Giacomo Devoto e Giancarlo Oli

Scritto da Stefano Giraldi |    Giugno 2004    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

I signori delle parole 2
Nell'immaginario di tutti
è il dizionario per eccellenza, il "non plus ultra", ed è forse questa la spiegazione del grande successo del Dizionario della Lingua Italiana di Giacomo Devoto e Giancarlo Oli, oltre un milione di copie vendute dalla prima edizione (1960) a oggi.
Di sicuro è il dizionario più conosciuto, o almeno quello definito "il più efficace".
Pochi però sanno che la preparazione del celebre dizionario è stata curata da due professori fiorentini: Giacomo Devoto, docente universitario, rettore dell'Università di Firenze e presidente dell'Accademia della Crusca, e Giancarlo Oli, professore di lettere nei licei e negli istituti italiani di cultura all'estero.

Due personaggi quasi diametralmente opposti l'uno all'altro: schivo, introverso, sobrio il primo, Giacomo Devoto, ilare e giocoso Giancarlo Oli.
L'unione intellettuale di due personaggi così caratterialmente diversi ha fatto sì che le parole ne uscissero approfondite e valorizzate, donando contemporaneamente ai lettori quel senso di godimento che provoca lo scorrere di una bella pagina di lingua italiana.

L'anima però non si nutre solo di parole, ma anche di immagini, e i nostri due professori erano molto attenti anche all'arte contemporanea; anzi di alcuni artisti erano talmente amici che litigavano bonariamente con loro.
Come Giancarlo Oli con il poeta visivo Eugenio Miccini sul significato delle parole, oppure se la nostra fosse una civiltà delle immagini o delle parole. Per arrivare alla conclusione, alla fine della bonaria bisticciata, che oggi siamo imbevuti simultaneamente di parole che si fanno vedere e immagini che si fanno leggere; quindi il nucleo originale della parola è uno strumento vivo, capace di rendere le più evanescenti sfumature delle idee, necessarie per il vivere quotidiano.
Cari vecchi professori, che con la leggerezza ci avete aiutato a capire la lingua italiana, grazie.