Un progetto importante dà lavoro a una cooperativa palestinese e contribuisce alla costruzione di un ospedale pediatrico

Scritto da Laura D'Ettole |    Novembre 2013    |    Pag. 17

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Torna il Medjoul, il re dei datteri in arrivo da Gerico, in esclusiva nel circuito Coop. Lo scorso anno ebbe un tale successo che i due container importati dalla Palestina si esaurirono con molto anticipo.

Non è stato solo un evento commerciale, perché con un semplice gesto d’acquisto si sono ottenuti due risultati straordinari. La cooperativa palestinese che lavora per Coop si è ingrandita e ha assunto dodici giovani.

Mentre il futuro ospedale di chirurgia pediatrica di Betlemme, grazie ai fondi ricevuti, avanza a ritmo veloce: sono infatti ai nastri di partenza progettazione definitiva e inizio lavori.

In totale, con le vendite dei datteri di Gerico del 2012, Coop ha versato ai produttori palestinesi un sovrapprezzo di 15.000 euro rispetto a quanto avrebbero potuto “spuntare” sul mercato locale. Mentre i contributi per l’ospedale pediatrico sono stati di 25.000 euro.

Anche quest’anno acquistando una confezione di datteri di Gerico si contribuisce (con 25 centesimi a confezione, pari a 1 euro al chilo) alla realizzazione di una sala della prima clinica di chirurgia pediatrica a Betlemme. In cifre: 38 posti letto, più chirurgia e rianimazione. Complessivamente l’ospedale costerà oltre cinque milioni di euro: ad oggi non esiste niente di simile in Palestina.

Il progetto “datteri di Gerico” è frutto della collaborazione di Coop con i produttori palestinesi e i trasportatori israeliani. Ma sono tanti i soggetti che stanno dando il loro contributo in questa complessa gara di solidarietà: la Fondazione Giovanni Paolo II, la Regione Toscana, Unicoop Firenze, oltre a professionisti che hanno lavorato all’ospedale fiorentino Meyer, uno dei più noti ospedali pediatrici d’Italia, e che metteranno a disposizione la loro esperienza per questo nuovo progetto.

Creare certezze e lavoro è un fatto vitale per la Palestina.

Da quando è nato il Muro a Betlemme qualsiasi attività nell’area è collassata. La barriera di sicurezza israeliana fatta di trincee, check point, filo spinato ha isolato i territori governati dall’Autorità nazionale palestinese.

E Gerico, insieme a tutti i paesi della cerchia di Betlemme, piano piano si è impoverita in modo irreversibile. Niente più interscambi, né turismo (fiorente in passato), mentre l’agricoltura si è ridotta ad un mercato di semplice sussistenza.

A Betlemme e nella Palestina intera inoltre è impossibile curare i bambini. Le poche famiglie che riescono a raggiungere gli ospedali in territorio israeliano devono affrontare spese insostenibili.

Per questo la costruzione di una clinica pediatrica è così importante. Il nuovo ospedale sarà a disposizione di piccoli degenti fino a 14 anni d’età e ci saranno spazi per le famiglie che potranno così partecipare al percorso di cura dei loro figli.


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