Da una ricetta medievale, con materie prime locali

Scritto da Laura D'Ettole |    Settembre 2014    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Il loro logo è un’antica chiave impressa in ogni birra. Ha l’aspetto e il fascino di un oggetto medievale, perché proprio di questo si tratta: è la chiave di uno scrigno che custodisce cose preziose e antiche ricette. Loro sono i Mastri birrai umbri, ultimo marchio, in ordine d’arrivo, del gruppo Farchioni, più conosciuto in Italia per olio, vino e farine, possessore di oltre mille ettari di terreni agricoli, distribuiti nella provincia di Perugia, di cui diverse centinaia coltivati a cereali. Da questo cuore produttivo nasce la birra dei Mastri birrai umbri (sede a Geraldo Cattaneo, Pg).

«Il mio incontro con la famiglia Farchioni risale al 2009, quando mi chiesero di fare una ricerca su ricette di birra autoctone, per riscoprire il valore della cerealicoltura umbra», racconta Michele Sensidoni, il giovane mastro birraio protagonista di quest’avventura. Lui per l’appunto era dottorando al Cerb, il Centro d’eccellenza sulla birra dell’Università di Perugia. La famiglia Farchioni gli propone di lavorare su un progetto pilota e lui non se lo fa ripetere due volte. Lascia l’università e comincia a lavorare su ricette di birra ottenute con orzo, cicerchie e lenticchie.

Anche in Umbria, dove la produzione di birra è sempre stata presente. «Ho scoperto antichi documenti medievali in cui si parlava di produzioni locali, stagionali di questa bevanda, prodotta usando le materie prime del luogo». Del resto la globalizzazione era ben lontana dal compiersi e dunque come poteva essere prodotta la birra dell’epoca? Con l’orzo, sicuramente, ma anche utilizzando le leguminose dei luoghi, quali la cicerchia e le lenticchie.

È la quadratura del cerchio. La birra Farchioni parte in grande nel 2011 con quattro ricette che equivalgono ad altrettanti blend: orzo e farro, orzo e cicerchia, orzo e lenticchia, puro malto d’orzo. Oggi contano già 24 dipendenti, hanno fatturato sei milioni di euro nel 2013 e prodotto 1,4 milioni di bottiglie di birra, destinate a crescere di un ulteriore 40% quest’anno. 

La birra Farchioni è in vendita nei superstore di Unicoop Firenze.