Con la sua grande chioma ombreggia le strade di molte città

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2006    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Il bello dei viali
Il platano è un gran bell'albero.
Ci piacciono i nostri viali che, pur inquinati e caotici, hanno un motivo di attrazione proprio per la presenza ai loro lati di numerosi esemplari di questa specie, che in estate offrono un'ombra ristoratrice. Ovviamente è una pianta che non si trova solo in città. Vediamo alcuni esemplari toscani che per vari motivi costituiscono motivo di attrazione.

Il platano di villa Passerini a Pergo (Cortona, provincia di Arezzo) ha circa 500 anni; è rimasto di dimensioni gigantesche fino agli anni '70 del XX secolo, quando aveva raggiunto la notevole altezza di 40 metri; altrettanto misurava il diametro della chioma. Si dice che a star sotto quest'albero in estate si godeva il fresco come in montagna.
Un giorno la metà superiore della pianta crollò per il peso e per l'età. Oggi è alto "solo" 13 metri; la circonferenza del tronco alla base, però, raggiunge quasi i 7 metri. Suggestivo un lungo ramo che, strisciando per terra, ha messo radici ed è diventato un nuovo albero.

Il platano della fattoria La Cava di Pontedera, pur essendo alto ben 40 metri, è giovanissimo: appena 87 anni. Il segreto? D'estate la sua chioma fa un'ombra assai gradita dai cavalli al pascolo nella zona; com'è noto lo stallatico equino è un ottimo concime: ecco spiegato il perché della crescita rapida ed eccezionale di quest'albero, che però misteriosamente negli ultimi decenni non è cresciuto affatto, anzi è un po' dimagrito...

Ci racconta Giorgio Batini che, invece che ai cavalli, il platano di Pozzolatico, vicino all'Impruneta, dava ombra a una santa. Alessandrina Romola Lucrezia de' Ricci (da monaca assunse il nome di Caterina) aveva uno zio proprietario di quella villa di Pozzolatico dove ora si trova la fondazione don Gnocchi. In questa villa Caterina rimase fino a 12 anni.
Nel piazzale c'era un platano (e c'è ancora oggi, gigantesco) sotto cui la bambina passava i pomeriggi a impartire lezioni di catechismo ai contadinelli della zona. Il platano mostra alla sua base una grossa fenditura (dove una volta i giardinieri riponevano gli attrezzi da lavoro), segno del tempo che passa... Ma la protezione della santa ha evidentemente giovato.

LA SCHEDA
Alto e robusto

Il platano (Platanus orientalis) è un albero che può raggiungere i 40 metri d'altezza. Il tronco è cilindrico, i rami robusti formano una chioma ampia, fitta e tondeggiante. La corteccia negli esemplari adulti si sfalda annualmente in placche grandi e sottili. Le foglie sono ampie e palmate. Fiorisce in aprile-maggio. Proviene dai Balcani e dall'Asia occidentale.

È una delle specie più usate per l'alberatura dei viali e per l'ornamento di parchi e giardini; sopporta bene potature anche energiche. L'uso del legno è multiforme: per tavoli, mobili, come combustibile ad alto potere calorico e, nell'industria cartaria, per produrre cellulosa al solfato.
Altri platani secolari toscani si trovano in piazza Repubblica a Pitigliano, a villa Fabbricotti a Livorno, al podere Torretta a Fauglia, nell'orto botanico di Pisa e a Vorno, vicino Capannori, a villa Martini e villa Renatico Martini a Monsummano, a villa La Màgia a Quarrata.