Scritto da Stefano Giraldi |    Luglio 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

I tre porcellini
Uno degli animali di cui si ha conoscenza in ogni civiltà,
e che ogni popolo ha temuto e cacciato, è il cinghiale, numeroso anche nei boschi e nelle campagne toscane. Nell'antichità la forza e l'irruenza del cinghiale lo rendevano estremamente temibile: Adone fu ucciso da un cinghiale, nell'antico Egitto i sacerdoti spargono la voce che abbia preso a frequentare Seth, noto anche come Tifone, una diceria tira l'altra e lo si incomincia ad accusare di aver ferito l'occhio di Oro, poi di aver ucciso e straziato il corpo di Osiride.
Si sancisce così il suo sacrificio, una volta l'anno, dedicandolo alla luna e a Osiride. Il sacrificio comportava che l'animale ucciso fosse poi cotto a puntino per ristorare i sacerdoti delle energie spese nell'atto rituale. Era tanto cattivo come animale ma tanto buono in cucina!

Nel medioevo, Dante Alighieri ne parlava male, associandolo a dei villani come gente indegna di ogni buona società". Leggendo, o piluccando, nel "Ramo d'Oro" di Frazer e negli scritti di altri antropologi si apprende che tra i Tai della nuova Guinea il cibarsi di carni del cinghiale è l'unico modo per acquisirne la forza, ma anche l'Europa ebbe numerose credenze come quella di interrare la coda nel campo affinché tutte le piante seminate crescessero di uguale altezza. Insomma, tutti gli attribuivano poteri sovrannaturali.

Anche il Porcellino della piazza del Mercato Nuovo a Firenze avrebbe il magico potere di attirare la fortuna a chi gli strofina il muso.
L'autore è lo scultore del primo Seicento Pietro Tacca, su commissione del granduca Ferdinando II dei Medici. Il cinghiale in bronzo del Tacca, detto poi dai fiorentini "il Porcellino", è conservato al Museo nazionale del Bargello, a Firenze, ed è stato ispirato da una scultura in marmo di epoca romana conservata agli Uffizi.
Quindi a Firenze i "porcellini" sono tre: quello sotto le logge del Mercato Nuovo è una copia della copia della copia.



Il libro: Rodolfo Malquori "Le vecchie strade e le piazze raccontano la storia di Firenze", Edizioni Polistampa.

La mostra: "Pietro Tacca, Carrara, La Toscana, Le Grandi Corti Europee" Carrara, Centro Internazionale delle Arti Plastiche, fino al 19 agosto 2007
Orario: 10.30-12.30/17-23. Ingresso: intero € 5; ridotto € 3.
Info: www.labiennaledicarrara.it