Come scegliere l'albero di Natale

Scritto da Càrola Ciotti |    Dicembre 2007    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Il bianco e il rosso 1
Autentici simboli del Natale, gli abeti sono presenti ogni anno nelle nostre case e in molti luoghi pubblici, dove, fantasiosamente decorati, fanno bella mostra di sé per tutto il periodo delle feste. Le specie presenti in natura sono tre, contraddistinte nel linguaggio comune con il nome dei colori, bianco, rosso e nero; quelle coltivate per diventare "alberi di Natale" sono l'abete rosso - molto diffuso nella nostra regione -, dal costo contenuto, e quello bianco - o normandiano - più amato invece nelle regioni del nord Italia.

L'abete rosso vanta una crescita più veloce rispetto al bianco, aghi verde scuro disposti a spirale sui corti rametti e una corteccia rossastra da cui deriva il nome della specie. Quello bianco ha aghi con la punta arrotondata, piatti e disposti a pettine: sono lucidi, sulla pagina superiore, mentre in quella inferiore sono striati di tonalità bianco-azzurre. Inoltre l'abete bianco perde meno facilmente le "foglie" rispetto al rosso, e ha una resina più profumata. Tenendolo in casa l'odore intenso e magico del bosco è assicurato. La crescita più lenta di questa specie determina un costo finale più alto: un abete rosso di circa un metro d'altezza si trova in un supermercato a 10 euro, mentre per un esemplare di bianco dovremo spendere qualcosa in più. Le dimensioni degli abeti in vaso, disponibili sul mercato, variano dai piccoli e giovani esemplari (di circa sette anni, per l'abete rosso) alti 50 cm, fino a veri e propri alberi di un metro e settanta con almeno una decina d'anni d'età.

Il bianco e il rosso 2
L'ideale per la salute dell'abete è allestire l'albero di Natale all'aperto, ma si sa: la tradizione vuole che i doni siano sistemati sotto le sue fronde e quindi - per ragioni pratiche - dobbiamo tenerlo al chiuso per il breve periodo festivo, avendo però cura di sistemarlo in una zona della casa non troppo riscaldata. È importante anche somministrare acqua un paio di volte a settimana. Al termine delle feste occorrerà prendersi cura del nostro abete sistemandolo in terrazza o in giardino. Essendo piante che vivono sopra i 500 metri d'altezza, si adatteranno meglio in zone collinari o montane, ma anche in città si vedono molti esemplari in buona salute.
Bisognerà trapiantare l'abete in un vaso più grande, usando un terriccio acido. Porre il vaso in una zona esposta a nord o ad ovest e annaffiare con regolarità. Non è necessario apportare grandi quantità di nutrimento: a primavera, e magari in autunno, mettendo una manciatina di stallatico sul terreno si garantirà il giusto apporto di concime. Può succedere che, subito dopo il trapianto, l'albero tenda ad ingiallire e a perdere un po' di vigore: ma se tutto va bene è solo una fase di assestamento e poi la pianta inizierà a vegetare e crescere senza problemi.

Il bianco e il rosso 3
Quelli del Casentino

Le aree geografiche dove è diffusa la coltivazione di abeti destinati al mercato natalizio sono rare e concentrate, soprattutto, nel padovano, nella zona di Treviso e intorno a Novara. In Toscana è il Casentino ad ospitare le aziende specializzate del settore, che qui trovano le condizioni ideali per far nascere e crescere gli abeti. Questo tipo di attività, oltre a creare occupazione in questi luoghi - bellissimi ma un po' isolati - contribuisce comunque ad un buon mantenimento dell'equilibrio ambientale. I terreni dove sono impiantati i giovani alberi sono stati recuperati all'abbandono e ospitano, a cicli alterni, gli esemplari che saranno poi immessi sul mercato; inoltre, durante il periodo trascorso a dimora, producono prezioso ossigeno e le loro radici contribuiscono a rinsaldare naturalmente il terreno: parola del signor Armando Baldi, titolare dell'omonima azienda e fornitore "storico" di Unicoop Firenze, appassionato del suo lavoro e dei suoi boschi.
A proposito, se amate la natura, la pace e il silenzio - e transitate nei pressi del Passo della Consuma - potrebbe essere una buona idea fare una piccola deviazione in direzione di Montemignaio: Armando - che ringraziamo per i suoi preziosi suggerimenti - vi accoglierà con simpatia.

L'intervistato: Armando Baldi, vivaista, tel. 0575542318