Il mondo dei fan club. Intervista a Fulvio Paloscia, Giancarlo Passarella, Grazia Goretti

Scritto da Bruno Santini |    Maggio 2003    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

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Un po' irriverentemente Renato Zero
nel 1979 cantava "Se ti do il pelo tu che mi dai?", invitando ad uno scambio che però escludeva una contropartita monetaria: non a caso il brano in questione s'intitolava "Baratto", e del resto gli storici c'insegnano che questo è stato il primo approccio commerciale pensato e realizzato dall'uomo. Non stupisce quindi se è proprio il baratto la forma più ricorrente usata dai collezionisti appartenenti ad un fan club per accaparrarsi cimeli (dischi, film, manifesti, biglietti e pass di concerti, libri, autografi) che hanno un'unica fonte di provenienza, ben riconducibile: l'artista, sia esso cantante, attore o divo televisivo.
«Il fan club è proprio l'espressione più diretta, clamorosa e colorata della devozione che provano gli ammiratori delle star», ci spiega il giornalista Fulvio Paloscia, che proprio a riguardo ha scritto, insieme a Luca Scarlini, un libro, nel quale scopriamo che "se in Inghilterra o in America il modo di esprimersi dei fan è da tempo oggetto di studio antropologico, sociologico, psicologico, psicanalitico e addirittura psichiatrico, in Italia si mantiene ancora un atteggiamento di sufficienza, di distanza e di snobistica emarginazione nei confronti di un fenomeno che invece ha ragioni profonde e importanti risvolti commerciali".
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«Sarebbe infatti riduttivo mettere in evidenza di un fan club il solo aspetto isterico, banale e superficiale, che io tra l'altro non riconosco - incalza Giancarlo Passarella, altro grosso esperto del settore -. Un fan club è molto di più: basti pensare al canale alternativo di informazione su un dato artista, per non parlare poi delle professionalità (segretari, addetti stampa, pubblicazioni derivate da tesi universitarie) che può sviluppare, spesso proprio al fianco dell'amato idolo».

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Non solo star

Non fate però l'errore di credere che le star in questione siano solo personaggi del calibro di Madonna o Michael Jackson; in questo variegato universo c'è gloria anche per rocker di casa nostra come Vasco Rossi, per divi teatral/cinematografici come Alessandro Gassman o Kim Rossi Stuart, per giallisti dal best seller facile come Carlo Lucarelli, per i protagonisti della soap televisiva di successo, per gli idoli del pallone. Visitando, per esempio, il sito www.fanzine.net scopriamo che esistono anche fan club dedicati ad artisti meno gettonati, come Viola Valentino, Giovanna, Grazia Di Michele, per i quali forse più d'uno fa fatica a ricordare anche un particolare momento di popolarità.
«Il collezionismo feticistico, però, sono in pochi a scatenarlo - ci spiega Passarella -. Si dice che Red Ronnie sia arrivato a pagare qualcosa come sessanta milioni delle vecchie lire per l'ultima chitarra di Jimi Hendrix, così come un anonimo compratore sia stato disposto a versare, per possedere l'ultimo cuscino di Elvis Presley, diecimila dollari!». E pare, ci confida Paloscia, che «molto ambite siano le scatolette vuote degli psicofarmaci di cui faceva uso l'ex leader dei Nirvana, Kurt Cobain, morto poi tragicamente». Non stupisca più di tanto quindi l'interesse nato intorno al biglietto di uno dei due soli concerti che i mitici Beatles tennero in terra italiana nel lontano '65.
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«Conosco gente disposta a sborsare migliaia e migliaia di euro per aggiudicarselo», ci dice Passarella. E senza scomodare quello che è il "valore aggiunto": l'autografo. «Nel 1988 ero a Londra - prosegue Passarella -. Trovai un disco inciso in Russia dai Dire Straits e per averlo detti in cambio due loro lp editi in Italia. Era un oggetto di poco valore: uno o due dollari. Prima del concerto, che di lì a poche ore il gruppo tenne a Wembley, mi feci firmare da Knopfler e soci la copertina cartonata. Bene: per quel disco mi hanno offerto venti milioni di lire».
Vil denaro! Ci vuol altro per far capitolare un collezionista: resistere alle allettanti offerte monetarie è, per i veri amatori, davvero poca cosa. Un fan, un vero fan, arriva a sacrificare un cimelio solo per raggiungerne uno più ambito... «Nel "Piero Pelù fan club", di cui sono stata responsabile fino a poco tempo fa - interviene Grazia Goretti -, c'era un ragazzo di San Casciano che pedinando l'ex Litfiba era riuscito a mettere insieme un piccolo capitale di bicchieri, lattine, persino forchette, ovviamente tutti oggetti mai lavati per non cancellarne le tracce, usate dall'artista. Provate a chiedergli uno di quei trofei!». Il fan/collezionista è davvero incontenibile nella ricerca spasmodica di ciò che è appartenuto o riguarda il suo mito.
«I Dire Straits hanno inciso solo otto album eppure io possiedo qualcosa come 300 pezzi: praticamente tutto ciò che hanno edito nel mondo - continua Passarella -. Più di una volta sono stato chiamato in un processo a testimoniare, con le mie "prove" tangibili, su illeciti discografici».
Altro oggetto molto richiesto è il "cartonato", ovvero quella sagoma che talvolta accompagna l'uscita di un disco o di un film. Il fan fa il giro di tutte le rivendite fino a che non trova un negoziante compiacente che al termine della promozione è disposto a cedergliela. «Per non parlare degli indumenti appartenuti ad un dato artista - continua il suo racconto Grazia Goretti -. Attenzione, non parlo dei soli costumi di scena... Io che sono una zerofolle farei carte false per possederne uno, ma di quelli indossati quotidianamente; non a caso molti sono i "furti" di pantaloni, magliette, perfino calzini, che avvengono in camerino durante un concerto».

