È di Montaione, e ha fondato un'associazione che accoglie e cura equini maltrattati. La collaborazione con la Lav

Scritto da Silvia Amodio |    Giugno 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

I cavalli del conte 2
La loro passione, che con il tempo si è trasformata in una vera e propria missione, è iniziata nel 1999 quando il conte Antonio Nardi-Dei da Filicaja, insieme alla moglie Marita, ha deciso di comprare una coppia di cavalli. I due equini baciati dalla fortuna avrebbero potuto scorrazzare liberi nei centoettari che circondano la villa, proprietà della famiglia dal 1400, a Montaione, in provincia di Firenze.
La coppia non avrebbe mai immaginato quale mondo crudele ruotasse invece intorno al commercio dei cavalli. Si sono presto accorti di animali tenuti in pessime condizioni, sia psichiche che fisiche, e spesso vittime di veri e propri maltrattamenti.
Senza pensarci due volte, consapevoli di avere almeno un luogo adatto dove ospitarli, si sono fatti carico di tutti quelli che avevano urgentemente bisogno di aiuto. Si sa come vanno a finire queste cose, "un cavallo tira l'altro"... Nasce così la Fondazione Flaminia da Filicaja, in ricordo di una delle prime cavalle ospitate al centro e uccisa a fucilate.
Il numero sempre crescente dei quadrupedi ha imposto la necessità di organizzarsi per garantire agli ospiti non solo tanto affetto ma anche le cure e l'assistenza necessarie. Così nel 2002 inizia la collaborazione con il veterinario Paolo Baragli e nel 2003 con la Lav, Lega antivivisezione (www.lav.it), da anni coinvolta in prima linea nella difesa degli animali.

I cavalli del conte 1
Vero e falso
«Molti problemi nascono dalla disinformazione e può capitare che alcune persone, sia pure in buona fede, creino veri e propri danni» - spiega Antonio Nardi-Dei. Per esempio non è naturale, per un animale che in natura vive in grandi spazi, passare molto tempo nel box, oppure alimentarsi due volte al giorno quando, se lasciato libero di scorrazzare, mangia in continuazione. A causa di questa abitudine molti cavalli sono soggetti a forti coliche che in alcuni casi sono fatali». Un altro luogo comune vuole che i cavalli dormano in piedi. «È vero - spiega il conte Nardi -, possono anche dormire alternando il peso su uno zoccolo alla volta, ma solo quando non hanno la possibilità di sdraiarsi completamente».
In molti casi, però, dietro al malessere di un cavallo c'è crudeltà vera e propria e purtroppo in questi anni la Fondazione Flaminia da Filicaja è stata testimone di una serie di storie molto tristi. Basti pensare ai criollos argentini dismessi dai gauchos che regolarmente arrivano in Italia dopo un viaggio massacrante, settimane e settimane a bordo di una nave. Sbarcano stremati, se non muoiono prima per i calci, la sete, la fame... Poco importa, tanto saranno trasformati in bistecche da lì a poco... Da vivi però hanno più valore, ed è per questo che vengono spediti nel viaggio dell'inferno.
I cavalli del conte 3
Ma non mancano anche crudeltà da parte di privati e negli ippodromi, dove vengono costretti a correre fino allo sfinimento. Quando "si rompono", oppure sono troppo anziani per garantire prestazioni da record, l'inconveniente si risolve eliminando la povera bestia, che viene sostituita come si fa con una macchina da rottamare. Quelli più fortunati, che arrivano al centro, dopo un po' di tempo e di cure specializzate (che vanno dalla medicina tradizionale alla fisioterapia, dalle cure omeopatiche ad una terapia comportamentale specifica) riescono a recuperare completamente. Alcuni però rimangono con una - giustificata - paura dell'uomo, ma trovano comunque in questo eden nuove amicizie, alleanze e una vita serena.
Questo progetto, nato per caso, è diventato presto unico in Italia, sia per la professionalità con cui viene portato avanti sia per l'eccezionalità di un numero così elevato di animali ospitati al momento: 46 . È piuttosto raro, infatti, avere la possibilità di osservare branchi così numerosi in spazi tali da consentire loro di riappropriarsi di comportamenti naturali, come natura crea.

Come aiutarli
La Fondazione ha bisogno di sostegno e le possibilità di dare il proprio contributo sono moltissime. Chi, per evidenti ragioni, non può adottare un cavallo in carne ed ossa, lo può fare a distanza in modo simbolico con un minimo di 10 euro all'anno. Ogni cavallo costa una media di 150 euro al mese, che moltiplicato per tutti i cavalli ospiti per 365 giorni all'anno fa una bella cifra. È possibile anche mettere in pensione il proprio animale, pagando una retta mensile.
I volontari, se motivati e a lungo termine, sono sempre ben accetti. Le medicine sono un altro grosso problema e la fondazione sta cercando una casa farmaceutica che possa donare vermifughi, vaccini, antibiotici, penicillina, cortisonici... Anche un'azienda che produce mangimi e che possa donare o fare prezzi super scontati su integratori e fioccati sarebbe, come si suol dire, una manna dal cielo.
Si cercano infine persone che possano alleggerire, anche da casa, il lavoro d'ufficio.
Ecco dove versare il proprio contributo: conto corrente postale 49383714, intestato a Fondazione Flaminia da Filicaja; conto corrente bancario 1029154/0 Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, codice Abi 08425, Cab 37950, Cin B.



IL PROGETTO
Amici dei cavalli

La Fondazione Flaminia da Filicaja, insieme alla Lav-Lega antivivisezione, ha creato un progetto nel novembre del 2006, "Amici dei cavalli", il cui scopo è quello di migliorare la vita di molti cavalli ma anche di pony, muli, asini e bardotti. Il loro compito è quello di diffondere una conoscenza sulla corretta relazione tra umani ed equini, unita allo studio del comportamento di questi animali. Inoltre sono previste visite preventive a privati che intendono avere un cavallo in affidamento o che l'hanno già adottato, per verificare il suo stato di salute psico-fisico. "Gli amici del cavallo" hanno anche il compito di controllare gli equini presenti nella propria zona al fine sempre di monitorare le condizioni in cui vengono tenuti e, dove necessario,insegnare un comportamento corretto. Chiunque può entrare a far parte di questo progetto e seguire i corsi di formazione che la fondazione organizza in sede, con i contributi di vari docenti della facoltà di Veterinaria di Pisa, di etologi e legali. L'aspetto didattico e divulgativo è anche molto importante: per questa ragione è possibile richiedere visite guidate per le scuole durante le quali i bambini possono incontrare i cavalli e imparare molte cose. Le condizioni eccezionali che si sono create offrono l'occasione per molti studenti di fare tesi sperimentali sul campo.


Fondazione Flaminia da Filicaja
Via P. Aglione-Filicaja 27
50050 Montaione (FI)

www.filicaja.org