Le organizzazioni dei consumatori in Toscana

Scritto da Silvia Gigli |    Marzo 1999    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

I Robin Hood del consumo
Per alcuni è una specie di guerra santa, per altri l'esercizio di un diritto insopprimibile. Per tutti un compito esaltante ma gravoso. Sì, perché anche se oggi la difesa del consumatore sembra essere un fatto acquisito, la maggioranza dei cittadini ancora ignora di avere dei diritti in materia di consumi. E così c'è chi continua a firmare petizioni per strada, contraendo in realtà contratti-truffa con i quali acquista suo malgrado enciclopedie e corsi di lingue e chi non sa di potersi opporre ad aumenti ingiustificati di tariffe dei servizi come acqua, luce, gas e telefono.

Riconosciuti per legge
Per fortuna ci sono le associazioni di consumatori che cercano di dare una mano a chi si trova nei guai. Dopo anni di attività volontaria, spesso senza alcun riconoscimento, dal luglio dello scorso anno queste associazioni hanno una legge (la n. 281/1998) che legittima la loro funzione e detta i parametri base per entrare a far parte del gruppo delle associazioni riconosciute. I requisiti necessari sono un numero di iscritti corrispondente all'1 per mille della popolazione del territorio sul quale si opera, la regolarità dei bilanci e dell'elenco degli iscritti e almeno tre anni di attività. In Toscana sono cinque le organizzazioni riconosciute che fanno parte del Comitato regionale consumatori e utenti che, istituito nell'85, è collegato direttamente con il dipartimento della presidenza della giunta regionale toscana. Le prime tre sono emanazioni dei sindacati confederali, ovvero Federconsumatori (Cgil), Adiconsum (Cisl) e Adoc (Uil); le altre due sono Acu (ex Agrisalus) e la Lega dei consumatori (Acli). Ma in Toscana operano anche l'Unione nazionale dei consumatori, l'Assoutenti, il Movimento dei consumatori, il Movimento federativo democratico e Legambiente che, battendosi per l'ambiente, si batte anche per i cittadini-consumatori.
La loro è un'attività quotidiana, spesso fatta di piccoli casi e qualche volta di grandi vittorie.
I Robin Hood del consumo hanno impiegato anni per insegnare il valore della salvaguardia dei consumatori. E adesso possono raccogliere i primi risultati. Uno di questi è senz'altro il decalogo della sicurezza alimentare (vedi Informatore n° 60, febbraio 1999), il frutto di una campagna promossa dall'Unione europea cui le associazioni dei consumatori hanno dato un forte contributo.

Accade in Toscana
La nostra regione è storicamente sensibile alle questioni che riguardano il mondo dei consumatori. Non è un caso, infatti, che il già citato Comitato regionale sia nato nel 1985 e che la Toscana sia la regione referente nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. 'La Toscana è l'unica regione italiana ad avere tre dipendenti che lavorano a tempo pieno su questi temi - spiega Cinzia Baker, responsabile del Comitato regionale -. Forse non abbiamo abbondanza di risorse economiche ma è certo che sul piano delle proposte e delle iniziative siamo i più attivi'.
Al Comitato sono richiesti pareri obbligatori (ma non vincolanti) su tutte le materie che riguardano i consumatori e gli utenti. Ma la sua attività principale consiste nell'offrire costante supporto, anche finanziario, alle associazioni che operano sul territorio. 'Il sostegno che diamo è a tutto tondo, dalla formazione alla realizzazione di iniziative di promozione europea attraverso concorsi e seminari - puntualizza Cinzia Baker -. A metà marzo a villa Demidoff terremo un forum europeo su informazione e diritti pubblici e stiamo organizzando un'iniziativa di formazione europea indirizzata a giovani professionisti che intendono impegnarsi presso le associazioni di consumatori'.

I casi ricorrenti
Giovani avvocati, architetti, commercialisti, esperti in amministrazioni di condomini e affitti, geni del credito e delle assicurazioni, se volete fare esperienza sul campo le associazioni di consumatori sono la palestra più efficace. 'In media vengono a trovarci in ufficio una ventina di persone al giorno - racconta Silvano Mariani, presidente di Federconsumatori Toscana, associazione nata nel 1987 che raccoglie 5 mila iscritti in tutta la regione e che terrà il proprio congresso nazionale a Firenze il 26 e il 27 marzo -. La maggior parte chiede informazioni, ma almeno quattro decidono di aprire delle pratiche. La legge che riconosce la nostra attività ci offre oggi più strumenti per tutelare i consumatori e del resto è aumentata in questi ultimi anni la sensibilità della gente verso la nostra attività'. 'E' vero, i cittadini sono un po' più preparati ma ancora non abbastanza - gli fa eco Grazia Simone, neopresidentessa del Comitato regionale e responsabile di Adiconsum, associazione nata nell'87 e oggi con 4 mila iscritti in Toscana -. Il fatto è che c'è una scarsa informazione circa la nostra presenza sul territorio e su quello che facciamo. Ma ora stiamo correndo ai ripari. In autunno sarà pronto un manualetto per i consumatori, redatto dal Comitato regionale, nel quale saranno raccolte tutte le leggi più importanti, i nostri indirizzi e la modulistica di primo intervento'.
Al primo posto, tra i casi che i consumatori sottopongono agli esperti delle associazioni, ci sono i contratti sottoscritti fuori dalle sedi commerciali con i quali si acquistano enciclopedie, corsi di lingua e corsi professionali estorti con l'inganno magari in megaconvention e facendo firmare 'innocui' questionari. Seguono i disservizi relativi a tariffe della luce, del gas, del telefono, dell'acqua e dei rifiuti, le controversie con le assicurazioni che non coprono gli incidenti, i contratti per i lavori a domicilio, gli acquisti a rate, i casi di merce viziata o contraffatta, gli acquisti di case per le vacanze in multiproprietà, i viaggi in paesi esotici che si rivelano vere e proprie truffe e i classici, immancabili, ferocissimi conflitti nei condomini. 'Il nostro ruolo è a metà strada tra un centro di ascolto e una consulenza legale in piena regola - dice Grazia Simone -. L'obiettivo è trovare una soluzione al problema evitando la via giudiziaria e nell'80 per cento dei casi ci riusciamo'. I casi più strani? 'I riparatori di serrature o di rubinetti che nei giorni festivi arrivano a chiedere cifre da capogiro per lavoretti di poche decine di minuti', dice Mariani, o 'la disavventura di quella signora di Lucca che aveva ricevuto una bolletta Telecom da 59 milioni e che alla fine ha avuto la meglio'.

Le associazioni in Toscana Unione nazionale consumatori, c/o Acli, piazza La Lizza 2, Siena tel. 0577281232 (referente signora Laura Boni)
Acu, sede di Milano, tel. 0269003533
Adiconsum, via Ricasoli 28, Firenze, tel. 055216180
Adoc, via Alamanni 25, Firenze, tel. 055264243 oppure 055288188
Assoutenti, c/o prof. Marco Cecere, via Maestro Isacco 24, Firenze, tel. 055433215 oppure avv. Compagni, tel. 0574603488, Prato o Antonella De Franceschi, tel. 050563071, Pisa
Federconsumatori, via Nazionale 17, Firenze, tel. 055217195, fax 055280334
Legambiente Toscana, tel. 0552480033
Movimento consumatori, via Frascati 40 tel. 0574433357, Prato oppure via Veneto 10, Cecina (Livorno), tel. 0586684929
Movimento federativo democratico, via Filzi 39, Livorno, tel. 0586405204