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Quando l'amore finisce
Eppure - e dopo aver raccolto queste rivelazioni sembra quasi impossibile - una mattina un fan si sveglia e scopre, per incanto, di essere guarito e di non provare più, per quel dato artista, nessun interesse. Ecco allora che, come un sos lanciato da una nave che si sta inabissando, formula il suo "Bid - ad offerta". «Questo di solito avviene intorno ai 16-18 anni - racconta Passerella -. Ti lasci alle spalle l'adolescenza e tutti i suoi miti, e nell'incamminarti verso l'età adulta hai quasi vergogna di quelli che sono stati i tuoi ex eroi. Allora riunisci tutti i dischi, i ritagli di giornale, i manifesti che hai collezionato e ti appresti a venderli al miglior offerente... ed ecco che a questo punto entra in gioco il tuo fan club di appartenenza che, grazie ad un'asta interna, riesce ad assorbire tutto il patrimonio che altrimenti rischierebbe di venire disperso». A volte è il caso a rendere particolarmente appetibile l'oggetto collezionabile. «Prendiamo le foto - è ancora Passarella a raccontare -. Quelle scattate all'artista sul palco, nel corso di un concerto, non sono di per sé oggetto di particolare rarità, a parte qualche caso speciale. Come la tournée svizzera del 1981di Bruce Springsteen, che si affidò ad una security inflessibile. I gorilla seppero far rispettare le direttive in modo inappuntabile: divieto assoluto ai flash e guerra incondizionata alle macchine fotografiche. Chi si è saputo ingegnare ha visto tramutare in oro il frutto del clandestino lavoro...».


Collezionisti si incontrano
Ululati a Firenze
Il 10 e 11 maggio al Saschall di Firenze si tiene la XXIX convention dei fan club associati a "Ululati dall'underground". Non mancheranno concerti live, proiezione di materiale inedito e raro, mostre di varia natura e contenuto, presentazioni di libri ed angolo delle interviste. L'ingresso è gratuito.
Fumetti a Pescia
Al nuovo mercato dei fiori di Pescia, il 17 e 18 maggio, "Fumetti e dintorni 2", mostra mercato e scambio di fumetti, giuochi di ruolo, videogames e dischi.
Info: tel. 0572445460

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Ventagli a Impruneta
Ventagli e pubblicità: sembra impossibile, ma il nesso c'è. Nel corso del XX secolo, i ventagli con sopra disegnata una pubblicità venivano distribuiti gratuitamente in occasioni promozionali. La realizzazione con materiali poveri (legno, carta, cartone, celluloide) ne permetteva una distribuzione massiccia. I ventagli réclame, italiani e stranieri, sono oggetto della mostra "Ventole e ventagli - veicoli pubblicitari", in programma dal 10 al 18 maggio nel Loggiato del Pellegrino in piazza Buondelmonti a Impruneta. Orario: 16-19,30, domenica 10-20.


E' un viola club di sole donne e si chiama Donne nel pallone. La presidente onoraria è un'insospettabile: l'assessore regionale alla cultura Mariella Zoppi. Tel. 0554490222


Fulvio Paloscia e Luca Scarlini, "Il mondo dei fan club", ed. Adnkronos