Scritto da Matilde Jonas |    Ottobre 2003    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, vive a Vejano (Viterbo), in piena Tuscia. Collaboratrice di numerose riviste letterarie, di quotidiani e mensili, a cui alterna l'attività di ufficio stampa per manifestazioni artistiche, ha anche pubblicato libri di poesie e narrativa (La lunga notte dei nove sentieri, Ed. Quaderni di Hellas; Tra silenzio e parole, Nardini Editore; Venerdì, MCS). Per la collana 900 di Mondadori/De Agostini ha curato le prefazioni di autori del Novecento. Direttore responsabile fino al giugno 1995 del mensile della Newton Periodici Firenze ieri, oggi, domani, ha progettato e realizzato il mensile Firenze Toscana, per il gruppo editoriale Olimpia, di cui ha assunto anche la direzione.

I luoghi di Francesco
Un rapido susseguirsi
di brevi vallate e di colli che si stagliano azzurrando l'orizzonte: a coprirne le boscose cupole, grappoli di case che il sole in declino accende di riflessi biondorosati. Tra il fitto dei boschi - che paiono salvaguardare dal presente borghi murati, castelli, pievi, abbazie, conventi, monasteri ancora sospesi nel medioevo - la rigorosa geometria delle vigne, le chiazze d'argento degli uliveti, il giallo prepotente dei campi di girasole, i coltivi di tabacco. L'Umbria, cuore verde d'Italia, ricca di memorie etrusche e romane, è priva di contrasti netti: tutto concorre a creare quell'aura di mistica pace che ne ha fatto una terra di santi: San Francesco - a ogni passo se ne avverte la presenza - ma anche San Benedetto da Norcia, patrono d'Europa, Santa Chiara di Assisi, Santa Rita da Cascia.

Città rivali
Nel 1182, quando ad Assisi nacque Francesco, "Umbria" era solo un nome dimenticato: l'avrebbe riscoperto il Rinascimento.
L'imperatore Augusto aveva chiamato così quella "VI regio" che accorpava le terre degli Etruschi a destra del Tevere con quelle di sinistra degli Umbri, ambedue conquistate dai Romani nel III secolo a.C. Bonifica delle aree impaludate e rete viaria trasformarono il territorio in importante crocevia di merci, uomini e culture.
La Flaminia - la via che dal 220 a.C. congiungeva Roma all'Adriatico - aveva promosso nascita e sviluppo di città vecchie e nuove (da vedere i resti di Carsulae e di Urvinum Hortense): centri che la doppia anima della regione - l'etrusca a vocazione mercantile e l'umbra legata all'agricoltura - diversificava. Diversità acuita da quella ripartizione del territorio tra Longobardi e Bizantini, che concludeva il periodo delle invasioni barbariche, succeduto alla caduta dell'Impero Romano.
Città che durante il feudalesimo e al tempo dei Comuni diventeranno entità indipendenti, spesso rivali, poli coagulanti delle aree limitrofe, a determinare un frazionamento territoriale e un sentimento di campanile, che neppure la sottomissione allo Stato della Chiesa - compiuta nel XVI secolo - riuscirà a soppiantare in nome di una comune identità regionale. Non a caso i confini definitivi dell'Umbria datano 1923.

