Scritto da Stefano Giraldi |    Luglio 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Il canto dei vecchietti
Non fu solo il luccichio dei fiorini d'oro
a rendere famosa Firenze in Europa, ma anche e più potente fu il lume incendiante dello spirito dell'arte. Molti furono gli artisti che contribuirono a dare tanti esempi di perfezione e bellezza con le loro opere che possiamo ancora, nel nostro tempo, ammirare nelle chiese, nei musei e nelle strade fiorentine. Questi artisti furono spesso sostenuti da famiglie di ricchi mercanti che ne apprezzarono e stimarono il lavoro. Una di queste fu quella dei Vecchietti, che si arricchì con i commerci più svariati, ed in particolare con le pellicce. Una qualche propensione al buon cuore la famiglia doveva averlo, se lo stesso Alighieri li ricorda nel Paradiso della sua "Divina Commedia".

I Vecchietti avevano il loro cinquecentesco palazzo nell'attuale omonima via che, per un lato, guarda l'imponente palazzo Strozzi, e in questo palazzo fu spesso ospite Bernardo Buontalenti, architetto, scultore, allievo di Bronzino e del Vasari.
Per sdebitarsi dell'ospitalità generosa e ripetuta, Buontalenti scolpì, nel 1562, due satiri in bronzo che mise uno sull'angolo di palazzo Vecchietti e l'altro sull'edificio di fronte, sempre di proprietà della famiglia.

Il popolo chiamò quel luogo Canto dei Diavoli, perché in quei due satiri vide l'immagine dell'oscuro signore. Probabilmente non era estraneo il fatto che Buontalenti si definisse "amico della notte" e che il simbolo di tale amicizia fosse il pipistrello - volatile notturno per eccellenza e da sempre associato al diavolo - che, nei motivi architettonici da lui costruiti, ritornava spesso.
Uno dei due diavoli è ancora lì al suo posto - l'altro fu rimosso al tempo di Firenze capitale, quando i palazzi furono arretrati per ampliare la strada - ed è ormai diventato un vero e proprio "buon diavolo" fiorentino!