono senza dubbio un traguardo speciale; ecco perché questo 2011 rappresenta per Zagor una data da festeggiare. Meglio del personaggio creato da Guido Nolitta (pseudonimo di Sergio Bonelli), per quanto riguarda il nostro Paese, ha saputo fare solo Tex (in sella dal 1948) mentre anche Diabolik, per spengere le sue cinquanta candeline in edicola, deve aspettare il prossimo anno. Dietro al successo dello ‘spirito con la scure' c'è un bel po' di Toscana con il suo attuale curatore Moreno Burattini, nato in quel di San Marcello Pistoiese.

Com'è avvenuto il suo approdo a Darkwood alla corte di Zagor?
«Sono nato in mezzo ai boschi - inizia Burattini - e allora trasferirmi in una foresta come quella di Darkwood mi è sembrato naturale. Sono sempre stato innamorato dei fumetti e ho avuto in sorte il talento nel raccontare storie. Tra le mie letture predilette c'è sempre stato Zagor, lo Spirito con la Scure. Tante volte ho fantasticato di poter essere io, un giorno, a scrivere una delle storie del mio eroe preferito, disegnato magistralmente da Gallieno Ferri. Alla fine, dopo un lungo percorso di avvicinamento, mi sono presentato a Sergio Bonelli (anche editore di Zagor) con delle mie proposte. Nel 1989 Bonelli ha accettato la prima, e mi ha subito messo a lavorare proprio con Ferri. Da allora in poi non mi sono più fermato».

Qual è la ragione del successo di Zagor? Com'è cambiato in questi 50 anni?
«Il segreto va ricercato in due elementi. Il primo, più importante, consiste nel fatto che Nolitta ha creato un personaggio in grado di incarnare l'avventura in tutte le sue sfaccettature. Nelle pagine di Zagor ci sono tutti i generi, dall'horror alla fantascienza, dal western al romanzo storico, dall'umorismo al giallo. Gli scenari cambiano grazie alla grande invenzione di Darkwood, la foresta senza tempo dove tutto è possibile. I lettori non sanno mai che cosa aspettarsi per il numero successivo, e dunque non si annoiano. Il secondo motivo del successo è legato agli autori: Bonelli è riuscito, negli anni, a mettere insieme una squadra motivata ed entusiasta che ha saputo raccogliere la sua eredità quando, ormai trent'anni fa, ha smesso di scrivere le storie in prima persona, restando comunque il supervisore ultimo».

E a questa analisi si associa anche Marcello Mangiantini uno dei disegnatori di Zagor che aggiunge...
«Zagor è un personaggio estremamente moderno, vivace e dinamico; capace di saziare sia i lettori "storici" che incuriosire ed appassionare quelli più giovani».

Torniamo a Burattini, che ha da poco pubblicato un saggio intitolato Guido Nolitta, Sergio Bonelli sono io (Coniglio Editore) e un romanzo con Zagor protagonista (Edizioni Cartoon Club) dal titolo Le mura di Jericho.

Come nascono un soggetto e una sceneggiatura?
«Ogni sceneggiatore è una ricetrasmittente che capta segnali e li elabora. Basta stare con le antenne puntate e si ricevono di continuo suggestioni. Non solo dai libri che si leggono o dai film che si vedono, ma anche dagli articoli di giornali o dai TG. Mi è capitato di sentire alla radio la notizia di un grande incendio che stava devastando i boschi della California e mi sono chiesto: "E se prendesse fuoco la foresta di Darkwood?". Ovviamente, le idee vanno meditate ed elaborate e c'è da costruirci attorno una trama avvincente e convincente».

Quanto c'è di toscano nelle storie di Zagor?
«Ricordo che nella prima storia inserii un torrente chiamato File Creek, che significa Torrente Lima: è il corso d'acqua che scorre vicino a San Marcello Pistoiese. Del resto chiamai anche St. Marcel un villaggio che Zagor incontrava lungo la strada. Ma a parte queste facezie, credo che la mia toscanità si veda soprattutto nella ventina di albi umoristici tutti dedicati a Cico (storica spalla dell'eroe) che portano la mia firma. Sono lunghe avventure piene zeppe di sketch, gag e battute: è un tratto proprio dei toscani l'essere portati alla facezia, alla burla, alla commedia, alla comicità. Del resto, sono anche autore di alcune commedie in vernacolo fiorentino».

Quanta Toscana c'è negli scenari di Darkwood realizzati da Mangiantini?
«Sono nativo di Pescia, ma abito a Ponte Buggianese, ai margini del Padule di Fucecchio. Pur non essendo la foresta di Darkwood è comunque un ambiente palustre che può somigliare al mondo di Zagor. Sicuramente è un posto ricco di storia, tradizioni e suggestioni che più di una volta mi hanno aiutato ed ispirato nella realizzazione delle mie tavole, come nella mia prossima storia che uscirà a novembre e che è ambientata nelle paludi della Louisiana. È bastato avere l'accortezza di sostituire le mangrovie ai pioppi per ricostruire un ambiente credibile!»
«Le mie tavole - aggiunge - nascono naturalmente dalla sceneggiatura, ma ho molta autonomia per le inquadrature e i punti di vista. Le scene d'azione sono le più gratificanti da disegnare, ma molto più difficili di un primo piano o un mezzo busto. Personalmente preferisco i campi più lunghi, i paesaggi, le panoramiche che danno subito un quadro chiaro della situazione narrata».

Chi è il lettore di Zagor oggi?
«Ci sono ‘zagoriani' di tutte le età - risponde Burattini - e di tutte le estrazioni sociali... e ci sono anche alcune, rare, lettrici. Mio padre, invece, non è mai stato un lettore di fumetti. Gli ho provocato un trauma quando gli dissi che avrei lasciato il posto fisso che avevo prima, per mettermi a scrivere sceneggiature. Non ha mai capito di che cosa si tratti esattamente e trova difficoltà a spiegare, a chi glielo chiede, che lavoro faccia suo figlio. Perciò tiene in casa un albo di Zagor e se qualcuno gli domanda: "Ma che fa, Moreno?", lui tira fuori il giornalino, lo mostra e risponde: "Fa questo!"».

Burattini, cosa consiglia a chi trova in soffitta i primi albi di Zagor?
«Se sono gli originali (e non le ristampe) vanno portati in banca. Il primo numero in buone condizioni può superare i tremila euro sul mercato del collezionismo. E non è il più raro».

Zagor a Lucca
Lo Spirito con la Scure sarà protagonista di "Lucca Comics", dal 28 ottobre al 1° novembre, con l'emissione di una moneta speciale della storica zecca lucchese.
Infine, per i 50 anni di Zagor, a ottobre mostra personale di Gallieno Ferri a Città di Castello (Perugia).

Gli intervistati
Moreno Burattini
Scrittore, sceneggiatore

Marcello Mangiantini
Disegnatore

Il disegno è stato realizzato da Marcello Mangiantini in esclusiva per l'Informatore.