Detergenti con disinfettanti. L'opinione del professor Nicola Comodo

Scritto da Alma Valente |    Maggio 2000    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

I segreti dell'igiene
Meno disinfettanti e più olio di gomito. Potrebbe essere sintetizzato così l'appello che ormai viene da più parti del mondo della scienza a proposito dell'igiene casalinga. Nonostante la proliferazione sul mercato di prodotti che garantiscono pavimenti puliti e lavelli splendenti, le malattie infettive causate da germi presenti dell'ambiente domestico, infatti, sono ancora possibili. Eppure, secondo una recente indagine Istat effettuata su un campione di 22 mila famiglie, ogni italiano spende, in detergenti casalinghi, dalle 100 alle 150 mila lire l'anno. Una somma che, pur non essendo molto elevata, pone il nostro paese ai primi posti della classifica europea. Dov'è allora che sbagliamo?
'Negli ultimi trent'anni sono cambiate molte delle nostre abitudini - dice il professor Nicola Comodo, ordinario d'Igiene all'Università degli studi di Firenze -. Si vuole pulire subito, in fretta e con poca fatica, utilizzando spesso in maniera acritica, magari anche dove non servono, prodotti talora aggressivi, contenenti anche disinfettanti'.
Dove si nasconde il pericolo nelle nostre case? In cucina i maggiori responsabili sono i piani di lavoro e gli oggetti che possono venire a contatto con cibi potenzialmente contaminati (verdure, pollame, uova). I 'panni spugna' poi, di solito lasciati umidi in vaschette o contenitori, diventano vere e proprie colonie di germi se, dopo un accurato lavaggio, non sono asciugati subito. Nel bagno attenzione alla tavoletta del water, al pulsante dello sciacquone, ai rubinetti del lavandino e alla maniglia della porta. I pavimenti invece, contrariamente a quanto si pensa, costituiscono un rischio minore perché, in genere, non sono toccati con le mani (attenti, tuttavia, ai bambini!)
Altre fonti di rischio sono i nuovi inquilini delle nostre case: le feci dei gatti, per esempio, possono rilasciare cisti di 'toxoplasma gondii' - responsabili della toxoplasmosi - che possono causare rischi per le donne in stato interessante. E' bene però ricordare che queste cisti diventano infettanti solo dopo 24-48 ore dalla loro emissione; sarà dunque sufficiente pulire la lettiera una volta al giorno, facendo attenzione a non disperdere il contenuto nell'ambiente. Le tartarughine, invece, sono frequentemente contaminate da salmonella; bisogna pertanto lavarsi accuratamente le mani dopo averle toccate, in particolar modo se si devono consumare o preparare cibi. Anche gli uccellini, le cui feci a volte sono disperse al di fuori della gabbia, possono causare problemi simili.

Come pulire
In situazioni normali, per allontanare il rischio di infezioni, è sufficiente pulire con un detergente o con l'antico ma pur sempre valido sapone. L'importante è far seguire questa operazione da un accurato risciacquo che, oltre a portare via lo sporco residuo, eliminerà le sostanze chimiche 'diffuse' nella nostra casa. Bisogna poi ricordarsi di asciugare tutte le superfici che abbiamo pulito, perché la presenza di umidità favorisce la moltiplicazione batterica.
L'uso dei disinfettanti, abbinati o meno a detergenti, è necessario solo in casi particolari: quando in casa ci sono persone con patologie infettive (epatite, Hiv positivi ecc.) o con difese immunitarie meno resistenti, come bambini nati prematuri, anziani, dializzati, soggetti sottoposti a chemio o radioterapia o a dosi massicce di cortisonici. In questo caso le normali operazioni di pulizia possono non essere sufficienti in quanto anche basse cariche microbiche possono bastare a causare l'infezione ed eventualmente la malattia.
Ma a parte questi casi particolari i prodotti detergenti che contengono anche disinfettanti sono una miscela complessa di composti chimici che possono avere effetti dannosi. In primo luogo un uso indiscriminato e ripetuto di queste sostanze può creare, come sta già avvenendo per gli antibiotici, ceppi resistenti ai disinfettanti stessi. L'altro aspetto è che possono contenere sali di metalli pesanti, quali cromo e nichel, che possono provocare allergie.

Meglio col guanto
Ma è veramente allarme? 'Sicuramente la questione esiste e non va sottovalutata - sottolinea il professor Comodo -. Il problema della casa come luogo in cui è possibile infettarsi è reale, anche se finora poco studiato. In questi ultimissimi anni è nato un interesse scientifico che sta portando alla compilazione di linee guida sul comportamento da adottare nelle varie situazioni. Non è possibile affermare che è bene utilizzare sempre e solo detergenti o sempre miscele di detergenti più disinfettanti. Il vero problema sta nella corretta utilizzazione di questi prodotti. Il primo passo deve essere sempre una accurata pulizia utilizzando, oltre al detergente, un prodotto che sembra oggi scarseggiare e che i nostri genitori, e maggiormente i nostri nonni, conoscevano bene: l'olio di gomito. La disinfezione dovrà essere attuata solo nelle condizioni a rischio citate, ma sempre e comunque dopo un'accurata pulizia. Ricordiamo che il disinfettante deve essere utilizzato rispettando le concentrazioni e i tempi di contatto idonei; se questi saranno inferiori al necessario non avremo l'effetto voluto; se saranno superiori avremo sprecato denaro senza nessun ulteriore vantaggio. Comunque è sempre indispensabile un adeguato risciacquo per allontanare dalle superfici i composti chimici utilizzati, che possono essere causa di allergia se non di intossicazione'.
E qui entra in ballo il delicato problema dell'informazione. La maggior parte della gente, infatti, acquista un prodotto perché ha un buon odore, si applica in poco tempo e con poca fatica o è stato raccomandato dalla televisione. La pubblicità si cura molto poco della corretta utilizzazione dei prodotti reclamizzati, l'importante è che vengano acquistati. Si è forse mai visto lo spot di un detersivo per i piatti dove si vede una persona che lava con i guanti? Nessuno fa mai cenno al rischio di allergie eppure, purtroppo, sono in aumento!