Da luogo di malaria ad oasi naturalistica: alla scoperta di una delle zone umide più belle d'Italia

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2008    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

È bellissimo, anche se ha quel nome inquietante che evoca acquitrini, stagni e luoghi melmosi. Il Padule di Fucecchio è la più grande palude interna d'Italia, 1800 ettari estesi fra le province di Pistoia e Firenze. Gli fanno da corona i monti del pesciatino, il Monte Albano e le colline delle Cerbaie. Massima profondità dell'acqua un metro e mezzo, interamente prosciugata d'estate.
Qui l'Associazione Volpoca lavora da anni per far conoscere il territorio attraverso i sentieri palustri. Usano i "saltafossi", barchini di circa 5 metri caratteristici del Padule, privi di chiglia, che si spingono con una pertica e scivolano via anche in cinque centimetri d'acqua. Fino al secondo dopoguerra venivano usati per "pascolare" anatre e papere. Ora vi salgono i visitatori per entrare nel cuore di un ambiente naturale che non assomiglia a nient'altro.

foto: Foto GC Associazione Volpoca / I suoni del silenzio
Di tutti i colori

Gianluca è uno degli otto barcaioli che guidano le escursioni nel Padule; in realtà lavora in cartiera e tutto questo lo fa per amore. Lui riconosce la vita dal suono, e le rifà il verso. Fa il trillo del fischione, dell'alzavola, del beccaccino, della pavoncella e quello di tanti altri animali che popolano il Padule. Qualche volta le folaghe gli rispondono. Ma quando Gianluca viaggia in barca per quel labirinto di canali preferisce il silenzio. Il contorno è tutto un canneto, che infatti occupa il 60% della superficie del Padule. I "Vecchieti" sono quelli più alti, mai tagliati da anni, i "Settembrini" quelli più bassi. Sono come una cartina geografica per chi li sa leggere, visto che rappresentano le mura di confine fra i piccoli appezzamenti privati in cui è suddiviso il Padule.
Questo ambiente palustre con le stagioni cambia colore. In autunno è verde, con tutti i toni del giallo, che poi si fanno color paglia deciso d'inverno. E poi diventa verde intenso a primavera, quando si popola di orchidee e di ninfee.
A novembre l'acqua è alta appena 30/40 cm. Si va a "pelo", senza mai un'onda, in un intrico di corsi d'acqua immersi nei canneti. Navigando su strisce di misura variabile, da uno a sei metri, da cui si dipartono vialetti laterali che finiscono in fossi: ogni 70/80 metri un incrocio, tante vie simboliche che vanno a perdersi nel niente. Poi all'improvviso tutto si apre: i canali diventano "chiari", ampi specchi d'acqua in cui tutto si riflette e si... raddoppia. La vegetazione, il bosco di pioppi lontano, il profilo dei monti. In alto il falco, un airone e decine di anatre si levano in volo.

Figli di una storia minore
Il Padule era un luogo di morte in passato, pieno di malattie e di malaria. Luogo di gente che vi si rifugiava per sfuggire quasi sempre a qualcosa. La storia "alta", gli eventi, le battaglie si giocavano fuori, ai suoi margini. I primi interventi di bonifica risalgono al 1279, grazie alla Repubblica di Lucca. Gli ultimi nel 1770, grazie ai Lorena. I Medici lo avevano già lasciato in eredità ai poveri, e per secoli la Storia cessa di interessarsi di questi luoghi, almeno fino alla terribile estate del 1944, quando i soldati nazisti trucidarono 176 civili.
Oggi la memoria del posto, accanto a quell'eccidio terribile, ricorda soprattutto le storie minori. La nascita del Casin del Lillo, un casotto di appena due metri per due voluto da Orlando Poggetti nel 1864 e ristrutturato nel 1912. La storia del Ponte della monaca, che prende nome da una povera infelice che si votò alla clausura perché le fu impedito di sposare l'amato. Oppure ricordi ancora più prossimi.
Come il nonno con le mani insanguinate per raccogliere il Sarello, un'erba apparentemente innocente poco più alta di 40 cm, tagliente come un rasoio che veniva usata per impagliare le sedie. Qui nel Padule, ai tempi, non si buttava via niente e chi ne aveva un pezzo era ricco abbastanza. C'era un'economia di baratto. Dieci anatre contro un chilo di lesso. Dal canneto si ricavava il "pattume" per la lettiera dei vitelli. La "spazzola di cannella" (lunghe cannule con una spazzolina alla sommità) si trasformava in granatina per pulire i forni. Con la "gaggia" si rivestivano le damigiane, con il "biodano" filiforme si intrecciavano le borse della spesa. E anatre e papere si "pascolavano". Il contadino arrivava con il Saltafosso ed emetteva un fischio come si fa per le pecore, loro lo riconoscevano e si radunavano intorno alla barca contente, per beccare il granturco.

