Una mostra sulla poliedrica attività del premio Nobel

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Aprile 2010    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Il titolo "Pupazzi tra rabbia e sentimento", con il corollario "La vita e l'arte di Dario Fo e Franca Rame", la dicono lunga non solo sugli argomenti dell'esposizione, ma anche sullo spirito che aleggia e coinvolge l'evento, che si terrà a partire dal 17 aprile (fino al 26 giugno), a Pontedera. Perché proprio in quei due sostantivi - rabbia e sentimento - possono essere sintetizzate le personalità  prorompenti, eclettiche, dissacranti, beffarde - ma socialmente impegnate - di Dario Fo e della sua compagna di una vita, Franca Rame.

Fino dagli esordi nei primi anni '50 - l'attore è nato nel 1926 - Dario ha rivelato quelle doti mimiche e burlesche che lo hanno accompagnato, pur esprimendosi in forme diverse, per tutta la sua carriera artistica. L'incontro con l'opera teatrale di Bertold Brecht gli ha affinato quella già pronunciata predisposizione per la satira di carattere sociale, sfociata poi, negli anni '70 e '80, nella produzione di farse fortemente politicizzate che gli hanno dato fama mondiale e anche il premio Nobel per la letteratura nel 1997.

Ma se Dario Fo è quel grande affabulatore che le platee mondiali ormai conoscono da decenni, non va sottaciuto il contributo che sua moglie Franca ha dato alla vena creatrice di Dario, nei loro quasi sessanta anni di vita coniugale. Sempre insieme e costantemente sostenuti da un sano anticonformismo, hanno recitato nei luoghi più insoliti: dalle piazze ai garage, dagli scantinati agli stadi.

Personalità scomodissime nei confronti del potere costituito, sia laico che ecclesiastico, hanno sempre dovuto superare ostacoli e difficoltà di ogni genere, quali censure, denunce, condanne, ripetute cacciate dalle televisioni di Stato. Tanto che in una intervista Dario ha detto: «Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono "tu sei un attore che fa l'autore". Gli attori dicono "tu sei un autore che fa l'attore". Insomma, nessuno mi vuole nella sua categoria».

Ma grazie alla sua versatilità, la pluridecennale attività teatrale ha prodotto un'infinità di opere grafiche come bozzetti scenografici, pupazzi, disegni, caricature, acquerelli, ritratti, fumetti, manifesti, locandine, marionette, e anche testi letterari che, nel loro insieme, costituiscono un "susseguirsi di ricordi pungenti e satirici dei fatti più salienti della nostra storia sociale, politica ed economica."

 

Moltiplicato tre

Ed è proprio su queste tematiche che è allestita la mostra, promossa, fra gli altri, dal Comune di Pontedera, dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, ed è dislocata in tre separati luoghi espositivi: il Centro d'arte "Otello Cirri", che ospita le prime opere del giovane Fo, autoritratti, ritratti, le prime opere  degli spettacoli  anni '60-'70, le storiche marionette della Famiglia Rame; il Centrum Sete Sois, Sete Luas (si tratta di un centro culturale di lingua portoghese - Centro Sette Soli, Sette Lune i cui presidenti onorari sono lo stesso Dario Fo e Josè Saramago) che ospiterà la parte centrale con i costumi di scena della sartoria Pia Rame indossati da oltre 60 pupazzi e l'opera pittorica di Fo dagli anni '80 a oggi; e infine il Museo "Giovanni Alberto Agnelli", che si trova all'interno delle officine Piaggio, dove sono visibili i disegni preparatori per le scenografie, foto di scena, manifesti, locandine e alcuni testi teatrali.

Ci sarà anche una sala nella quale vengono proiettati alcuni spettacoli del celebre duo teatrale. Sarà trasmesso, fra gli altri, anche il Mistero buffo che Dario costruì riesumando e vivificando il grammelot, quell'artificio recitativo che mette insieme parole, suoni e fonemi privi di significato. In questa opera Fo imitava il dialetto padano.

Nel complesso la mostra ci rivela non solo il Dario Fo poliedrico, burlesco e scanzonato degli ultimi lavori teatrali, ma anche il giovane pittore, studente all'Accademia milanese di Brera negli anni '30 e '40. Una intera sezione espositiva è dedicata anche alla produzione manuale e intellettuale di sua moglie Franca.

Orari: martedì - domenica 10-18

Ingresso gratuito

Info: Ufficio Cultura: 0587299620; Ufficio Turistico: 058753354; www.comune.pontedera.pi.it

 

Sedi espositive

  • Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli - viale Rinaldo Piaggio, 7
  • Centro per l'Arte Otello Cirri - via della Stazione Vecchia, 6
  • Centrum Sete Sóis Sete Luas - viale Rinaldo Piaggio, 82

 

 

Visite guidate
Con rabbia e sentimento

Sono state organizzate visite guidate alla mostra di Dario Fo a Pontedera "Pupazzi con rabbia e sentimento". Le visite, riservate ai soci e ai loro figli minorenni, si effettueranno il sabato (alle ore 16), il punto di ritrovo è presso il Museo Piaggio in via Rinaldo Piaggio a Pontedera. Le prenotazioni vanno fatte presso l'agenzia Argonauta Viaggi c/o Centro*Pontedera, (0587290984).

Il prezzo è di 3 euro a persona (interamente devoluti a Il Cuore si scioglie a favore del Perù). I gruppi sono costituiti al massimo da 25 persone e al minimo da 10. Le visite saranno effettuate il 15, 22 e 29 maggio e il 5 e 12 giugno.


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