Non solo fabbriche, ma tanta storia immersa nella natura

Scritto da Valentina Vespi |    Settembre 2017    |    Pag. 12, 13

La Badia di Montepiano

La Badia di Montepiano (PO) - Foto R. Fontani

Prato

Stretta e incastonata tra Prato e Bologna, la Valle del Bisenzio è per vocazione una terra di passaggio e strategicamente importante, fin dall’antichità: da qui passarono, lasciando tracce, Romani, Bizantini e Longobardi. «La Val di Bisenzio, occupata dai comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo, è un luogo dove si intreccia una storia millenaria con una ricchezza ambientale che ne fa il cuore verde della provincia pratese - racconta Alessia Cecconi, direttrice del Centro di documentazione storico etnografico della Valle del Bisenzio e Montemurlo -. Da qui passavano per i loro commerci gli Etruschi, che da Gonfienti arrivavano a Marzabotto e oltre. Nel Medioevo la valle mantenne la sua posizione strategica, con torri di avvistamento e rocche, mentre le pievi e le badie accoglievano viandanti e pellegrini. Anche Dante la cita, nella Divina Commedia. In epoche più recenti fu costruita la ferrovia Direttissima Firenze - Bologna. La II guerra mondiale, con il passaggio del fronte sulla Linea gotica, fece nuovamente di questa terra un luogo cruciale. La ricchezza del patrimonio storico - prosegue Cecconi - si intreccia a tradizioni e feste ancestrali, ancora oggi ricordate e celebrate, mentre l’impegno politico, sindacale e cooperativista che tra Ottocento e Novecento caratterizzò queste terre e le grandi fabbriche storiche che qui sorsero, ne fanno ancora oggi un luogo particolarmente attivo nel campo associazionistico e sociale». I piccoli comuni, i resti visibili del passato e i percorsi naturali che attraversano la valle la rendono interessante per un visitatore desideroso di partire in questo ultimo scorcio di estate: «Tra i luoghi più suggestivi - continua Cecconi - ci sono le imponenti costruzioni medievali che ancora si conservano: a Vaiano in particolare il complesso monumentale della Badia e il suo museo, dove in tempi recenti fu ritrovata una necropoli longobarda, o la Torre di Melagrana, ben conservata nei boschi della Calvana. Risalendo la valle si incontra la suggestiva Rocca Cerbaia, ricordata anche da Dante, fino ad arrivare alla Rocca di Vernio dei conti Bardi e al gioiello romanico della Badia di Montepiano. Una visita meritano sicuramente la rinascimentale Villa del Mulinaccio a Vaiano, oggi in gran parte pubblica, e il suo splendido giardino. C’è poi il Casone de’ Bardi e l’Oratorio di San Niccolò nel cuore dell’ex Feudo di Vernio. Gli amanti di arte contemporanea potranno esplorare il circuito di arte ambientale di Luicciana, che annovera opere di artisti internazionali come Sebastian Matta e Giuliano Mauri, o percorrere il sentiero di Bruno Saetti a Montepiano, mentre gli appassionati di archeologia industriale potranno visitare gli esterni del villaggio-fabbrica de La Briglia o il Museo delle macchine tessili a Mercatale di Vernio nella ex fabbrica Meucci».

Il fiume Bisenzio, che dà il nome alla valle, ha rappresentato per il territorio che attraversa una grande ricchezza: nel corso dei secoli sono stati costruiti sulle sue sponde mulini che, sfruttando la forza idraulica del fiume, hanno dato vita a importanti fabbriche. Nel Settecento, grazie al cartaio genovese Clemente Ricci, sorse nella valle la cartiera più grande d’Italia, trasformata dopo in una fonderia di rame. «Questo mese - conclude Cecconi - è un periodo tradizionalmente legato a ricorrenze legate alla Liberazione e al passaggio del Fronte, ancora molto sentite e partecipate dalla popolazione. A Vaiano l’anniversario è il 10 settembre, a Cantagallo il primo fine settimana di ottobre, mentre a Vernio, dove si è svolta la lunga battaglia della Torricella sulla Linea gotica, il terzo fine settimana del mese è dedicato a una serie di cerimonie e rievocazioni. I fine settimana vedranno anche visite guidate, come quelle alla Rocca Cerbaia, mentre con l’arrivo dell’autunno e di ottobre si terrà la consueta edizione di “Dolce Vernio”, mostra mercato e concorso dedicata a uno dei prodotti tipici della Valle, il miele, e la ormai tradizionale mostra storico-fotografica alla Villa del Mulinaccio, che quest’anno sarà dedicata proprio alle antiche vie e percorrenze lungo la Val di Bisenzio».



Fondazione Cdse: Centro di Documentazione Storico Etnografica della Val di Bisenzio e Montemurlo, da oltre trent'anni è il punto di riferimento nel territorio per la ricerca storica, conservazione della memoria e organizzazione di eventi culturali. Ha un archivio con oltre 10.000 immagini storiche, 500 testimonianze orali, centinaia di schede didattiche e oltre 50 pubblicazioni scientifiche all'attivo.

www.fondazionecdse.it


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