Flora e fauna
Oggi l'area è controllata dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio, la cui opera di manutenzione ha consentito di migliorare le condizioni igienico-ambientali della zona umida e di configurare il bacino come riserva naturale. Alla conservazione e valorizzazione dell'area del Padule e del lago di Sibolla si dedica il Centro di Ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, costituito da rappresentanti di enti pubblici e associazioni.
Nel Padule predominano la Cannella, il Sarello, il Biodo e la Gaggia. Ma la regina indiscussa della flora del Padule è la Ninfea. Importante anche la presenza di felci fra cui, oltre alle più comuni, l'Azolla Caroliniana, una piccola felce natante di origine americana e l'Erba Pesce, una graziosa felce molto rara.
Negli specchi d'acqua si trova fra l'altro la Lenticchia d'acqua, il Morso di rana, il Ranuncolo d'acqua, e anche il Giglio d'acqua dai grandi fiori gialli e dalle lunghe foglie.
Il Padule è ancheun'importante area di sosta per una grande varietà di uccelli migratori e negli ultimi tre anni nelle sue oasi naturali nidificano anche le cicogne. Nel Padule esiste la maggiore colonia nidificante di aironi dell'Italia peninsulare, accanto a numerose anatre di superficie e una ricca varietà di passeriformi. Fanno parte di questo habitat anche alcuni trampolieri e rapaci, come il Falco di palude. Le acque sono popolate da pesci tipici del Padule come tinca, luccio, anguilla.



ESCURSIONI
In barca tra i canali

Non ai margini, ma nel cuore del Padule di Fucecchio attraverso il labirinto dei suoi canali. Le escursioni per i soci Coop iniziano sabato 9 febbraio e si protrarranno per tutto il mese di marzo. Durano circa 2 ore, di cui una in barca. Sei corse al giorno, sette giorni su sette: la prima parte alle 6 del mattino ed è un'occasione da non perdere per assistere all'alba nel padule: le altre si succedono ogni due ore. È obbligatorio usare la propria autovettura per gli spostamenti e si parte solo se le condizioni atmosferiche lo consentono. L'appuntamento è a Chiesina Uzzanese (Pistoia), all'uscita dell'autostrada. Un membro dell'Associazione Volpoca vi guiderà presso la propria sede ad Anchione, Ponte Buggianese.

Qui vengono forniti gratuitamente stivali e impermeabili e dopo una breve sosta si arriva al Casin del Lillo, in cui viene offerto il caffè. A pochi metri di distanza c'è il "porto" con i caratteristici barchini (al massimo 3 adulti per ciascuno): otto barcaioli si alternano alla loro guida. A metà escursione è previsto l'attracco al porto dell'Uggia, nell'oasi naturalistica delle Morette dove si trova l'Osservatorio faunistico. Al ritorno, alla fine del viaggio, viene mostrato il piccolissimo Museo storico del Padule, con gli animali impagliati che popolano l'area, i fiori che la colorano a primavera. E poi le reti, gli strumenti di caccia e di pesca, perfino i calzettoni di nonno.

Gli incassi delle escursioni vengono devoluti per l'ampliamento del Museo.

Prenotazioni presso Argonauta Viaggi. La quota è di 29 euro a persona. I ragazzi sotto i 14 anni non pagano. In presenza di bimbi molto piccoli è possibile prenotare un'imbarcazione più comoda e più larga


L'Osservatorio faunistico delle Morette, gestito dalla Provincia di Pistoia, si occupa del censimento delle specie animali. Info: associazione Volpoca, tel. e fax 0572636657, www.paduledifucecchio.it

Argonauta Viaggi, lungarno Torrigiani 33 a/b, Firenze, tel. 0552342777