Un quadro affascinante fra le bellezze della natura e il misticismo dei luoghi

Arte, luoghi sacri e natura. Fare una bella gita a Chiusi della Verna, questa estate, non solo è un'occasione unica per vedere una splendida opera di Bernardino di Betto Betti, maestro umbro più noto come Pinturicchio (Perugia, 1452 circa - Siena, 1513), ma anche per visitare i luoghi bellissimi che fanno da cornice naturale al paese dell'Appennino tosco-romagnolo, (in provincia di Arezzo): il Parco nazionale delle foreste casentinesi e il Santuario di San Francesco, situati all'interno dell'itinerario michelangiolesco.
Il Pinturicchio qualche anno fa salì alla ribalta della cronaca grazie all'avvocato Agnelli, che paragonò le pennellate dell'artista alle doti calcistiche di Del Piero.
Il quadro, proveniente da collezione privata, sarà esposto dal 16 luglio all'11 settembre nella podesteria della famiglia Bonarroti.
Si tratta de Il Bambin Gesù delle Mani, un dipinto del XV secolo raramente offerto alla visione del pubblico, caratterizzato da grande bellezza e da un passato turbolento.
Fu tenuto, infatti, a lungo nascosto, perché testimone di una storia d'amore e di peccato. Il quadro faceva parte di un'opera più complessa, appartenente agli appartamenti privati di papa Alessandro VI Borgia (1431-1503). La particolarità è che la Madonna ha le sembianze di Giulia Farnese, amante di Alessandro VI. Alla morte del papa, il quadro scomparve e solo nel 1984 il frammento è stato ritrovato, ormai separato dal resto del dipinto, e riconosciuto come opera autografa del grande maestro. Un mistero durato cinquecento anni.


Il Bambin Gesù delle Mani, particolare

La mostra, corredata di numerosi pannelli a descrizione del percorso di recupero e restauro, si trova nella podesteria che ospitò la famiglia di Michelangelo durante gli anni della Repubblica fiorentina.
Da qui il giovane Michelangelo trasse spunto per una delle sue opere più celebri. Affacciandosi all'esterno del palazzo, con lo sguardo verso il monte della Verna, è infatti visibile il profilo della Roccia di Adamo, il masso su cui giace il primo uomo mentre riceve la vita da Dio, rappresentato nella Creazione sulla volta della Cappella Sistina.
Un connubio perfetto, dunque, d'arte rinascimentale, che trova spazio ai piedi del santuario francescano della Verna, anch'esso tappa fondamentale del percorso turistico della zona. Il santuario è un complesso architettonico che sfida la forza di gravità, arrampicandosi su un costone di roccia reso celebre dalla narrazione della vita di San Francesco. Fu qui, infatti, che il santo sfuggì alla chiamata del maligno, grazie alla forza della fede che lo trattenne dal precipitare nel dirupo. Il punto dove si ritiene sia avvenuto l'episodio viene oggi chiamato Sasso Spicco, ed è visitabile all'interno del percorso turistico del santuario.
Immancabile tappa della visita sono poi le collezioni di terrecotte invetriate, opera dei fratelli Della Robbia, inventori e principali autori di questa arte decorativa risalente al XV secolo.
Luoghi eterni accolti nell'ombra del Parco nazionale delle foreste casentinesi. Oltre 36.000 ettari di verde, fra cui una riserva integrale. (R.d.C.)

Info mostra:
Orario: tutti i giorni, 9.30/12.30 e 15.30/18.30
Podesteria di Michelangelo, P.za San Michele 1, Chiusi della Verna (Ar)
0575599357; info@michelangelo.it; www.michelangelo.it
Sconto sul biglietto di ingresso per i soci Coop: 2 euro anziché € 4.