Tradizioni e usanze. Come realizzarle da soli

Scritto da Càrola Ciotti |    Dicembre 2013    |    Pag. 15

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

L’usanza di adornare la porta con una ghirlanda natalizia non è ancora molto diffusa da noi, poiché questa tradizione appartiene soprattutto agli Stati Uniti dove, in ogni casa, si espone una ghirlanda per annunciare il Natale.

Anche in Germania e nei paesi nordeuropei l’uso della ghirlanda è piuttosto diffuso e la sua preparazione coinvolge, spesso e volentieri, tutti i membri della famiglia. La tradizione vuole che la forma circolare rappresenti il concetto dell’immortalità divina: il cerchio, infatti, simboleggia ciò che non ha una fine.

La corona è stata fin dai tempi remoti simbolo di festa, di vittoria, di regalità; nella Grecia antica, le corone di alloro erano consegnate agli atleti vincitori delle Olimpiadi, per poi essere appese sulle porte delle case a testimonianza della vittoria conseguita.

Da qui proviene l’abitudine di ornare i portoni con ghirlande che donano un’atmosfera di festa e allegria, e danno il benvenuto in quella casa. Tra le tante decorazioni che si possono utilizzare nel periodo natalizio, la ghirlanda da appendere sulla porta di casa è tra quelle che, con fantasia e un po’ di pazienza, si possono creare con le proprie mani, senza costi o quasi.

Ghirlande nataleMateriali naturali
La classica ghirlanda decorativa deve essere montata con materiali esclusivamente naturali che si possono facilmente reperire nel proprio giardino – se ne abbiamo uno – o facendo una passeggiata in un bosco. Come procedere? Si deve innanzitutto costruire la base circolare su cui inserire i vari elementi verdi; i rami flessibili del salice nostrano sono adattissimi per lo scopo.

Completato un primo cerchio della grandezza desiderata, si continuano a intrecciare su questo, in sovrapposizione, altri rametti fino a ottenere una specie di ciambellina con varie fessure e spazi che accoglieranno gli elementi decorativi veri e propri. I colori che tradizionalmente dovrebbero predominare sono il verde e il rosso: quindi, si usano piante quali alloro, cipresso, abete, agrifoglio o pungitopo.

Altri elementi cromatici, come le bacche di arbusti, quali Ardisia, Nandina, Viburno, Aucuba, Rosa canina e piccoli frutti, contribuiranno ad arricchire la composizione. Si possono inserire anche pigne, ghiande e muschio per riempire gli spazi tra un rametto e l’altro o si può ricorrere al silicone per un fissaggio più deciso o per creare una ghirlanda solo di pigne, magari dipinte in oro, argento o rosso.

Nessuno, comunque, vieta di impiegare elementi decorativi di natura diversa, magari in conflitto con le regole “classiche”, secondo la propria fantasia. Volendo, si può acquistare una base già pronta, anche in materiale sintetico, che potremmo, per esempio, avvolgere in nastri colorati; i più pigri, poi, potranno sempre ricorrere al fioraio che con una spesa di circa 25 euro realizzerà, ad arte, una piccola coroncina.

Esistono in commercio anche tantissime ghirlande artificiali, di ogni stile e dimensione, che magari hanno meno fascino ma possiedono l’indubbio vantaggio di poter essere riutilizzate negli anni a venire. E allora, appendiamo una ghirlanda al nostro portone con la speranza che porti fortuna e gioia, non solo nel corso delle festività ma per tutto il nuovo anno!

Un ringraziamento ad Adriana Callaioli, titolare di Ikebana a Poggibonsi, per la cortese collaborazione

Foto di F. Magonio