Scritto da Antonio Comerci |    Novembre 2003    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

I nostri primi 40 anni
C'è chi lo chiama ancora
affettuosamente giornalino, o bollettino. I nuovi soci, quelli che non lo conoscono fin dagli esordi, e sono la maggior parte dei quasi 800 mila soci, lo considerano una rivista. E così si presenta l'Informatore da almeno vent'anni, da quando (1982) esce a colori e con almeno 16 pagine.

Gli esordi sono ancora più lontani nel tempo e la registrazione in tribunale de "L'informatore della cooperativa del popolo di Empoli" è datata luglio 1963. Usciva in occasione delle assemblee e dell'apertura di nuovi punti di vendita, era per quella cooperativa un modo per pagare meno il francobollo.
L'esigenza di farne un giornale vero è nata con la costituzione dell'Unicoop Firenze, 1973, e la necessità di tenere unita e informata una base sociale che dalle dimensioni comunali si era estesa velocemente a zone sempre più vaste della regione. E ancora dopo gli interessi si sono allargati ai temi della difesa del consumatore. Ricordate i coloranti? Il metanolo nel vino? I pesticidi dati senza regole, i conservanti adoperati anche quando non servivano...
La Coop ha assunto, dalla fine degli anni '70, un ruolo importante nel denunciare e risolvere queste problematiche. E con la Coop anche i giornali di cooperativa hanno avuto una parte fondamentale nel sensibilizzare e affermare un consumo più salutare.

I giornali di cooperativa si sono arricchiti di argomenti e sono cresciuti in qualità. Ci scrivono bravi giornalisti ed esperti competenti. Spesso si riesce ad anticipare temi che sono poi ripresi da altri giornali. Rispetto a questo panorama, l'Informatore ha avuto sempre un qualcosa in più, o per meglio dire di diverso. La voce dei soci.
Ruvida, impertinente, spesso insolente, ipercritica, mai disposta a sorvolare nemmeno sulle più piccole magagne. Queste due paginette di Lettere sono il controcanto delle iniziative e dello sviluppo della cooperativa, sono l'aggancio continuo alla concretezza, alla realtà così com'è e a come si vorrebbe che fosse. Queste due paginette rappresentano l'anima dell'Informatore e dell'Unicoop Firenze. Sbaglia chi pensa che questa sia una contraddizione, il sintomo di una debolezza della cooperativa.
La critica aspra è anche l'espressione dell'attaccamento e delle aspettative che i soci nutrono nei confronti della cooperativa e dell'Informatore. Senza questo attaccamento non ci sarebbe arrabbiatura, ma solo indifferenza.
Non ci sarebbe un giornale letto da oltre un milione di toscani, ma solo una pubblicazione diffusa in 600 mila copie.