Alla scoperta di una città

Scritto da Edi Ferrari |    Febbraio 2004    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

I tre volti di Lucca
E' chiamata "la città dalle 100 chiese"
, ed era tappa obbligata per i pellegrini sul cammino della via Francigena; ma è anche sede della più antica Zecca d'Europa (in città è stata battuta moneta dal 650 al 1837), la culla dei "diaspri" (tessuti molto pregiati che si contraddistinguono per un disegno raffigurante uccelli e animali, spesso con alcune parti broccate in oro e argento, e decantati nei poemi provenzali del sec. XII e XIII), e del buccellato, il tipico dolce a forma di ciambella che deriva da un pan dolce degli antichi Romani, appunto detto in latino "buccella" (ciambella).
Lucca e il suo centro storico, cinto dai 4.200 metri delle sue plurisecolari mura, si offrono ad essere scoperte dai soci Coop attraverso tre itinerari monografici che approfondiscono alcuni aspetti della città.

Lucca romana
I tre volti di Lucca 2
Secondo le notizie dello storico romano Tito Livio, confermate dai ritrovamenti archeologici, Lucca venne fondata nel 180 a.C. come colonia latina, anche se le sue origini sono più antiche, costruita com'era su un pezzo di terra letteralmente strappato al fiume Auser (l'attuale Serchio), come testimonia anche l'origine del suo nome, "Luk", che in celto-ligure significava "luogo di paludi". L'itinerario comprende la visita ai resti del teatro romano, edificato nella seconda metà del I secolo a.C., e alla chiesa di S. Agostino, dove si trovano resti delle murature dell'antico teatro: in particolare, alla base del campanile situato lungo via S. Sebastiano, dove si trovano due ambienti con copertura a volta. Ma la città possedeva anche il luogo deputato agli spettacoli e ai giochi dei gladiatori: i resti dell'anfiteatro, costruito nella seconda metà del I secolo d.C., si conservano inglobati negli edifici che delimitano l'odierna piazza dell'Anfiteatro, meta anch'essa della visita.
Non manca naturalmente il percorso lungo il perimetro delle mura romane: la cinta muraria, lunga 2.700 metri, venne eretta al momento della fondazione urbana, nel II secolo a.C.; progressivamente superata a causa dell'espansione della città, fu probabilmente in parte distrutta anche per riutilizzarne i materiali, e fu poi definitivamente sostituita da nuove mura nel XII secolo.
Il viaggio nel tempo alla scoperta della Lucca romana si conclude poi con la visita alla Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, dove si trovano i resti di alcune pavimentazioni di una domus romana, e alla piazza di San Michele in Foro, dove si trova la chiesa sorta, appunto, sull'antico foro romano.

Lucca medievale
Diversi palazzi dell'epoca, esempi di case-torri (che assolvevano contemporaneamente, per lo stesso proprietario, a tre funzioni: difesa, abitazione e luogo di commercio) e il tratto delle mura medievali, sono alcune delle tappe di questo percorso, del quale fanno parte anche due chiese. La prima, la Basilica di San Frediano, è il complesso ecclesiastico lucchese di maggiori dimensioni dopo quello del Duomo; notevole il suo ruolo nel periodo medievale: dalla seconda metà dell'XI secolo, infatti, fu uno dei più importanti centri per la diffusione della riforma liturgica gregoriana, e ai suoi canonici fu affidata la guida spirituale di numerose comunità religiose romane ed italiane. Tappa d'obbligo è poi la Cattedrale di San Martino, dove è custodito il Volto Santo, opera lignea di origine imprecisata che rappresenta il Cristo crocifisso, oggetto di venerazione e adorazione fin dal Medioevo.
La Torre delle Ore - il cui nome deriva dalla funzione, svolta fin dalla fine del XVI secolo, di ospitare il nuovo orologio pubblico - e la Torre Guinigi - la cui caratteristica principale è la presenza di un grande leccio sulla sua sommità - concludono questo itinerario.

Lucca ottocentesca
Il Principato di Elisa Bonaparte (sorella dell'imperatore Napoleone) e Felice Baciocchi prima, e l'avvento dei Borbone poi, insieme agli interventi sul Palazzo Ducale e alla nascita di piazza Napoleone, sono i protagonisti di quest'ultimo itinerario.
La prima menzione dell'esistenza del Palazzo Ducale è del 9 agosto 964, data del passaggio dell'imperatore Ottone I, e per centinaia di anni è stato oggetto di numerose trasformazioni e adattamenti. Così fece pure Elisa Baciocchi quando, nel 1805, vi si trasferì. Fra i molti interventi, la creazione di piazza Napoleone, che nacque grazie all'abbattimento di molti edifici (case, la chiesa di S. Pietro Maggiore, i magazzini del sale, la posta, l'archivio), con la motivazione di erigere una statua colossale a Napoleone che attestasse la gratitudine lucchese all'imperatore.
Dopo il Congresso di Vienna, Lucca fu trasformata in Ducato e affidata a Maria Luisa di Borbone, che commissionò all'architetto Lorenzo Nottolini la sistemazione dei locali interni e degli arredi. Oltre a piazza Napoleone, l'itinerario prevede la visita di alcuni ambienti di Palazzo Ducale, in particolare quelli del periodo borbonico.

Le visite guidate, ognuna della durata di tre ore, sono a cura de "La Giunchiglia", cooperativa lucchese di servizi turistici, culturali e didattici. Appuntamento il 21 e 28 febbraio e il 6 marzo; la partecipazione costa 7,00 euro. Info e prenotazioni presso le Agenzie Toscana Turismo (Pam Vacanze).

Pam Vacanze, c/o Centro Comm.le Dei Borghi, via Fosso Vecchio 459 - Navacchio (Pisa), tel. 050779240