I luoghi di Francesco 2
Assisi nel cuore

All'interno di questo mosaico eterogeneo, la figura di San Francesco si impone come elemento unificante; non c'è posto in Umbria privo di un luogo a lui intitolato: memoria del percorso di un uomo che ha segnato una svolta cruciale della Chiesa. E il ciclo di affreschi di Giotto sulla vita del Santo nella duecentesca chiesa superiore della Basilica di Assisi - ma anche quello di Benozzo Gozzoli nella Chiesa di S. Francesco a Montefalco, oggi pinacoteca (tel. 0742379598) - ne riassume le tappe.
A cominciare dal 1205, quando il crocifisso ligneo della chiesa di S. Damiano - conservato nella basilica gotica di S. Chiara ad Assisi - chiese a Francesco, arruolato nell'esercito di Gualtieri di Brienne in partenza per la Puglia, di deporre le armi per dedicarsi all'apostolato: momento culminante di una conversione maturata durante l'anno di prigionia nella piana di Perugia, nel 1202 in guerra con Assisi.
Città di mezza costa, Assisi, di stampo decisamente medioevale; all'interno delle mura, la piazza del Comune con il palazzo del Capitano del popolo, la torre e il palazzo del Priore: come da copione, non fosse per quel tempio di Minerva del I secolo a.C. Alle spalle della piazza, l'Oratorio di S. Francesco Piccolino, luogo di nascita del santo, accanto alla Chiesa Nuova, barocca, costruita sul fondaco del padre, il ricco mercante Bernardone. Poco distante, la Cattedrale di S. Ruffino dove fu battezzato Francesco.
In posizione marginale rispetto al dedalo di strade che si inerpicano tra il fitto di case e botteghe, le due chiese sovrapposte della Basilica di S. Francesco, con la tomba del santo; a realizzarle concorsero i maggiori artisti del due-trecento (Cimabue, Giotto, Lorenzetti, Simone Martini), che trasformarono il cantiere nella fucina di una rivoluzione artistica fondamentale per tutta la cultura europea, da considerarsi un vero miracolo del Santo Poverello.

I luoghi di Francesco 3
Tra ceri e fioretti

Predicatore instancabile, Francesco. Partendo dal Tugurio di Rivotorto - prima sede francescana oggi inglobata nell'omonimo santuario - attraversò tutta l'Italia fino a spingersi in Egitto. Attività febbrile alternata a periodi di meditazione nel vicino eremo di S. Maria delle Carceri, sul Subasio, ma anche a Greccio e alla Verna, dove ricevette le stimmate.
Se dal pozzo dell'eremo di Monteluco, nei pressi di Spoleto, polla ancora freschissima l'acqua fatta sgorgare miracolosamente da Francesco, nella chiesa di Bevagna viene conservata la pietra sulla quale poggiava predicando agli uccelli.
Trasformata nell'altare della chiesetta di Gubbio di S. Francesco della Pace, invece, la pietra dalla quale ammansì la lupa, mentre il convento omonimo ingloba il fondaco di Spadalonga, il mercante che donò il saio al Poverello.
Vero gioiello medioevale, Gubbio, ancora perfettamente integro. La Corsa dei Ceri il 15 maggio accende gli animi degli eugubini, attraversando le strade sulle quali affacciano alte le porte del morto - le tipiche uscite delle case destinate alle bare. Nelle botteghe i prodotti artigianali umbri: ferro battuto, legno, ricamo, ceramiche, oggetti d'antiquariato... e tartufi in tutte le salse.

La Porziuncola
Nell'antica cappella
Antica cappella e terreno vennero donati a Francesco dai monaci Benedettini della vicina abbazia del Subasio.
Fu proprio in quel luogo - chiamato Portiuncula - che nel 1209 egli creò l'Ordine dei Frati Minori e, tre anni dopo, consegnò la veste a Chiara, fondatrice dell'Ordine delle Clarisse.
Là il patrono d'Italia, santificato due anni dopo la morte, si spense il 3 ottobre del 1226.
Oggi la Porziuncola si trova all'interno della basilica di S. Maria degli Angeli, costruita nel XVI secolo fuori Assisi.
La festa di S. Francesco del 3-4 ottobre, assieme a quella di Calendimaggio (il primo giovedì, venerdì e sabato dopo il primo maggio) e alla Marcia della pace (12 ottobre), costituisce uno dei principali appuntamenti del nutrito calendario di Assisi.


Il primo matrimonio "misto" tra una giovane cristiana e un legionario pagano fu celebrato dal vescovo di Terni: si tratta di San Valentino, patrono degli innamorati, nato il 14 febbraio.

Generalmente l'orario di visita a chiese e santuari va dalle 6.30/7 alle 12 e dalle 14/14.30 al tramonto; l'ingresso è inibito durante le celebrazioni liturgiche.

Apt Assisi, piazza del Comune, tel. 075812534
Apt Umbria, via Mazzini 21, Perugia, tel. 075575951