I vantaggi di un elettrodomestico ancora poco usato dagli italiani

Scritto da Rossana De Caro |    Luglio 2007    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

I piatti li vuol lavare lei
Insieme al frigorifero e alla lavatrice è uno degli elettrodomestici che ha contribuito a cambiare lo stile di vita delle persone. L'invenzione di questo apparecchio risale alla fine del 1800 in America; in Europa le prime lavastoviglie arrivarono nel 1929, prodotte da un'azienda tedesca (Miele). Il funzionamento della lavastoviglie è dovuto ad un motore elettrico che (tramite tubi) spruzza getti di acqua calda (la temperatura varia a seconda del programma di lavaggio), attraverso dei fori (ugelli). Viene effettuato così il lavaggio delle stoviglie che, nell'ultima fase, dopo il risciacquo, vengono anche asciugate con una ventilazione di aria calda.

Lavaggi risparmiosi
Nonostante sia un aiuto prezioso, la lavastoviglie non è così diffusa nelle case italiane come si potrebbe pensare: è utilizzata infatti solo dal 34% della popolazione. Molti (ben 15 milioni di famiglie nel nostro paese) ne fanno ancora a meno, convinti che questo elettrodomestico consumi troppa energia e troppa acqua. In realtà la lavapiatti consuma molta meno acqua rispetto al lavaggio manuale. Si calcola che se tutte le famiglie del nostro paese usassero questo elettrodomestico si eviterebbe lo spreco di ben 280 miliardi di litri d'acqua.
Sul mercato attuale si trovano macchine "intelligenti", tecnologicamente evolute, capaci di determinare temperature e quantità d'acqua necessaria. Sono dotate, come le lavatrici, di numerosi programmi a seconda del tipo di stoviglia (anche le più delicate come il cristallo) e di sporco. Fra questi ci sono anche i cicli di lavaggio economici, brevi e a temperature ridotte, che permettono un notevole risparmio di tempo e di consumi (elettricità, detersivo e acqua) da utilizzare quando i piatti non sono troppo sporchi. Basti pensare che nel giro di pochi anni si è passati, in media, da 45 a 12 litri d'acqua per un ciclo di lavaggio. Riguardo ai consumi energetici le lavastoviglie di ultima generazione consumano, per il ciclo più lungo, tra 1,4 e 1,8 kWh rispetto ai 2,5 kWh delle lavastoviglie tradizionali. I consumi risultano ridotti drasticamente quando si utilizzano i cicli rapidi (circa 0,7 kWh). Per un lavaggio completo i modelli più recenti hanno bisogno di 20 g di detersivo rispetto ai 40 g di quelli più vecchi.

Pulizia e igiene
Sussiste poi anche una certa diffidenza nei confronti dell'apparecchio nel riuscire a pulire bene incrostazioni e unto delle pentole: in realtà gli ultimi modelli sono molto efficaci e assicurano la massima igiene. Una lavastoviglie può lavare fino a 65°-70°C, una temperatura impensabile nel lavaggio a mano, ed è in grado di eliminare la totalità dei batteri presenti sulle stoviglie, a differenza delle spugne tradizionali, che se non perfettamente pulite rappresentano un ottimo terreno per la proliferazione di germi. Alcuni modelli di lavastoviglie hanno poi anche specifici programmi antibatterici.

Acquisto ed uso
Scegliere il modello in base ai piatti che effettivamente si sporcano ogni giorno. Se la lavastoviglie è troppo grande rispetto alle nostre reali necessità si rischia di utilizzarla semivuota, mentre con una troppo piccola si devono aumentare il numero dei lavaggi (con conseguente spreco di acqua ed energia).
L'offerta a questo proposito è ampia: si va da lavastoviglie per sei coperti a modelli che ne lavano fino a 15, in grado, quindi, di caricare, oltre a molti piatti e bicchieri, anche un buon numero di pentole.
È importante prima dell'acquisto consultare l'etichetta energetica che ci indica quanta elettricità consuma la macchina. Il consumo è espresso in kWh per un determinato ciclo di lavaggio.
Preferire i modelli di ultima generazione che danno risultati migliori con un minore dispendio di energia elettrica, di acqua e di detersivo. Verificare la presenza del marchio di qualità Imq (o di un altro marchio riconosciuto a livello europeo).
Per un corretto utilizzo della macchina ricordate di togliere gli eventuali residui di cibo per non intasare il filtro, scegliere programmi economici in caso di stoviglie poco sporche, mandare l'apparecchio solo a pieno carico, utilizzare con moderazione il detersivo, pulire spesso il filtro e usare regolarmente il sale per prevenire le incrostazioni calcaree.