Patate, uva, pere e pesce

Scritto da Francesco Giannoni |    Settembre 2011    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Patate toscane
Buone dentro

Soci e clienti della cooperativa trovano da settembre fino a gennaio, tre tipi di patate di coltivazione regionale: del Casentino, a pasta bianca, della Valdichiana e di Bolgheri, a pasta gialla. Tutte eccellenti, la prima è adatta per purè, gnocchi e crocchette, le seconde per tutti gli altri usi. La vendita di questi tuberi mira a mantenere viva l'agricoltura locale, a organizzare e sostenere i piccoli coltivatori, valorizzando la filiera corta.

Mentre la produzione della patata di Bolgheri è abbondante e consolidata da tempo, quella della Valdichiana deriva da una riconversione di terreni prima vocati a tabacco e pomodoro, colture non più redditizie. "Brutta" fuori ma buona dentro è infine la tradizionale patata bianca del Casentino.

 

Ecco l'uva
Quelle da tavola, quelle senza semi

Regina indiscussa fra le specie delle uve da tavola è l'Italia. Prodotta da metà agosto, soprattutto in Sicilia e Puglia, ha buccia morbida e un apprezzato retrogusto di moscato. Particolarmente dolci e saporiti, gli ultimi grappoli raccolti addirittura a dicembre. Ma la prima a finire in tavola è la Vittoria: ha una colorazione verdognola, tipica della specie, e un buon sapore. Segue la Sugar One, più gialla, con gli acini piccoli, gustosa, ma soprattutto priva di semi. Da fine agosto a ottobre, troviamo la Pizzutella (in Toscana conosciuta come Galletta): l'acino allungato, dolce al palato, sempre più apprezzata dai consumatori.

Fra le uve precoci l'unica nera è la Black Magic. La Red Globe che ha acini grossi, rossi e succosi, si mantiene bene in frigo, è commercializzata in tutto il mondo.

Le specie senza semi sono sempre più di moda. Ricordiamo la Thomson bianca e la Crimson rossa, quest'ultima è impiegata nella schiacciata con l'uva, tradizionalmente preparata con uve da vino.

 

Pere

Dopo che in agosto abbiamo gustato le buone Morettini, simili alle Cosce, ma più grandi, e con guancette rosse, a settembre arrivano proprio le Cosce: piccoline, dolci, apprezzatissime dai toscani che le mangiano con il pecorino (da provare anche l'abbinamento col parmigiano).

Ma la più celebre delle pere estive è la Williams. La si coltiva in due varietà, verde e rossa. Il gusto è più o meno lo stesso, ma la verde è quella di produzione più abbondante.

Settembre è anche il mese in cui si raccolgono le pere che consumeremo in inverno: Kaiser, Abate, Conference e Decana.

 

 

Poggibonsi
Pesce di sera

L'appuntamento è il 15 settembre alle 21.30, il luogo invece inusuale: davanti al banco pescheria del supermercato Coop di Poggibonsi, in via di Salceto.

Non si tratta di una "vendita straordinaria", ma di un incontro per far conoscere caratteristiche del pesce, ma soprattutto lo stato di conservazione e le indicazioni per la cottura.

Ad illustrare l'argomento Carlo Calusi, esperto e responsabile del settore pescherie dell'Unicoop Firenze. La partecipazione è aperta a tutti e a organizzare l'incontro è la sezione soci e la direzione del supermercato.

Nella foto, il banco pescheria della Coop di Poggibonsi, via Salceto


Le immagini delle patate e della frutta sono di Carlo Valentini.