Intervista al professor Carlo Pedretti

Scritto da Stefano Giraldi |    Settembre 2014    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Una delle opere d’arte più famose e viste al mondo è senza dubbio la Gioconda di Leonardo da Vinci al Museo del Louvre di Parigi. Dipinta probabilmente fra il 1503 e il 1506, è ritenuto il ritratto di Monna Lisa del Giocondo (Lisa Gherardini), anche se l’identità rimane ancora avvolta nel mistero, e molte sono le ipotesi avanzate nel tempo.

C’è chi sostiene, anche, che la Gioconda sia un autoritratto di Leonardo in versione femminile. Un’opera dunque al tempo stesso misteriosa e intrigante, che ha suscitato molte interpretazioni e anche molti curiosi interventi di artisti contemporanei: ricordiamo per esempio il quadro di Salvador Dalì La Gioconda con i baffi, (baffi come appunto aveva Dalì).

Ultimamente una notizia che ha molto interessato i media è stata la ricerca di alcuni studiosi a Firenze delle ossa di Monna Lisa Gherardini per estrarne il Dna.

Carlo Pedretti - Foto di S. Giraldi

Per saperne di più sul fascino che esercita questo quadro sugli studiosi e su ogni persona amante dell’Arte, siamo andati a trovare il massimo studioso di Leonardo da Vinci il professor Carlo Pedretti, direttore dell’Hammer Center for Leonardo Studies di Los Angeles, chiedendogli chi fosse la Gioconda ritratta: «questo è già il primo mistero del dipinto.

Non sappiamo chi realmente fosse la modella ritratta da Leonardo, abbiamo solo un’indicazione del Vasari che dice “…prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie e quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto…” (Le Vite) ma a parte questo non abbiamo altro, e Leonardo non ne parla mai, non c’è nessun’altra indicazione. Certamente sono in corso degli studi approfonditi per dare una risposta definitiva al quesito. Perché affascina tanto? Forse perché è l’ultimo quadro di Leonardo? Certo è un ritratto che ci parla, c’è tutto in quel dipinto, anatomia, geologia, fascino pittorico!».

Lo stesso fascino che portò l’operaio italiano, Vincenzo Peruggia, nel 1911, a rubarla dal Louvre per restituirla all’Italia, come egli affermò in seguito, (quando fu recuperata dalla polizia sotto il letto di un albergo fiorentino); lo stesso che spinge migliaia di turisti a Parigi ogni anno per vederla: di certo è un capolavoro dell’arte per l’umanità.

Monna Lisa, il dna per risolvere il mistero della Gioconda