I carrellini per bambini, croce e delizia delle mamme...

Scritto da Letizia Coppetti |    Febbraio 2003    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Se siete genitori di pargoli tra i 2 e i 6 anni, probabilmente anche per voi la spesa al supermercato inizia in questo modo: con la caccia grossa. Non agli sconti speciali, ma al carrellino.

Avete presente quella versione miniaturizzata del carrello per fare la spesa, a misura di bambino in età da scuola materna? Da quando sono stati introdotti, in genere nei supermercati che hanno anche la galleria commerciale, per i genitori convincere la prole ad accompagnarli a fare la spesa è diventato più facile: "Ma andiamo in quello dove c'è il carrellino!".

Solo che il problema è che questo benedetto similgiocattolo, essendo una preda molto ambita, non sempre si trova. Anzi. Ecco quindi che scatta, all'entrata del supermercato, la caccia grossa: «Andiamo a vedere se ne hanno lasciato qualcuno all'uscita...» è il primo passo da intraprendere, per continuare con «Vedo un bambino in coda alla cassa, andiamo a patteggiare il riscatto del carrellino»...

Una volta entrati in possesso del mitico oggetto, tutto diventa più facile. Ma non sempre. Avrete notato infatti che hanno un bastone lungo che termina con una simpatica bandierina bianca e rossa, che aiuta il genitore ad individuare il figlio tra la folla.

Sì, perché se da una parte il carrellino serve a farlo divertire, l'altra faccia della medaglia è che il bambino, non più costretto sul seggiolino del carrello grande, diventa una variabile indipendente. Soprattutto indipendente da voi. E mentre state valutando quale marca di spaghetti comprare, il vostro piccolo non solo lo sta riempiendo di merce totalmente inutile per le vostre esigenze, ma si allontana come solo i bambini sanno fare. Silenziosamente e istantaneamente.
Ecco quindi che ai clienti del super si presenta la scena di due-tre mamme che vagano come impazzite per i corridoi chiamando "Camilla! Matteo!".

Da quando poi esiste il Salvatempo, il pericolo è quello di passare per ladri, solo perché la piccola peste non vi ha avvisato di aver deciso autonomamente di acquistare qualche prodotto, "dimenticandosi" di farlo passare dal fatidico "bip".
Per non parlare dei continui attentati alle altrui caviglie: saranno anche carrellini giocattolo, ma l'acciaio è acciaio!

I carrellini stanno anche diventando un oggetto di culto, con una propria platea di fan e appassionati. Che li amano talmente tanto da non potersene staccare. Infatti se li portano a casa. A Bagno a Ripoli, ad esempio, quando aprì il nuovo punto vendita di via delle Arti, i carrelli-giocattolo erano una decina, ora ridotti a due. Sono state viste mamme infilarli disinvoltamente nella bauliera dell'auto, e persino due ragazzi trascinarne uno via a bordo della loro Vespa. Al direttore di Coverciano, Simone Bini, la nipotina Marta ne ha chiesto uno in regalo per Natale!


Ma quanto mi costi!

I carrelli per fare la spesa sono abbastanza costosi: a seconda dei modelli, si va dagli 80 ai 140 euro l'uno. Ma anche i carrellini per bambini non scherzano, e vanno intorno ai 50 euro.

Anche quelli grandi 'spariscono' spesso: in media in un anno Unicoop Firenze ne riordina un quantitativo intorno alle 400 unità.

Certo, ci sono quelli che si rompono, quelli che vengono "pensionati" per usura, ma in molti casi i carrelli mancano perché vengono prelevati e usati per portare la spesa a casa.

Spesso finiscono abbandonati per la strada, e la cooperativa, essendone proprietaria e quindi responsabile, si deve affidare ad una ditta esterna incaricata periodicamente di andare in giro a recuperarli.

Sembra che il fenomeno sia particolarmente rilevante intorno al super di via Cimabue (uno dei pochi, guarda caso, a non avere un parcheggio proprio).

Quello dei carrelli abbandonati per strada è un fenomeno vistoso, ma in fondo abbastanza limitato, almeno per Unicoop Firenze. Dieci carrelli l'anno per supermercato, che spariscono o si rompono, non sono un fenomeno grande dal punto di vista quantitativo, grazie anche alla collaborazione e all'attaccamento alla cooperativa di molti soci.

Infatti per molti clienti e soci che fanno disinvoltamente i propri comodi, altrettanti - e forse di più - segnalano ai responsabili dei punti vendita dove andare a recuperare i carrelli e altri ancora li riportano con grande senso civico in negozio.

www.shoppingcartabuse.com
Un sito contro i vandalismi sui carrelli della spesa: presenta consigli per aiutare i vandali a redimersi, una sezione per confessare i propri crimini contro i carrelli della spesa, un'altra che documenta questi "atti agghiaccianti". Tutto da ridere, naturalmente...